Ciao, Giulio. I Tg di venerdì 12 febbraio

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 ***di Alberto BaldazziLa cerimonia per l’addio a Giulio Regeni è in apertura per Tg1, Tg3 e Tg4, copertina per Tg5: un funerale cui la famiglia ha assicurato i toni della compostezza e del rispetto per una vita breve e orribilmente straziata, ma vissuta con grande impegno e dignità da un ragazzo raro. Anche i Tg si adeguano. Per quel che riguarda le difficili indagini, Tg3 riporta che agenti della polizia egiziana avrebbero “fatto visita” all’abitazione del ragazzo almeno un paio di volte prima della sua scomparsa.

Sulle unioni civili, oggi è il giorno delle reazioni istituzionali all’intervento a gamba tesa con cui ieri il cardinale Bagnasco si era preoccupato di “disciplinare” i voti segreti al Senato. Le prese di posizione di Grasso e Renzi “non fanno una piega” ma mentre i Tg Rai e La7 le riprendono con viva partecipazione, le testate minori Mediaset colgono solo “lo scontro”.

Finalmente a Cologno Monzese hanno qualcosa di cui parlare in relazione alle amministrative: habemus candidatum, e su Tg4 trapela un istintivo entusiasmo per il sì di Bertolaso, correttamente ripreso da tutte le testate. Tg3 propone per Milano una lunga intervista al sindaco uscente Pisapia, che assicura che non si riproporrà la divisione a sinistra causa della sconfitta in Liguria. Sala lo voterebbero, insomma, un po’ tutti, compresi i tanti riluttanti.

I misteri della borsa, che oggi hanno regalato un rialzo generale (grazie, sembra, all’attivazione della Deutsche Bank), sono presenti su tutte le testate come un burocratico bollettino di una guerra per la quale è impossibile identificare schieramenti, alleati e avversari, e gli stessi teatri degli scontri. Sempre per l’economia, la limatura dei decimali della Pil 2015, su cui per lunghi mesi si era sviluppato un astioso confronto, compare senza particolare enfasi anche su Mediaset. I Tg Rai segnalano il dato complessivo del primo anno di ripresa, mentre è La7 che nei titoli sottolinea il delta tra lo 0,6-0,7 quasi certificato, e lo 0,8-0,9 atteso.

Per gli esteri continua l’ottima copertura elle testate Rai da Aleppo, grazie alle corrispondenze di Lucia Goracci, mentre a poche ore dall’accordo di Monaco per la tregua in Siria, è Mentana a parlare di “miraggio” e, in tema di politiche europee dell’accoglienza, a definire “uno schiaffo” l’orientamento dell’Austria di blindare il Brennero in chiave anti italiana.

Lo storico incontro tra il Papa e il Patriarca ortodosso all’aeroporto dell’Avana Tg2 è seguito in diretta dal Tg delle 20 e in apertura su Tg2.

La nuova versione della madre sulla morte di Loris Stival, per quanto giudicata poco verosimile dagli inquirenti, campeggia nei titoli delle testate Mediaset. L’accusa al suocero-presunto amante è un boccone troppo ghiotto.

Da segnalare su Tg2 l’approfondimento sulla giornata Onu dei bambini-soldato (almeno 300 mila), ma anche l’attenzione ai problemi dell’informazione con l’arresto dei malavitosi che a Ragusa avevano minacciato il giornalista Paolo Borrometti: uno dei tanti casi che attestano come, soprattutto al sud, sia difficile informare e e indagare sul malaffare e la criminalità organizzata senza mettere a rischio la propria tranquillità e incolumità.

 

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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