Il pianeta azzurro, l’unico che abbiamo. I Tg di venerdì 22 aprile

***Lo spreco dell’aggettivo “storico” da parte dei media è diventato ormai insopportabile, tanto che produce noia e assuefazione. Se poi dai titoli si scende all’articolo, si capisce che la dichiarazione di guerra al riscaldamento globale “potrebbe essere storica se ecc.ecc”. La vera notizia è che non è neppure un  trattato e dell’accordo si attendono ancora le ratifiche. Sanzioni per eventuali violazioni non ci sono e si spera nella buona volontà di tutti. Bene, speriamo, ma diamoci da fare per contrastare la pressione della lobby mondiale delle energie fossili che, come abbiamo visto di recente anche per il referendun #notriv, non si arrenderà facilmente. Quanto alla bufera su Davigo per le sue accuse a quei politici che “hanno smesso solo di vergognarsi”, non mi sorprende affatto. Da Mosè in poi, chiunque ha rammentato la verità ai potenti è giudicato intollerabile. Da Giovanni Battista a tanti giudici antimafia, ci hanno pure rimesso la testa. Davigo moderi pure i toni, se crediamo che questo basti per avere buoni rapporti fra le istituzioni, ma non si lasci intimidire. (nandocan, gufo felice)

***di Luca BaldazziL’accordo di Parigi sul clima, sottoscritto oggi al Palazzo di Vetro da 175 nazioni, ottiene le aperture dei Tg Rai e Tg4. La volontà di quasi tutti i paesi di ridurre le emissioni inquinanti per arrestare i cambiamenti climatici e combattere il riscaldamento del globo in favore delle future generazioni, fa di questo 22 aprile una data “storica”, aggettivo rilanciato da tutte le testate che danno ampio spazio agli interventi di Ban Ki Moon e del premier Renzi, con Tg2 che individua nelle recenti “annate bollenti” la spinta che avrebbero convinto i grandi paesi inquinatori (tra cui le economie emergenti) che avevano per un quarto di secolo osteggiato simili provvedimenti, sottolineando anche il ruolo di importanti personalità tra cui Papa Francesco. Tg La7 è l’unico ad affiancare all’incontro di New York quello di lunedì prossimo ad Hannover tra i leader europei ed Obama, con al centro i profughi e la lotta all’Isis, ma anche il nuovo potenziale rischio per l’Eurozona dell’insolvenza della Grecia.

La visita del Presidente Usa in Regno Unito e il suo intervento sul rischio Brexit è seconda notizia per molte testate con titoli per Tg1, Tg3, Tg4 e Tg La7. Buona la copertura di Tg4 che dedica 3 servizi a quella che potrebbe essere l’ultima traversata oceanica di Obama da Presidente, ricostruendo il non sempre facile rapporto tra Stati Uniti e Regno Unito. Gli strali lanciati al Presidente Usa dal sindaco di Londra Johnson, furioso per l’intromissione del leader americano/”mezzo keniota” sulle scelte britanniche, sono ripresi da tutti; Tg3 osserva come, secondo un sondaggio di queste ore, l’intervento di Obama avrebbe impattato fortemente sugli indecisi orientandoli verso la permanenza nella Ue.

“I politici rubano più di prima, ma senza vergogna”: titoli e ampi spazio nei Tg delle 20 (apertura per TgLa7 per l’”uragano Davigo”) alle polemiche seguite alle dichiarazioni del Presidente della Anm che, nel solco delle schermaglie a distanza con Renzi dei giorni passati, ha attaccato tanto la destra che la sinistra, ricevendo contestazioni sia dalla maggioranza delle forze politiche (con l’eccezione di Cinque Stelle) che dal CSM. Da segnalare l’intervento di Mentana che in un editoriale a braccio sostanzialmente contesta i toni usate del giudice: “Parole durissime, che non dovremmo ascoltare in un paese normale” che “evidentemente normale non è”. Ricordando un’intervista di Davigo di un quarto di secolo fa, “Dopo 25 anni, sembra che siamo ancora a Tangentopoli e al paese da rivoltare come un calzino”.

 Per le testate Mediaset i giochi sulle candidature del centro destra per Roma sono ancora aperti, con Marchini come punto di caduta nel caso di abbandono di Bertolaso, mentre i Tg Rai e La7 parlano di “strappo” definitivo tra Fi e Lega, con la Meloni che ha iniziato la sua campagna e Salvini che “saluta” Berlusconi.

Presente su tutte le testate, ma non “alta”, l’inchiesta su Tempa Rossa, con l’interrogatorio odierno di Gemelli. La notizia della strage in Ohio (apertura per Studio Aperto) ottiene titoli sui Tg delle 19 e scende nelle scalette in quelli delle 20.

Tg5 questa sera ha deciso di dedicare copertina e primi 10 minuti del Tg ai molti casi di maltrattamenti su minori, anziani e disabili fisici come mentali che sono stati negli ultimi giorni all’attenzione dei media. Ampi servizi per tutte le altre testate, con Tg4 che vi ritorna anche nella seconda metà dell’edizione.

Buono l’approfondimento del Tg2 sull’universo dei call center, realtà che dà lavoro sostanzialmente precario a molti giovani italiani, e che invece è ben pagato e apprezzato al di là dell’Adriatico, in Albania.

L’omaggio all’icona della musica Pop Prince viene proposto stasera da tutte le testate.

 

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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