Perché fischiano i commercianti. I Tg di giovedì 9 giugno

“Sulla contestazione per gli 80 euro – scrive Baldazzi – nessuno dice la cosa più scontata: che non sono andati ai commercianti”, i quali probabilmente si erano illusi, avrebbe dovuto aggiungere, che andassero ad aumentare i consumi come prometteva il governo e invece non è avvenuto. Per questo fischiano (nandocan).

***di Alberto Baldazzi – Su tutti in apertura le condizioni di salute di Berlusconi, ricoverato da 3 giorni al San Raffaele di Milano. Dopo lunghe ore di comprensibili reticenze, si viene a sapere che “ha rischiato la vita”. Se i Tg Mediaset annunciano un ritorno in salute “più forte di prima” entro un mese dall’operazione al cuore della prossima settimana, TgLa7 ipotizza invece un inevitabile abbandono della vita politica per il leader oramai ottantenne. Sic transit gloria politici mundi. Auguri anche da parte nostra.

Renzi fischiato dalla Confcommercio è nei titoli per tutti. Tg5 parla di “fischi e applausi”, e sulla contestazione per gli 80 euro nessuno dice la cosa più scontata: che non sono andati ai commercianti. Sulla necessità di non aumentare l’IVA si diffondono i Tg Rai.

In voga gli interrogativi sul possibile patto M5S-Lega. I protagonisti lo negano, ma ai Tg piace anche perché da qui al 19 devono riempire di politica le scalette.

Tg3 dedica spazio alla rottura tra Pd e verdiniani e alla situazione squallida che emergerebbe sul voto di scambio nel Pd napoletano (servizi anche per Tg5 e TgLa7).

I dati Istat che riportano 242 mila occupati a tempo indeterminato in più nel primo trimestre 2016, sono nei titoli per i Tg Rai e per La7, ma non “affascinano” quelli Mediaset.

Molta attenzione, ma anche molta approssimazione, per la sentenza della Cassazione che ribadisce per i dipendenti pubblici la tutela dell’art 18, indebolita per quelli privati. Nessuno spiega adeguatamente che questa era anche la posizione del governo.

Gli scioperi areali delle sigle dei metalmeccanici compaiono solo su Tg3, mentre Tg5 titola sullo sciopero lampo dell’Atac a Roma. TgLa7 dedica titolo a quelli in Francia (“Francia in ginocchio)” mentre tutti seguono le misure di sicurezza in vista dell’esordio degli europei di calcio.

Ampio e trasversale spazio al terzo femminicidio in 48 ore, con Tg5 che vi dedica la copertina e Tg4 che tratta delle mancate tutele ai parenti delle vittime.

Sulle manifestazioni di protesta a Rosarno dopo l’uccisione del ragazzo africano titoli per le testate Mediaset, e buona copertura del Tg1. Per gli esteri la strage di Tel Aviv è nei titoli per Tg1, Tg5 e TgLa7.

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
Vai alla barra degli strumenti