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Il racconto peggiore. I Tg di venerdì 29 aprile

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 ***di Luca BaldazziLe rivelazioni sulla morte di Fortuna, bimba di 6 anni di Caivano fatta precipitare dall’ottavo piano dalla mano di un vicino che abusava di lei in un contesto di “totale omertà”- un’omertà che ha coperto altre simili violenze che le indagini hanno svelato – ottengono l’apertura delle testate Mediaset. Ampio lo spazio anche sui Tg Rai, che sottolineano il ruolo avuto dalle testimonianze dei bambini nel portare alla luce questo “macabro gioco di depistaggi dove ognuno ha fatto la sua parte” (Tg1). In scaletta anche per Tg La7, con Mentana che così motiva “l’intrusione” della cronaca nel suo Tg: “Il racconto peggiore, che non si può nascondere perché queste cose non vanno nascoste”.

I dati Istat sull’occupazione che registra una crescita complessiva, con la disoccupazione che scende più tra i cinquantenni che per i giovani (dove resta alta), sono in apertura per Tg3 ed alti su tutti. L’intervento del premier a commento dei risultati della (sua) riforma ottiene spazio ampio su Tg1 e Tg3 (che ospita la leader Cgil Camusso), mentre i Tg Mediaset propongono fin dai titoli un quadro di “luce ed ombre” presentando i dati negativi sulla deflazione (Tg5) e le dichiarazioni del Cardinal Bagnasco, che parla di “centri Caritas ancora pieni”, indicato da Tg4 come il più vicino ad avere “il polso della situazione”.
Spazio tutto sommato contenuto per la politica, dopo lo scompiglio portato dal “colpo di coda” di Berlusconi: apertura solo per Tg La7, mentre le reti amiche risolvono l’argomento rilanciando l’intervista/appello dell’ex premier, secondo cui “Uniti si vince” e “il centrodestra lo ho inventato io”. I Tg Rai interpellano gli altri contendenti, con Salvini e Meloni rispettivamente intervistati su Tg1 e Tg3, e che minacciano che la rottura non varrà  solo per la Capitale. Sempre La7 affianca allo “strappo definitivo” tra Fi e Lega l’incontro tra Verdini ed i capigruppo Pd in vista del Referendum Costituzionale.

L’assist fornito al ministro degli esteri austriaco da parte di quello tedesco, che parla del muro sul Brennero come “misura preventiva” nel caso che dovesse l’Italia fallire nel “contenere l’onda”, fa parlare Tg1 e Tg La7 fin dai titoli di “asse austriaco-tedesco”. Netto il giudizio avanzato da Romano Prodi, interpellato sul Tg3: con questo tipo di politica e di atteggiamento “l’Europa è finita”. Le voci di “centri UE di detenzione in Libia” e la risposta del ministro Alfano che rassicura i suoi colleghi compaiono nei servizi di Rai e La7. Sempre per gli esteri, i bombardamenti che continuano sulla città siriana di Aleppo e che nelle scorse ore hanno devastato un ospedale di Medici Senza Frontiere causando oltre 50 morti ,tra cui “l’ultimo pediatra della città”, figurano nei servizi di Tg4, Tg5 e dei Tg Rai.

I risultati dell’odierno Cmd con le nuove nomine dei vertici della sicurezza filtrano sui Tg delle 19 e vengono dati a metà edizione da quelli delle 20: Gabrielli Capo della Polizia e Panza al Dis, mentre slitta l’incarico di Carrai alla cyber security.

Trenta anni fa l’Italia entrava a far parte (quarta nel mondo) del world wide web. Ampio spazio su tutte le testate alle celebrazioni per questo importante anniversario, un momento “guastato” (Tg La7) dalle proteste e dagli scontri avvenuti a Pisa. Gli approfondimenti di Tg1 e Tg2 rilanciano gli impegni presi dall’Ad Rai Dall’Orto di “aiutare la nazione a superare il digital divide”.

 

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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