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L’America di Trump, più armi per tutti

Orlando, Florida, club gay, 50 morti: la peggiore sparatoria della storia americana, per ora. Un giorno dopo l’uccisione di Christina Grimmie a un suo concerto. Solo quest’anno, 132 sparatorie con 156 morti. Prima di Orlando, la sparatoria più grave il 22 aprile scorso nell’Ohio: 8 componenti di una stessa famiglia sono morti in una sparatoria incomprensibile. Nel 2015 negli Stati Uniti ci sono state 372 sparatorie e 367 morti, uno al giorno.
***di Ennio Remondino, 13 giugno 2016 – Più armi per tutti, promette Donald Trump. Armi ovunque, negli uffici pubblici e perfino nelle chiese. A Donald Trump, l’America a mano armata che sconvolge il mondo non basta, tanto che nella sua corsa alla presidenza spinge ancora sul grilletto della liberalizzazione delle armi che non avrebbero più confini, neppure negli uffici pubblici, nelle basi militari e persino nelle chiese. «Quando diventerò Presidente degli Stati Uniti ci sbarazzeremo delle gun free zone».

Il volto triste dell’America – Solo nel 2016, sono già avvenute 132 sparatorie. Da gennaio sono morte 156 persone. 300 milioni di armi: una famiglia su tre ne ha una. Oltre ad accadere con maggiore frequenza, le stragi di massa fanno sempre più vittime. Il fucile d’assalto AR-15 usato da Omar Mateen per compiere il massacro nel gay club ad Orlando è dello stesso tipo di quelli usati dal killer Adam Lanza, autore della strage alla scuola elementare Sandy Hook di Newtown con 26 morti, e dai terroristi dell’attentato a San Bernardino, in California, dove morirono 14 persone. In libera vendita.

PRO MEMORIA (molto parziale,ndr) PER SCANDALIZZARCI

12 giugno 2016. Orlando, in Florida, 50 persone e altre 53 sono ferite in un Club gay da un solo uomo armato.

22 aprile 2016. Otto componenti della stessa famiglia nell’Ohio morti per colpi di arma da fuoco senza alcun motivo apparente.

20 febbraio 2016. 6 persone, tra cui un bimbo di 8 anni, uccisi in Michigan.

2 dicembre 2015. 14 persone assassinate e 22 ferite gravemente in un attacco terroristico all’Inland Regional Center di San Bernardino, in California. I due killer, marito e moglie simpatizzanti dell’Isis vengono uccisi dalla polizia.

16 settembre 2013. Aaron Alexis uccide 13 persone prima di uccidersi nel comando delle operazioni della Marina di Washington.

27 luglio 2013. Un uomo di origine cubana si barrica in un appartamento di Miami, in Florida, uccidendo sei persone prima di essere ucciso.

14 dicembre 2012. Adam Lanza di 20 anni, affetto dalla sindrome di Asperger apre il fuoco all’interno di una scuola elementare a Newtown in Connecticut. Muoiono 26 persone di cui 20 bambini. Lanza si uccide prima dell’arrivo della polizia. Il giorno prima aveva ucciso la madre.

20 luglio 2012. La prima mondiale del film di Batman, ‘The dark knight rises’, si trasforma in un bagno di sangue: un uomo di 24 anni con una maschera antigas come quella del ‘cattivo’ del film, entra in un cinema di Denver, Colorado durante la proiezione di mezzanotte, e con un fucile e due pistole uccide 12 persone e ne lascia 70 a terra ferite. Tra le vittime anche alcuni bambini.

2 aprile 2012. Un ex studente entra in una classe della Oykos University, piccola università cristiana di Oakland, e apre il fuoco sui suoi ex colleghi. Sei morti e tre feriti.

8 dicembre 2011. Il complesso Virginia Tech, teatro di un massacro nel 2007, torna sulle prime pagine e l’America rivive un incubo. La sparatoria causa due morti, un agente e il killer.

5 novembre 2009. Un soldato americano di origine palestinese, uno psichiatra di 39 anni, apre il fuoco nella principale base americana -Fort Hood, in Texas- con 13 morti e 42 feriti.

3 aprile 2009. Un uomo di 42 anni di origini vietnamite apre il fuoco in un centro di accoglienza per gli immigrati a Binghamton, a 200 chilometri da New York: il bilancio finale è di 13 morti.

24 dicembre 2009. Un uomo vestito da Babbo Natale fa irruzione in una casa di Covina, a 40 chilometri da Los Angeles, dove si stava festeggiando la vigilia di Natale, e uccide nove persone.

