“Uscite presto, per favore”. I tg di martedì 28 giugno

“La “spiegazione” che fa riferimento al rifiuto di “atteggiamenti intimidatori” nei confronti della Gran Bretagna, noi non l’abbiamo proprio capita”, scrive Luca Baldazzi. Noi chi? La spiegazione di chi? Dei telegiornali? (nandocan)

***di Luca BaldazziAperture per tutti sul primo vertice a Bruxelles del ”dopo Brexit”, che ha visto sia l’Euro-Parlamento che il Consiglio d’Europa non fare sconti a Cameron, invitandolo ad essere conseguente e “veloce”. Tutti i Tg riprendono (titolo per La7) lo scontro Juncker-Farange. Anche il terremoto che ha provocato la sfiducia per il leader laburista Corbyn è abbondantemente ripreso nei titoli da Tg3 e TgLa7. Tg3, Tg1 e Tg La7 sottolineano nei servizi il comportamento poco comprensibile degli M5S che hanno votato all’Europarlamento insieme a Salvini e Farage contro la mozione di ampia maggioranza che invitava la Gran Bretagna a “far presto” per rendere operativo ciò che è emerso dal referendum. La “spiegazione” che fa riferimento al rifiuto di “atteggiamenti intimidatori” nei confronti della Gran Bretagna, noi non l’abbiamo proprio capita. Mentana segnala che assieme alle destre ha votato anche la sinistra di Tsipras. Rilevante spazio per tutti alle dichiarazioni di Renzi rilasciate ai giornalisti.

Mentre tutti riportano con un certo sollievo il rimbalzo delle borse – che comunque restano basse – TgLa7 costruisce una riflessione più ampia sull’invito di Draghi a garantire la solidità delle banche europee e, indirettamente, di quelle italiane. Anche Tg2 riflette sulle sofferenze bancarie, ospitando il Presidente dell’Abi Patuelli che tenta di fornire assicurazioni sulla solidità degli istituti italiani….

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Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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