Francoforte vs Berlino. I Tg di giovedì 21 aprile

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 ***di Lorenzo Coletta – Aperture e scalette molto simili nei Tg di serata. Per 5 testate primo titolo al “forte dissenso” (Tg La7) manifestato a Francoforte dal Governatore della Bce Mario Draghi verso il ministro tedesco Schauble che ha criticato il mantenimento a zero dei tassi d’interesse. Efficaci i servizi di Tg4 e Tg La7 che spiegano cosa porti la Germania a storcere il naso di fronte alle misure messe in atto per combattere la deflazione, e cosa abbia motivato le dure parole di Draghi: “La Bce lavora per l’Europa, non per la Germania”. Sempre Mentana, analizzando questo duro scambio, ha osservato come i toni comunque utilizzati da Draghi e la risposta semi-conciliante della Cancelliera Merkel rientrino in un contesto di serio dibattito europeo, lontano dalle gazzarre che spesso accompagnano discussioni di assai minor levatura nel nostro Paese.

Sempre sul fronte europeo, il plauso del Presidente Juncker alla proposta avanzata dal governo italiano per uscire dall’emergenza dei flussi migratori ottiene l’apertura su Tg La7 e il secondo titolo di tutte le altre testate, salvo Studio Aperto. Si tratta di un sostegno che non entra nel merito degli strumenti finanziari per gli interventi in Africa, ma che viene comunque accolto positivamente dal premier Renzi (dal Palazzo di Vetro dell’Onu), come riportato da tutte le testate. Tg3 e Tg La7 illustrano le ragioni che portano la Germania ad osteggiare la proposta degli Eurobond. Buono l’approfondimento del Tg2 sulla nuova rotta libico-egiziana, così come l’ulteriore collegamento del Tg3 da Aleppo.

Il rinvio in commissione della legge sulla legittima difesa, oggetto stamane alla Camera di forti contestazioni da parte dei deputati leghisti e causato da dissensi tra centristi e Pd, è accennato da tutti e approfondito da Tg4. Titoli e più ampio spazio godono le amministrative nella Capitale, che sulle testate Rai e Tg La7 vengono inquadrate per il “caos centrodestra”; diverso discorso per le testate Mediaset, che quasi celebrano la “ripresa della palla” da parte di Berlusconi, a cui Fi ha delegato la scelta definitiva del candidato per Roma, puntando su una difficile mediazione con FdI e Lega.

Tanta cronaca criminale stasera su Tg5 e Studio Aperto, che vi dedica i primi 2 titoli. Anche Tg4 riprende il tema, ma lo fa con un’ottica inconsueta proponendo i dati dell’Osservatorio Europeo sulla Sicurezza Europeo per trattare della diffusa percezione di insicurezza di ampi settori degli Italiani. Abbiamo usato l’aggettivo “inconsueta” perché i toni utilizzati da Cecchi Paone sono stati moderati quanto realistici, in netta controtendenza rispetto a quelli tradizionali delle testate Mediaset minori.

L’improvvisa morte dell’icona pop americana Prince, piombata a metà edizione nei Tg delle 19, trova adeguato spazio nei titoli e nei servizi di quelli delle 20.

L’impresa di Francesco Totti che, emarginato negli ultimi mesi dalla “sua” Roma, ieri sera ha in 4 minuti ribaltato il risultato di una partita di campionato, travalica le consuete e spesso scialbe logiche da stadio, e viene celebrato con titoli e servizi da Tg1, Tg3 e dai Mediaset. Tra tante bandiere ammainate, quella dell’”Unico Capitano” garrisce ancora e commuove anche oltre i confini della Capitale.

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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