Giornata mondiale della libertà di stampa, tutte le manifestazioni del 2 e 3 maggio

***da articolo21.org – Tutto pronto per la “48 ore per l’informazione” organizzata dalla Fnsi, insieme a UsigRai, Articolo 21, Reporters sans Frontieres Italia, Amnesty International Italia e Pressing NoBavaglio, in concomitanza con la Giornata mondiale della libertà di stampa che si celebra il 3 maggio.

Si parte lunedì 2 maggio, dalle 10 alle 13, con una maratona di sit-in e flash mob creativi che si terranno davanti alle ambasciate e alle sedi consolari a Roma degli Stati in cima alla lista delle violazioni della libertà di espressione e di tutti i diritti umani: il consolato dell’Iran e le ambasciate di Egitto e Turchia.

Inframezzati da flash mob musicali, sotto ogni ambasciata verranno letti messaggi delle istituzioni e lettere di giornalisti incarcerati o sotto processo i cui casi erano già stati sollevati in passato dalle associazioni organizzatrici.

Ai presidi hanno assicurato la loro presenza il regista, sceneggiatore e attore Giuliano Montaldo, il regista Mimmo Calopresti, i musicisti Patrizia Bovi, Marco Quaranta eAngelo Colone, l’attrice Monica Guerritore.

La mattinata si concluderà con il sit-in sotto la sede della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, dove una delegazione degli organizzatori incontrerà il vicepresidente del Parlamento europeo David Sassoli.

Insieme ai promotori, alla maratona parteciperanno: Andrea Iacomini (portavoce Unicef), ARCI, Associazione Amici di Padre Dall’Oglio, Associazione Amici di Roberto Morrione, Associazione Ayusya, Associazione Baresi nel Mondo, Associazione Comuni Virtuosi, Associazione Diritti e Frontiere, Associazione Migrare, Associazione Rose di Damasco (Como), Cantiere di Pace, Carta di Roma, Centro della Pace Forlì\Cesena, CIPSI, Coalizione Italiana Libertà e Diritti civili, Comitato Khaled Bakrawi, Comitato Verità e Giustizia per i Nuovi Desaparecidos, Confronti, Coordinamento EELL pace e diritti umani, Cospe, Forum Nazionale del Terzo Settore, Giornale online Verona In, Giornale Radio Sociale, Iran Human Rights, I Siciliani Giovani, Italians for Darfur, Jobsnews, LasciateCIEntrare, Lettera 22, LIBERA, LiberaInformazione, Libertà e Giustizia, MoveOn Italia, Ordine dei Giornalisti Lazio, Rete della pace, Rete Illuminare le Periferie, Rifondazione comunista, Tavola della pace, UCSI, UISP, Un Ponte per, Voglio Vivere Onlus di Biella.

Martedì 3 maggio, invece, la Fnsi celebrerà a Reggio Calabria, con il patrocinio di Federazione internazionale e Federazione europea dei giornalisti, la XXIII Giornata mondiale della libertà di stampa insieme ai vertici degli enti di categoria e alle autorità locali. Nell’ambito dell’iniziativa, è inoltre prevista la Giornata della memoria dei giornalisti uccisi da mafie e terrorismo, che ha ottenuto il patrocinio gratuito da parte della presidenza della Camera dei deputati, nel corso della quale sarà anche letto un messaggio del presidente del Senato, Pietro Grasso.

Organizzata dal Sindacato giornalisti della Calabria, la Giornata mondiale della libertà di stampa, dal titolo “Lavoro, legalità e giustizia per la libertà di stampa”, si svolgerà nell’Auditorium Nicola Calipari del Consiglio regionale della Calabria (Palazzo Campanella, in via Cardinale Portanova) dalle ore 10 alle ore 17.

Accanto al segretario generale e al presidente della Federazione nazionale della stampa,Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, ci saranno il segretario generale aggiunto della Fnsi e segretario del Sindacato giornalisti della Calabria, Carlo Parisi, il direttore della Fnsi,Giancarlo Tartaglia, il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Marco Minniti, i presidenti dell’Ordine nazionale e dell’Ordine della Calabria dei giornalisti, Enzo Iacopino eGiuseppe Soluri, il vicepresidente dell’Inpgi, Giuseppe Gulletta, Pino Toscano, coordinatore del Gruppo Cronisti Calabria, Alessandro Galimberti e Leone Zingales, presidente e vicepresidente dell’Unci, Francesco Votano, della Giunta Esecutiva dell’Unci,Michele Albanese, consigliere nazionale della Fnsi delegato alla legalità, il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Nicola Irto, il presidente della Provincia di Reggio Calabria, Giuseppe Raffa, il sindaco e il prefetto di Reggio, Giuseppe Falcomatà eClaudio Sammartino.

29 aprile 2016

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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