Rapporto Oxfam. Quando la ricchezza di pochi è un freno per il benessere di tutti

***di Giorgia Furlan, 16 gennaio 2017* – Otto uomini da soli possiedono la stessa ricchezza di 3,6 miliardi di persone, cioè la metà più povera dell’intera popolazione mondiale. Ecco qualche dato diffuso con l’ultimo rapporto Oxfam alla vigilia dell’apertura del World Economic Forum di Davos (prevista per il 17 gennaio) che fa riflettere su quanto siano in aumento la diseguaglianza sociale e la povertà.

Dal 2015 l’1% più ricco dell’umanità possiede più ricchezza netta del resto del pianeta.
Come ha ricordato Barack Obama lo scorso settembre di fronte all’assemblea della Nazioni Unite: «un mondo in cui l’1% possiede la stessa ricchezza del restante 99% è un mondo che non può essere stabile».

Le disuguaglianze sono destinate ad aumentare. Secondo le stime di Oxfam infatti nei prossimi 20 anni 500 persone trasmetteranno ai propri eredi circa 2.100 miliardi di dollari, una somma superiore al prodotto interno lordo dell’India dove vivono 1,3 miliardi di persone, la maggior parte delle quali in situazioni di estrema povertà.

Negli ultimi vent’anni i redditi del 10% più povero dell’umanità sono aumentati di meno di 3 dollari l’anno. Quelli dell’1% più ricco della popolazione di 187 volte. Mentre negli Usa, negli ultimi trent’anni, a quanto riporta l’economista francese Thomas Piketty, se da un lato i redditi del 50% più povero della popolazione sono cresciuti dello 0%, quelli invece dell’1% più ricco sono aumentati del 300%.

Un amministratore delegato di una delle cento società principali quotate in borsa (quelle dell’Ftse 100 che possiedono circa l’80% della capitalizzazione di mercato del London Stock Exchange, una principali piazze finanziarie al mondo, nonché la prima in Europa per capitalizzazione) guadagna tanto quanto guadagnano in media circa 10mila lavoratori di una fabbrica qualsiasi di abbigliamento in Bangladesh.
A dicembre 2016 qualcuno ha osato protestare: migliaia di operai bengalesi sono scesi in piazza per scioperare contro le condizioni di lavoro disumane alle cui erano sottoposti e i salari bassissimi con cui venivano retribuiti dai grandi marchi di abbigliamento per i quali lavoravano (Gap, H&M e Zara, per nominarne qualcuno). I risultato sono stati licenziamenti di massa, almeno 1500 persone sono state licenziate in tronco per aver partecipato alle manifestazioni sindacali che in molti casi sono state addirittura dichiarate illegali dalle autorità locali.

In Vietnam la persona più ricca del Paese guadagna in un solo giorno più di quanto la persona più povera guadagna in 10 anni.

E poi ci sono loro, gli 8 paperoni che insieme possiedono quanto la metà più povera del pianeta. Al primo posto troviamo il fondatore di Microsoft Bill Gates con un patrimonio di 75 miliardi di dollari, più o meno lo stesso Pil dell’intera Libia, sette volte il Pil del Burkina Faso. Al secondo posto il proprietario di Zara, Amacio Ortega, uno che prima ha costruito la sua fortuna dal nulla e poi sul basso costo della manodopera delle sue fabbriche in Bangladesh, ha un patrimonio di 67 miliardi di dollari. Oltre a Zara possiede Bershka, Massimo Dutti, Pull and Bear, Stradivarius e Oysho. È invece Warren Buffett con 60,8 miliardi di dollari il terzo uomo più ricco al mondo. Segono i tre miliardari sul podio in ordine di ricchezza: Carlos Slim, proprietario del Grupo Carso, oggi il più importante colosso della telefonia dell’America Latina, Jeff Bezos papà di Amazon, Mark Zuckerberg ideatore di Facebook, Larry Ellison cofounder ed ex Ceo di Oracle Corporation e Micheal Bloomberg.

La disuguaglianza ha assunto dimensioni intollerabili, economia e politica si intrecciano aprendo così a scenari di instabilità. Si legge nel report di Oxfam: «Dalla Brexit al successo della campagna presidenziale di Donald Trump, da una preoccupante avanzata del razzismo alla sfiducia generalizzata nella classe politica, sono tanti i segnali che indicano come sempre più persone, nei Paesi industrializzati, non siano più disposte a tollerare lo status quo». E ancora: «Se lasciata senza controllo, la crescente disuguaglianza minaccia di lacerare le nostre società, causa un aumento della criminalità e dell’insicurezza e pregiudica l’esito della lotta alla povertà».
La sfida è dunque a tutti gli effetti la riduzione del divario fra ricchi e poveri, una sfida che rimette in discussione l’intero sistema occidentale di accumulo della ricchezza, ma che conviene a tutti, anche ai super ricchi. Come scrive infatti su agi.it il condirettore dell’agenzia di stampa Marco Pratellesi: «Questa estremizzazione nella distribuzione delle ricchezze travalica ogni contrapposizione tra ricchi e poveri per diventare essa stessa un freno allo sviluppo e alla crescita, all’innovazione e alla pacifica convivenza. Il paradosso è che l’attuale sistema economico, che beneficia sempre più ristrette cerchie di pochi fortunati, finisce per danneggiare anche quest’ultimi, sempre più attratti dalla moltiplicazione finanziaria dei profitti, piuttosto che dalla ricerca di nuovi spazi di economia reale, innovazione e sviluppo sui quali investire e sperimentare».

*da Left

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
Vai alla barra degli strumenti