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Ricatti e veleni. I Tg di venerdì 19 febbraio

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***di Luca BaldazziAl tesissimo vertice europeo vanno le aperture di Tg1, Tg4, Tg5 e Tg La7. Con le trattative per scongiurare la Brexit ancora in corso mentre scriviamo, le cronache della giornata non possono che riportare gli strappi ed i botta e risposta di un incontro che vede “tutti contro tutti” (Tg4) con scarse possibilità di soluzioni condivise. Studio Aperto parla di “dialogo tra sordi”, mentre per TgLa7 queste sono ore di ricatti e veleni. L’immagine di una “Europa in pezzi” viene proposta sui molti servizi, che si riempiono degli scontri della mattinata (Renzi vs paesi dell’Europa dell’est su contributi europei e quote di immigrati) e del pomeriggio (Tsipras che minaccia di porre il veto sulla Brexit contro la Germania) senza azzardarsi in giudizi o previsioni. “Vedremo cosa succederà in nottata” conclude Mentana. Tg La7 ipotizza che in queste ore caotiche stia crescendo la leadership italiana, all’interno di una nuova alleanza con la Merkel e la Gran Bretagna. Sempre La7 è l’unica testata a dedicare un servizio all’altro imminente e teso incontro di giornata: la seduta straordinaria dell’Onu richiesta dalla Russia per questa notte per denunciare la minaccia turca di un’invasione della Siria. Tg2 dà spazio alle parole di Hollande che paventa un conflitto diretto tra le due potenze.

Sempre in tema di guerra, i bombardamenti condotti in territorio libico dall’aviazione statunitense contro obbiettivi del Daesh compaiono sui titoli dei Tg Rai, Tg5 e Tg La7. Maggior spazio e le aperture di Tg2 e Tg3 va comunque all’odierno naufragio vicino le coste di Agrigento dove la guardia costiera ha salvato 30 migranti. Buone le coperture del Tg5 su entrambe le notizie. Più spazio sulle reti minori Mediaset alle ennesime atrocità condotte dal sedicente stato islamico nei territori occupati in Iraq.

Passando alle miserie della politica interna, grande spazio stasera al Berlusconi pensiero con la lunga intervista all’ex cavaliere sul Tg5 rimandata in onda quasi in integrale sulle altre testate Mediaset . Il forte endorsement del leader di FI in favore del “candidato delle destre unite” Guido Bertolaso, confligge con le reticenze di Salvini, a mala pena segnalate in un servizio di ieri del Tg5. Sulle frizioni tra i tre leader della destra sul candidato per la capitale tornano invece i Tg Rai e La7, con Giorgia Meloni che, intervistata dal Tg3, lamenta come i “dietrofront” di Salvini siano lesivi alla credibilità dell’alleanza. Berlusconi riceve spazio stasera anche sui Tg1, ma nei panni di manager sportivo in una lunga intervista sugli ultimi 30 anni di storia del Milan.

I dati Istat che fotografano un Paese in forte decrescita demografica, e da cui oltre 100.000 tra giovani ed anziani “emigrano” all’estero, campeggiano su tutte le testate suscitando amare riflessioni. I contributi più salienti giungono da Tg5, che intervista una sociologa sui processi d’integrazione degli stranieri nel nostro Paese (oramai l’8% della popolazione) e Tg2 che dedica il suo approfondimento al fenomeno della “fuga dei cervelli”.

La politica USA piace ai Tg, e così molte testate tornano fin dai titoli allo scontro a distanza tra l’uomo mediaticamente più seguito al mondo ed il candidato repubblicano Donald Trump, definito ieri dal Papa un “non cristiano”. Se le testate Rai presentano il candidato della destra americana costretto ad adottare toni più pacati dopo le offese al Pontefice, Tg5 in qualche modo lo nobilita, dedicando la ad un Donald Trump capace, “dopo ogni attacco, di tirare fuori nuove energie”.

Segnaliamo in chiusura l’intensificarsi sulle testate minori Mediaset di tendenze già note, ma che nelle scorse giornate hanno riacquistato vigore: la presenza di servizi con tinte securitarie, cui oggi da man forte anche il giornalista Del Debbio, e la tendenza ad abusare di “promo di rete”, con Tg4 che ne colleziona ben 3 nella stessa edizioni.

 

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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