I Tg di giovedì 18 febbraio

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***di Lorenzo Coletta – La consueta conferenza stampa di Papa Francesco durante il volo di ritorno dal Messico occupa l’apertura di molte testate (Tg2, Tg3, Tg5), mettendo in secondo piano anche l’atteso vertice del Consiglio d’Europa (apertura per Tg1 e Tg La7), dove le trattative per scongiurare Brexit paiono ancora in alto mare. Gli interventi del Pontefice, i duri giudizi sul candidato americano Donald Trump, definito per la sua politica “di muri e non di ponti”, senza mezze parole, “un non cristiano” e la violentissima risposta di questo losco figuro, sono enfatizzati soprattutto da Tg La7. Francesco, accusato “di far politica” da Trump, risponde per le rime dicendosi soddisfatto di essere un “animale politico”. I Tg Rai privilegiano l’intenzione del Papa di non volersi immischiare nel dibattito tutto italiano sulle unioni civili. I Tg Mediaset e Tg2 riprendono anche l’apertura del Pontefice sull’uso del contraccettivo per contrastare la diffusione del virus zika.

Tornando sul vertice europeo, i Tg delle 20 fanno in tempo a diffondere i primi rumors sulle posizioni di Cameron, che rivendica la massima autonomia del suo paese rispetto alle regole dell’Unione. Per Tg La7 domani sarà la giornata decisiva: “o la va o la spacca”. Sul fronte dell’immigrazione, la risposta dell’Austria, che rifiuta i rilievi europei sulla quota giornaliera “auto-fissata” di 80 ingressi di richiedenti asilo, viene affiancata in molti servizi ad un’immagine simbolica: lo scatto vincitrice del premio “foto dell’anno 2015” che riprende un profugo intento, in una notte dello scorso agosto al chiaro di luna, a oltrepassare col suo figlio neonato il muro di filo spinato sul confine serbo ungherese.

Il pantano in cui sembra essere sprofondata la discussione sulle unioni civili, con le nuove accuse dell’ideatrice Cirinnà rivolte, stavolta, alle “porcate di certi renziani” (Studio Aperto) continua ad ottenere titoli e servizi, soprattutto in casa Mediaset. Discorso opposto vale per gli odierni contrasti tra i leader di destra sulla candidatura alle comunali di Roma di Bertolaso. Se sui Tg Rai e La7 il passo indietro di Salvini e la reazione adirata della Meloni sono oggetto di analisi e riflessione, sulle testate minori Mediaset a trionfare è l’odierno endorsement di Berlusconi al “candidato del centro destra unito”.

Lo scandalo tangenti della sanità lombarda resta alto su tutte le testate. Ci ha incuriosito un servizio del Tg4 che, in chiave “amarcord”, ha riepilogato i nascondigli più estrosi delle mazzette durante gli anni di tangentopoli, tra reggiseni e freezer.

Alla “doccia fredda” delle stime a ribasso dell’Ocse sulla crescita italiana nel 2016 (che passa dall’1,4 all’ 1%) si affianca stasera l’intervento del Presidente della Corte dei Conti che ha parlato del “parziale insuccesso” della spending review, con conseguente “fallimento” delle precedenti politiche dell’austerity che oltretutto hanno provocato diminuzioni nei servizi ai cittadini (apertura per Tg4, titolo per Tg3 ed i Tg delle 20).

Registriamo come, almeno per oggi, la guerra in Siria sia passata in secondo piano, fatta eccezione per Tg3, che ritorna sulla pericolosa escalation militare tra Turchia e Russia. Le dure dichiarazioni del governo di Ankara, che parla senza mezzi termini di “guerra ai curdi” in rappresaglia agli attentati di ieri e oggi, sono presenti nei servizi di Tg1, Tg5, e Tg La7.

Segnaliamo in chiusura diversi buoni servizi: l’approfondimento del Tg2 sulla nuova guerra di camorra che viene combattuta per le strade di Napoli con ospite in studio il Procuratore Capo Antimafia Roberti; Tg3 ci presenta la prima Nazionale di calcio a 5 per malati mentali, mentre Tg La7 dà molto spazio (titolo e servizio) all’inchiesta de L’Espresso sui profughi minorenni non accompagnati che risultato scomparsi, ma che da mesi vivono nelle fognature della Stazione Termini, inevitabilmente dediti a furti e prostituzione.

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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