Canto del cigno o colpo di coda? I tg di giovedì 28 aprile

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Berlusconi abbandona Bertolaso, fino a ieri giudicato “vincente” e punta deciso (si fa per dire) su Marchini “piazzato”. A me sembra un’altra serenata a Renzi in vista del partito della nazione. Vedremo. Con l’augurio che l’appello di Mattarella per l’alleanza dei politici contro la corruzione non sia accolto soltanto dai tg (nandocan).

***di Lorenzo Coletta La scelta di Berlusconi di abbandonare la candidatura di Bertolaso a Roma per appoggiare Alfio Marchini è apertura per Tg2, Tg3, Tg5 e Tg La7. Anche se la decisione dell’ex premier riguarderebbe il particolare caso della corsa al Campidoglio, è evidente che questa soluzione rappresenta un cambio importante nel panorama politico italiano. A sottolinearlo è Mentana, che parla di una decisione del Cavaliere che forse “alza un muro” definitivo sulle politiche populiste della destra salviniana, aprendo un fronte moderato che nasce dalle ceneri del vecchio berlusconismo. A smentire questa ricostruzione è, tuttavia, sul Tg5 lo stesso Berlusconi, che in un’intervista esclusiva, prova a smorzare i toni dello scontro interno al centrodestra parlando di una scelta che vale “solo per Roma”, mentre assicura che il centrodestra rimane più unito che mai, con Forza Italia primo baluardo di opposizione a Renzi. Sul Tg1 Marchini ringrazia l’ex Cavaliere per l’appoggio, mentre un furioso Salvini sul Tg La7 definisce Forza Italia succube di Renzi. Da qui il nostro titolo: si tratta di una inevitable mossa lungo il viale del tramonto o, invece, di un lascito fecondo per il centrodestra del futuro?
Agli arresti che hanno portato oggi allo smantellamento di una cellula terroristica dell’Isis in Lombardia sono dedicate, invece, le restanti aperture dei Tg di serata (Tg1, Tg4 e Studio Aperto). Tg4 si sofferma lungamente sul così detto “terrorista della porta accanto”, dedicando alla figura del pugile Abderrahimi e ai suoi folli propositi molti servizi ed approfondimenti. Sempre su Tg4 (organo stasera della conduzione di Cecchi Paone) molto interessante l’approfondimento dedicato al fenomeno dei “foreign fighters”, quei cittadini convertiti all’Islam estremista che dall’Italia giungono in Siria per combattere (e morire) tra le fila di Daesh.

L’odierno appello di Mattarella che invita i politici ad allearsi per combattere efficacemente contro la corruzione è accolto dai Tg Rai, Tg5 e Tg La7. Sempre i Tg Rai, riportano ampiamente la risposta del premier Renzi che nel suo appuntamento settimanale con i social network assicura che il governo sta facendo molto per la lotta alla corruzione e promette (Tg3) entro il 12 maggio l’approvazione definitiva della legge sulle Unioni Civili.

Tutte le testate anche questa sera tornano al Brennero per raccontare la “tregua armata” (Tg La7) siglata tra Alfano ed il ministro degli esteri austriaco Sobotka sicuri che almeno “per ora” (Tg4) il muro antimigranti non verrà costruito. Tutti i Tg si mostrano scettici sulla vicenda, in particolare il Tg4 che intervista un indignato Reinhold Messner che parla di “danno epocale per la libertà dell’Europa”.

Il disperato appello dell’Onu per la situazione di Aleppo in Siria definita “catastrofica” trova spazio sui Tg Rai e Tg La7, con Tg3 che offre il migliore servizio sul bombardamento (l’ennesimo) che ha colpito un ospedale di Medici Senza Frontiere.

Il primo giorno del nuovo “concorsone” che assumerà più di 64 mila nuovi docenti nella scuola pubblica italiana è titolo per Tg1, Tg3 e Tg La7.

In conclusione segnaliamo il buon approfondimento del Tg2 dedicato questa sera all’imponente giro di affari di maghi e cartomanti in Italia e il buon servizio del Tg La7 sui gravi scontri avvenuti oggi a Parigi nelle manifestazioni indette contro la nuova legge sul lavoro, unico Tg a parlarne.

 

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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