14 febbraio 2008. Un ex studente armato con due pistole ed un fucile irrompe in un’aula della Northern Illinois University ed apre il fuoco uccidendo cinque persone e ferendone una quindicina. Il killer poi si suicida.

7 aprile 2007. Uno studente di 23 anni di origine coreana, Seung-Hui Cho, apre il fuoco in due diverse aree del grande campus dell’università di Virginia Tech e uccide due persone in un dormitorio e altre 30 in un edificio dove erano in corso le lezioni.

2 ottobre 2006. La strage di Amish: un uomo prende in ostaggio alcuni studenti della scuola di Nickel Mines, un villaggio Amish in Pennsylvania, fa uscire i ragazzi e lega le ragazze con funi e manette. Poi uccide cinque giovani alunne, ne ferisce altre cinque e si suicida.

21 marzo 2005. Un ragazzo di 16 anni uccide il guardiano e poi spara su compagni di scuola e insegnanti del liceo Red Lake High School, nella riserva indiana di Red Lake (Minnesota, Usa), uccidendo sei persone e ferendone 14 prima di suicidarsi. Prima di compiere l’incursione nella scuola, il ragazzo aveva ucciso il nonno e la sua compagna.

20 aprile 1999. È il massacro di Columbine: non lontano da Denver in Colorado, due studenti della Columbine High School, Eric Harris e Dylan Klebold, si introducono nell’edificio armati e aprono il fuoco su numerosi compagni di scuola e insegnanti. Muoiono 12 studenti e un insegnante, mentre 24 furono i feriti. I due si uccidono all’interno della biblioteca della scuola.

16 ottobre 1991. Il conducente di autobus, George Hennard, si schianta con il suo furgone contro la parte anteriore della caffetteria Luby’s a Killeen, in Texas. Sceso dal mezzo inizia a sparare sui clienti uccidendo 23 persone, prima di suicidarsi.

29 dicembre 1987. Gene Simmons, sergente dell’esercito in pensione, in preda alla follia per problemi economici uccide 16 persone nel corso di una settimana a Russellville, in Arkansas. Le prime 14 vittime sono membri della sua famiglia, tra cui una figlia da lui più volte violentata, e il figlio che aveva avuto con lei.

20 agosto 1986. Patrick Henry Sherrill, un postino, uccide in un ufficio postale 14 persone a Edmond, in Oklahoma. – 18 luglio 1984. Oliver Humberty, veterano del Vietnam, spara contro 22 persone in un ristorante in San Diego (California), e poi viene ucciso dalla polizia.

1 agosto 1966. Charles Whitman, tiratore scelto, uccide 16 persone all’Università di Austin, in Texas. Il giorno prima aveva ucciso la madre.

18 maggio 1927 – Tre ordigni esplodono a Bath Township, nel Michigan. Muoiono 45 persone tra cui molti bambini. Responsabile è Andrew P. Kehoe, mosso dall’indignazione per una tassa imposta anni prima per le spese di costruzione dell’edificio scolastico.

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

2 pensieri riguardo “L’America di Trump, più armi per tutti

  1. in america i controlli per chi compra armi ci sono eccome: ogni armiere è collegato con una banca dati della polizia e fbi che lo informa in tempo reale sui precedenti o meno di chi sta acquistando un’arma…..in america però chi può acquistare un ‘arma può acquistare qualunque arma anche da guerra e non c’è obbligo di presentare certificato medico…in Italia per ottenre un porto d’armi per uso sportivo o per tenere arma in casa o per difesa personale ci sono tutta una serie di regole molto rigide ma qualche volta la concessione del permesso è frutto della discrezionalità del funzionario…..in tutti e due i paesi i delinquenti terroristi e assimilati accedono ad un mercato di armi clandestino e incontrollato…..ho citato italia e usa ma di esempi ne conosco altri….a questo punto domanda: i controlli effettuati in Italia secondo voi, comparando i dati sugli omicidi per arma da fuoco con i dati sulla popolazione ( numero e composizione per età e etnia almeno), limitano le stragi o no?

    1. Grazie del commento. Non spieghi però se il controllo con la banca dati è obbligatorio e se da questo discende un obbligo per il venditore. A giudicare dalle difficoltà incontrate da Obama per limitare anche il commercio delle armi da guerra e da quanto viene denunciato dai media dopo ogni strage, direi di no. E’ vero però che il problema dei controlli esiste dappertutto e che da questo punto di vista, per le armi o altre cose, il nostro Paese è largamente deficitario.

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