La cabala dell’occupazione. I Tg di martedì 31 maggio

Che in tutte le specializzazioni il linguaggio tenda a diventare “gergo” quasi incomprensibile ai non addetti ai lavori lo sa qualsiasi cronista che si sia fatto le ossa facendo il giro dei commissariati, delle preture e del pronto soccorso. Più che per dare le notizie, compito oggi non più esclusivo della categoria, i giornalisti esistono per fare in modo che si capiscano. Operazione tutt’altro che facile specie per chi non prova neppure a comprenderle personalmente. Richiede tempo e preparazione. Basterebbe dare a questo lavoro la stessa importanza che viene data alla velocità nel trasmetterle e all’abilità nel venderle come merce (nandocan).

***di Alberto Baldazzi – Se ieri avevamo parlato di aperture “forse inevitabili” in relazione al femminicidio di Roma, segnalando la scelta tanto trasversale quanto scontata, questa sera corre l’obbligo di sottolineare che si confermano le tradizionali linee editoriali, con le testate Mediaset che tornano nella prima parte delle edizioni sulla ragazza bruciata viva dall’ex fidanzato. Intendiamoci: non è che parlare di violenza contro le donne, di stalking e di femminicidi, sia “campato in aria”, ma certo educare il proprio pubblico a base di adrenalina da cronaca criminale non fa bene ai tessuti del Paese.

Le testate Rai aprono sui dati dell’occupazione: “fotografia contrastante” per Tg2, che poi spiega l’arcano dell’aumento degli occupati e, al contempo, della percentuale dei disoccupati. Nel merito ci sentiamo di ipotizzare che l’origine della confusione stia nel combinato-disposto del linguaggio poco chiaro delle istituzioni preposte (Istat) e della scarsa capacità di metabolizzazione delle redazioni di economia di tv e giornali. Se poi si aggiunge che qualcuno “ci mette del suo”, ecco il caso dei Tg Mediaset che enfatizzano i dati in meno, e tralasciano quelli con il più. Sempre per l’economia, titoli per quasi tutti sulle ricette di Visco sul cuneo fiscali, approfondite da TgLa7 e Tg3.

Lo screening della Commissione Antimafia sui candidati delle amministrative è presente nei titoli per tutti, ma i servizi vanno via veloci, forse perché i 14 candidati definiti “impresentabili” sono nelle liste civiche. Sempre per la politica, spazio all’intervento di Renzi, cui le testate affiancano quello di Berlusconi. La7 segnala la denuncia di Fico, Presidente M5S della Commissione di vigilanza, che ha accusato Tg1 di essere “il Tg di Renzi”, con conseguente baruffa sulla par condicio.

Molto spazio all’immigrazione e in particolar modo alla situazione a Ventimiglia su tutte le testate (titolo per Tg3). Tg5 raccoglie gli interventi di Salvini e Casini. I Tg Rai si soffermano sulla nuova “foto simbolo” del bambino affogato il cui corpo è stato raccolto dai soccorritori, fatta circolare volontariamente da Sea Watch per “dare un volto” alle sciagure della scorsa settimana, ampiamente riprese anche da Tg4.

Chiudiamo segnalando l’approfondimento del Tg2 sul mondo volontariato e del terzo settore, a pochi giorni dall’approvazione della legge che lo ha riformato: una delle rare aree in cui il Paese presenta record positivi.

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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