Giornalismo e scuola, al via l’intesa tra Fnsi e Miur. Giannini e Giulietti: “Oggi è una giornata di festa”

Dal sito della FNSI una buona notizia. Nella sede del sindacato è stato siglato il nuovo protocollo d’intesa col ministero dell’Istruzione che punta, attraverso progetti condivisi, a portare l’informazione nelle scuole e l’attenzione per il mondo della scuola nell’agenda dei media. Non è la prima volta che si vara un’iniziativa del genere, ma con la collaborazione degli interessati, a cominciare dai presidi e dagli insegnanti oltre che dai colleghi che vorranno affiancarli, la sua realizzazione potrebbe trovare un’accoglienza migliore che nel passato. “Giornalisti e insegnanti condividono un ruolo fondamentale per la tenuta della democrazia: formano e informano i cittadini di domani”, hanno osservato il ministro Stefania Giannini e il segretario generale Raffaele Lorusso (nandocan).

Roma, 15 febbraio 2016 – “Scuola e informazione: culture, cittadinanza, diritti e legalità” è il nuovo protocollo di collaborazione tra la Federazione nazionale della stampa italiana e il ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca firmato questa mattina nella sede della Fnsi, a Roma.
Il nuovo atto d’intesa, che avrà durata triennale, vedrà il Ministero, attraverso la Direzione generale per lo studente, e la Federazione cooperare, ciascuno nei propri ambiti e competenze, alla crescita della cultura dell’informazione nel nostro Paese.
“Vogliamo essere in movimento e andare verso i cittadini per rilanciare l’importanza dell’articolo 21 della Costituzione ed uscire così dalla crisi, anche dell’informazione, muovendo le coscienze e la crescita culturale: un obiettivo che condividiamo con il mondo della scuola”, ha detto Paolo Butturini, responsabile Fnsi per la formazione, aprendo la conferenza stampa e illustrando i contenuti del protocollo.
“Questa è per noi una giornata di festa, come tutte le giornate nelle quali la sede della Fnsi si trasforma nella casa dell’informazione e dei giornalisti e ospita progetti condivisi e importanti come questo”, ha osservato il presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti, che al termine del suo intervento ha voluto anche ricordare le vicende di Giulio Regeni, i cui funerali si svolgono oggi in Friuli Venezia Giulia, e Valeria Solesin, vittima degli attentati di Parigi del novembre scorso.
“Abbiamo accolto subito con interesse la proposta di stipulare questo protocollo perché credo che questa possa essere una grande occasione anche per rilanciare nelle scuole l’abitudine ad informarsi”, ha rilevato il segretario generale, Raffaele Lorusso.
“Un’occasione – ha proseguito Lorusso – per promuovere la buona informazione affinché questo contribuisca a creare cittadini informati e consapevoli, in grado di decodificare la realtà attraverso l’informazione per poter partecipare alla vita democratica del Paese. Ed è importante, in questa ottica, che i nuovi progetti vengano sviluppati in tutte le regioni d’Italia”.
La nuova collaborazione si tradurrà, infatti, in una serie di progetti articolati sui territori con gli uffici scolastici regionali, singoli istituti e le Associazioni regionali di stampa.
“Scuola e informazione svolgono due funzioni complementari nel trasformare ragazze e ragazzi in cittadini maturi – ha commentato il ministro Stefania Giannini prima della firma del protocollo -. Questa collaborazione è importante perché è essenziale che queste due funzioni vengano svolte, da insegnanti e giornalisti, con correttezza, professionalità e in piena libertà. Con i primi progetti inizieremo subito a portare nelle scuole, su tutto il territorio nazionale, questa idea di rapporto tra scuola e informazione”.
I primi due progetti previsti dal protocollo, che partiranno con il prossimo anno scolastico, riguardano la legalità e i social media. Riflettori puntati sui giornalisti minacciati e sul ruolo dell’informazione nella lotta alle mafie, nel primo caso, con particolare attenzione al tema dell’arricchimento della grande criminalità attraverso la contraffazione e il commercio in genere di prodotti illegali. E come le nuove piattaforme social, nel secondo caso, stanno rivoluzionando le vite dei nostri giovani, a partire dalle trasformazioni del linguaggio e dalle nuove modalità di intessere le relazioni interpersonali.
Mentre tra i prossimi progetti allo studio ci sarà il ruolo dell’informazione nella comunicazione della differenza di genere. Alla conferenza stampa era presente anche una delegazione dell’istituto superiore Rossellini di Roma.

Chi volesse approfondire trova qui e qui i testi dei primi due progetti approvati, qui invece il testo del protocollo firmato questa mattina.

Qui le foto della mattinata.

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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