La sentenza via post. I Tg di venerdì 13 maggio

“Mentana segnala che, in piena campagna per le amministrative, l’assist lanciato dal Movimento ai suoi competitor è plateale”. Tradotto in italiano per i miei coetanei: Mentana rileva che l’aiuto dato con questi metodi autoritari dal movimento 5 stelle ai partiti concorrenti nelle elezioni amministrative è di tutta evidenza (nandocan).

***di Luca Baldazzi – Per Pizzarotti la comunicazione di garanzia della procura di Parma è una “scusa” con cui il cerchio magico grillino, nel nome della “trasparenza”, si è liberato del suo primo e più importante sindaco, ma anche primo contestatore interno. Gli spasmi dell’M5S sono in apertura per i Tg delle 20 e Tg2, e abbondantemente presenti in tutti gli altri. Difficile trovare stasera un Tg che, oltre alla corretta cronaca, proponga qualche giustificazione per la scelta di (?) Grillo e/o Di Maio e/o Casaleggio jr. Mentana segnala che, in piena campagna per le amministrative, l’assist lanciato dal Movimento ai suoi competitor è plateale. Gli imbarazzati interventi degli esponenti parlamentari M5S che, ex post, giustificano una decisione – quella della sospensione – decisa attraverso un post di Grillo e comunicata da una mail anonima, sono facilmente contraddetti dalla conferenza stampa pomeridiana di Pizzarotti. Molti Tg segnalano – come preannunciato ieri sera da Tg La7 – la difformità di comportamento nei confronti del sindaco di Livorno Logarin che, per altro, si “affretta” a ribadire la diversità delle due condizioni per garantirsi la mano leggera del Movimento. Uscendo dal seminato dei nostri Tg, segnaliamo il profetico editoriale di Ezio Mauro oggi su LaRepubblica che mette in risalto la caratteristica sostanzialmente distruttiva e autodistruttiva delle “regole”, draconiane quando flessibili, che vigono nel movimento.

Abbiamo notato negli ultimi mesi che le posizioni italiane sul tema profughi-accoglienza non sono più oggetto di stridenti contrasti interni e, per altro, faticosamente stanno conquistando audience anche nelle maggiori capitali europee. Sarà per questo, per la mancanza di “scontro politico”, che la piccola ma reale vittoria dell’Italia che oggi incassa il passo indietro dell’Austria sul Brennero, non riceve lo spazio che dovrebbe: secondo titolo per Tg2, quarto per Tg La7, più in basso per gli altri. Le due testate appena citate segnalano il varo imminente di una presenza di navi europee anche nelle acque territoriali libiche, accolto dal neonato e precario governo. I dati sull’aumento dei flussi di profughi nel Mediterraneo, presenti su tutti, sono in evidenza soprattutto sui Tg Mediaset.

I “tre numeri” odierni prodotti dall’Istat su Pil, deflazione e debito sono abbondantemente presenti su tutte le testate. Il buon servizio di La7 rende il senso di un’attenzione bonaria da parte dell’Europa che oggi si registra a differenza di quello che avveniva qualche anno fa. Sale il debito, dunque, ma per il governo saranno confermati i maggiori margini di elasticità.

Lo shock per l’arresto del ginecologo Severino Antinori, pioniere della fecondazione assistita, è ampiamente ripreso nei titoli da quasi tutte le testate, che ripropongono la contestata storia professionale di uno scienziato, di un medico ora accusato di rapina aggravata e lesioni personali aggravate per aver prelevato ad una 24enne, contro la sua volontà, alcuni ovociti nella sua clinica milanese.

Per tutto il pomeriggio le allnews avevano ripreso le contestazioni dei parenti delle vittime del rogo Thyssen dopo che il Pm, in Cassazione, aveva richiesto il terzo ritorno in appello del processo per la diminuzione delle pene. Anche i Tg delle 19 riprendono lo sconcerto delle famiglie. Tg4 e quelli delle 20 possono, in extremis, dare la “buona notizia” che i giudici hanno respinto la richiesta del Pm e confermato le condanne del secondo appello. Grande la commozione alla notizia, con Tg La7 che intervista lungamente in diretta il sopravvissuto Boccuzzi, ora deputato del Pd, che ringrazia Mentana per aver seguito passo passo e con la massima attenzione l’iter giudiziario durato 8 anni. Significativa la segnalazione fatta dallo stesso Boccuzzi di essere “L’unico operaio” che siede in Parlamento.

Interessante l’approfondimento del Tg2 che parla, sì, delle lungaggini della giustizia civile, segnalando però i miglioramenti che nell’ultimo quinquennio hanno ridotto mediamente di un centinaio di giorno la durata del primo grado di giudizio.

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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