I “numeri”delle primarie. I Tg di mercoledì 9 marzo

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***di Luca Baldazzi  – Le polemiche sulle irregolarità alle primarie napoletane (e romane) del Pd, nel giorno del rigetto del ricorso chiesto dal candidato Bassolino, si propagano nei palazzi romani ottenendo primo titolo su Tg2, Tg3 e Tg5. Se ieri avevamo osservato un atteggiamento relativamente “blando” da parte delle testate del servizio pubblico, stasera i Tg Rai dedicano ampio spazio alle reazioni ed alle divisioni interne al partito di Renzi. Coperture ancora più taglienti sulle testate Mediaset, con Tg5 che confeziona il servizio più lungo, riprendendo anche gli esponenti dell’opposizione. Al di là dei concreti fatti (sui quali Cinque Stelle chiede l’intervento della Magistratura), Mentana evidenzia come “è bastata un scintilla per fare aprire gli occhi sulle divisioni e le fragilità interne al Pd”. Sempre Tg La7 ci dà alcuni numeri: quelli delle schede bianche che avrebbero gonfiato le primarie Pd nella Capitale (circa 550 rispetto alle 2.500 ventilate, cifra ripresa anche dal Tg2) e su di un altro fronte quelli dei votanti on line alle primarie M5S a Napoli, sotto i 600 votanti.

L’arresto di un richiedente asilo, un imam somalo 22enne ospite di una struttura in provincia di Campobasso, per gli inquirenti in procinto di compiere un attentato nella Capitale, è primo titolo per il Tg1, Tg4 e Studio Aperto, mentre compare a metà edizioni per le altre testate. Le testate minori Mediaset rilanciano gli allarmi legati ai profughi; Rai e La7 precisano che al giovane era stata negata la richiesta di asilo.

Le dichiarazioni in Aula del ministro Gentiloni che ha negato il pagamento di un riscatto per i nostri tecnici in Libia, le ipotesi di un intervento unilaterale nel Paese, che non si getterà “in avventure pericolose e sconsiderate”, sono nei titoli di tutte le testate. Ancora maggiore spazio è l’oltraggio che denunciano i familiari dei due tecnici uccisi per gli ulteriori ritardi nella consegna delle loro salme. Tg1, Tg2 e le testate Mediaset danno ampio spazio alla protesta della moglie di Failla, con Tg4 che in un editoriale furente letto da Angelo Macchiavello si ricollega alla vicenda di Giulio Regeni accusando di incapacità il ministro Gentiloni. Sempre sulla vicenda Regeni, Tg1 e Tg3 titolano sulle rivelazioni de La Repubblica che evidenzierebbero ulteriori depistaggi condotti dal governo egiziano.

La blindatura della rotta balcanica completata nelle ultime ore, che la diplomazia Ue cerca di far passare come “accordo raggiunto” durante il vertice europeo, viene letta con scetticismo, e Tg La7 fin dai titoli parla di “soluzioni in ordine sparso” messe in atto dai paesi interessati. Proseguono sui Tg Rai le coperture dal campo profughi di Idomeni, dove la tensione sta crescendo.

I dati Istat che prevedono una crescita troppo esile per poter rasserenare qualcuno, sono stasera appannaggio di Tg3 (servizi bassi sugli altri Rai). Tg La7 è il solo a titolare, mettendolo in apertura, sui rischi che attenderebbero l’Italia al prossimo incontro di aprile con l’Eurogruppo, segnalando però che dal Ministero dell’Economia non emana alcuna preoccupazione.

La cronaca nera, tradizionale core business delle testate minori Mediaset, continua ad abbondare con titoli e servizi, con Tg4 che prosegue la sua campagna securitaria che stasera inquadra uno dei “protagonisti” dell’autodifesa, dedicando titolo e servizio allo sparatore-eroe per questo perseguitato, guarda caso ospite proprio stasera di un programma della rete.

L’approfondimento del Tg5 tende a smontare le promesse di Renzi sulla chiusura definitiva dei cantieri della Salerno-Reggio Calabria per fine anno.

Segnaliamo in chiusura l’approfondimento del Tg2 su un’iniziativa del tribunale di Reggio Calabria che ha previsto l’allontanamento dei minori dalle famiglie dei figli mafiose, nella speranza di poter dare a questi ragazzi un futuro diverso, o comunque lontano, dalla scuola della ‘ndrangheta.

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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