Le unioni civili e i giochetti della politica. I Tg di martedì 16 febbraio

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Non ho particolari simpatie per i 5stelle anche se apprezzo la sincerità e l’onestà di una parte di loro, per Casaleggio meno che mai, Grillo invece mi piace come comico e anche il buon senso con cui ha finalmente cancellato il suo nome dal logo. Ma il “canguro” è un modo assai discutibile di soffocare il dibattito parlamentare, figuriamoci il “supercanguro” che serviva solo a cavare per Renzi le castagne dal fuoco mascherando nel voto i dissensi nella maggioranza di governo. Votandolo, i senatori 5stelle avrebbero rinnegato di fatto il comportamento, discutibile e sterile quanto si vuole, tenuto in aula fino ad oggi. Lo riconosce anche Stefano Folli, stamani sulla repubblica, costretto ad usare un ossimoro come “il voltafaccia peraltro annunciato” dei grillini (nandocan).

***di Alberto BaldazziL’apertura per (quasi) tutte le testate è sulle divisioni sulle unioni civili. Le testate Mediaset minori gongolano, parlando di “caos in parlamento” e “tutti contro tutti”. I Tg Rai spiegano che il mancato appoggio di M5S all’emendamento “supercanguro” toglie i numeri alla maggioranza filo-unioni (di cui paradossalmente Cinque Stelle fa parte), e Mentana parla di “frenata evidente” addebitabile a giochi di una politica tutt’altro che apprezzabile: “Una brutta pagina. Si ricomincia dal via, con una parte del Paese che aspetta la legge mentre tutti hanno giocato per i propri interessi … forse bisognava prima risolvere i punti di contrasto, che poi è uno solo: la stepchild adoption. Stralciarla a questo punto non sarebbe cosa dissennata”. Sintomatica la scelta di Tg4 che già nel titolo “accompagna” la cronaca del confuso pomeriggio parlamentare segnalando che Nichi Vendola starebbe sul punto di andare a “comprare” un bambino.

Sui 21 arresti per tangenti nella sanità in Lombardia che coinvolgono anche il braccio destro di Maroni, i Tg Mediaset minori rilanciano la presa di distanza del presidente della Lombardia Maroni, mentre quelli Rai entrano maggiormente nel dettaglio di questa nuova brutta pagina di corruzione. Anche qui Mentana si espone, osservando che Maroni dovrebbe fare una riflessione che contempli anche le dimissioni, visto che corruzione e sanità sembrano nella sua regione sempre più un binomio indissolubile.

5 testate su 7 (le minori Mediaset glissano) hanno nei titoli i dati economici inps sui 750.000 rapporti a tempo indeterminato in più nel 2015, effetto degli incentivi. Tutti i Tg delle 20 riprendono l’entusiasmo di Renzi dall’Argentina.

L’Austria che realizza la minaccia di militarizzare il Brennero fa dire a Mentana” Schengen addio?” Sempre Tg la7 titola sulla Siria parlando di risiko, mentre tg5 ci dedica la copertina evidenziando come l’unica cosa seria su quel fronte è la sofferenza della popolazione civile.

Abbiamo citato tante volte Enrico Mentana, ma se non lo avessimo fatto sarebbe stato solo per autocensura, visto che ancora una volta il suo Tg è quello che orienta i suoi teleutenti verso un tentativo realistico di comprendere quello che, nei vari scenari, sta accadendo.

In conclusione segnaliamo l’interessante approfondimento del Tg2 sull’Ilva e Taranto: un’ottica interessante proprio perché tenta di uscire dall’obbligo di ipotizzare il futuro di una importante e bella città non obbligatoriamente legato a quello di una grande industria che inquina e uccide.

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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