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Londra sotto choc. I Tg di giovedì 16 giugno

Pensatela come volete ma io sono davvero spaventato all’idea che il gesto omicida di un malato di nervi possa suscitare n’ondata emotiva capace di condizionare il voto popolare in una scelta così importante come il Brexit. E mi conferma sempre più nella convinzione che la democrazia non possa reggersi soltanto sulla consultazione periodica dei cittadini, si tratti di elezioni o di referendum, ma esiga un sistema efficace di pesi e contrappesi che le riforme istituzionali affidate al referendum di ottobre purtroppo sono lungi dal garantire (nandocan)

***di Luca Baldazzi – Lo shock per l’assassinio della deputata laburista anti-brexit Helen Cox, uccisa durante un comizio da un esagitato, forse sostenitore di un partito d’estrema destra, gela la politica britannica. Primo titolo per tutti, con l’eccezione Studio Aperto che apre sui roghi in Sicilia. La vicenda non è ancora chiara e Tg La7 parla di “ricostruzione controversa” in relazione al movente del killer, che avrebbe inneggiato alla sigla di un movimento politico di destra “Britain First”, ma che probabilmente è un individuo con forti problemi psichici. Sempre Mentana riflette sull’impatto che questa morte potrebbe avere sul dibattito interno al Regno Unito, parlando di una “ondata emotiva” in favore nel No alla brexit già riscontrabile nelle borse, risalite dopo che era circolata la notizia della morte della deputata: un’analisi forse cinica, ma certamente realista. 
I roghi in Sicilia, con le immagini di una Palermo “assediata” dalle fiamme, sono presenti nei titoli per tutti. Ampie le coperture dei Tg Mediaset, che alle testimonianze di persone disperate affiancano le accuse mosse contro le istituzioni per l’inadeguatezza (o la mancanza) di interventi contro gli incendi. A spiccare nei servizi dei Tg Rai è invece la natura quasi certamente dolosa di questi fenomeni, con Tg2 e TgLa7 che la danno per scontata.

Per la pagina politica la polemica del giorno è intorno al No Tax Day (titoli per i Tg Rai, Tg4 e Tg La7), con le dichiarazioni dei partiti di opposizione che accusano Renzi ed il governo di non aver tagliato nulla e di voler “imbrogliare i cittadini”. In un’intervista sul Tg2 il premier lo difende, ma anche in questo caso si parla per “slogan”, e per capire meglio la situazione occorre guardare ai servizi di Tg3 e Tg La7: il governo ha sì tagliato le tasse, ma la pressione fiscale è cresciuta sul fronte delle imposte locali.

Tg4 dedica titolo e seconda parte dell’edizione alla legge “anti furbetti” varata ieri dal governo, rivendicando i meriti della testata nella lotta contro questo tipo di pratiche e presentando una “mappa” dei casi denunciati nell’ultimo anno.

A poco più di 24 ore dal silenzio elettorale lo spazio ai ballottaggi è ridotto al “minimo sindacale”. La7 segnala il paradosso dei due candidati ai ballottaggi per il comune di Ragusa raggiunti lo stesso giorno da avvisi di garanzia legati alla compravendita di voti. Presente nei servizi anche la questione D’Alema, anche se l’impressione è che se ne continui a parlare per forza d’inerzia.

Le tensioni in Francia e le misure prese contro gli hoolingas ottengono titoli stasera solo per Tg5 e Studio Aperto, mentre l’attesa per la partita di domani della nazionale è già viva nei titoli di Tg1 e Tg3.

Avevamo previsto nei giorni scorsi che le intimidazioni alla giornalista di Agorà avrebbero prodotto una maggiore attenzione mediatica sulle vie di Tor Bella Monaca, e non c’eravamo sbagliati: l’approfondimento del Tg2 è stasera proprio sulla piazza dello spaccio della Capitale, con riprese da un sopralluogo notturno dei carabinieri. Il servizio denuncia questa piaga con una constatazione inquietante: se è di 2 giorni fa una retata aveva prodotto 29 arresti, già ieri notte i palazzi dello smercio erano tornati in piena attività.

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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