L’indice di comprensione. I Tg di lunedì 8 febbraio

Borsa indice bancarioOpportunamente Luca Baldazzi sottolinea l’eccessiva disinvoltura con cui i telegiornali sciorinano le quotazioni dei titoli in borsa e gli indici bancari, dando per scontata la dimestichezza con essi da parte dei telespettatori. Forse accanto all’auditel servirebbe, per orientare i nostri colleghi delle redazioni economiche, un “indice di comprensione”. E sulla base di questo (ma scherzo, anche senza, affidandosi semplicemente al buon senso) convincerli a sostituire non sempre, di tanto in tanto, i commenti ovviamente rassicuranti del ministro Padoan e quelli altrettanto scontati dei politici di maggioranza e di opposizione con la spiegazione di un giornalista esperto o meglio ancora di un bravo insegnante di economia delle scuole medie, capace di raccontarla con linguaggio non specialistico. Tanta gente comune, preoccupata per i propri risparmi, sarà loro grata. Gli specialisti storceranno la bocca, ma non fateci caso, loro hanno già appreso gli stessi dati e le stesse notizie su “Bloomberg”, sul “Sole 24 ore” o sulle pagine specializzate degli altri quotidiani (nandocan). 

***di Luca BaldazziIl crollo generale dei mercati europei, con la borsa di Milano che oggi perde il 4,7% azzerando i guadagni da agosto 2013, si impone sui titoli ottenendo le aperture di cinque testate. Se negli ultimi due mesi si hanno avute diverse giornate “nere”, a catturare i primi titoli di gran parte dell’informazione di prime time è il ritorno dello spread, salito nelle ultime ore a quota 146. Mentre alcuni servizi lanciano l’allarme Tg5 e Tg La7 leggono l’acuirsi del margine tra i tassi dei titoli di stato italiani e quelli tedeschi come una “reazione fisiologica”, non direttamente dovuta al timore verso la stabilità dei nostri conti pubblici. Se ad affossare la piazza di Milano sono, nuovamente, gli indici bancari, sempre Tg5 e Tg La7 ci avvisano che anche la Deutsche Bank non si trova in acque tranquille. Tanti indici sciorinati dai servizi ci inducono ad una considerazione: ormai i Tg danno per scontato che il pubblico non solo recepisca le notizie d’economia, ma che anche le digerisca. Da questo punto di vista solo La7 raggiunge la sufficienza.

La visita in Turchia della cancelliera Merkel, che si dice inorridita dagli effetti sulla popolazione civile dei bombardamenti attuati dalle forze russe sulla regione di Aleppo, figura sui titoli di Tg1, Tg3 e Tg La7. In molti servizi alle accuse della cancelliera si accompagnano le immagini dei nuovi naufragi sulla rotta dell’Egeo, mentre sin dai titoli Mentana mette in guardia verso una nuova, vasta ondata di arrivi (stimati fino a 600.000). Tg La7 è la testata che meglio approfondisce le difficoltà tedesche e l’obbiettivo di usare la Turchia per bloccare i flussi. Ottima la copertura del Tg3 da un ospedale sul confine turco che offre soccorsi tanto ai profughi che ai combattenti tra i ribelli siriani. Di Siria, Isis e medio oriente si è tanto parlato anche a Washington nell’incontro tra il Presidente Mattarella ed Obama – apertura per Tg1, titoli per i Rai, Tg5 e Tg La7; sia Tg5 che Tg4 riportano gli elogi del presidente americano agli sforzi dei militari italiani attivi su molti fronti.
Tutte le testate registrano con scetticismo la reazione del ministro degli interni egiziano che nega qualunque coinvolgimento delle forze dell’ordine e dei servizi in relazione alla brutale aggressione in cui ha perso la vita Giulio Regeni (apertura per Studio Aperto). Interessante il servizio di Tg5 che ipotizza i rischi cui andrebbe incontro l’economia de Il Cairo se venisse provato il coinvolgimento diretto del governo egiziano nella morte del nostro connazionale.

Con l’approssimarsi del voto al Ddl Cirinnà le divisioni tra le testate si fanno più marcate, con i Tg Mediaset che propongono uno scenario “tutti contro tutti” (Tg4), mentre quelle Rai inquadrano un Pd che va avanti dritto per la sua strada. Tg1, Tg3 e Tg La7 si interrogano sulla situazione interna al M5S dopo che, senza consultazione online, i “garanti” Grillo e Casaleggio hanno garantito libertà di coscienza ai parlamentari pentastellati.

Le primarie del centrosinistra a Milano che hanno incoronato Sala candidato alla poltrona di sindaco ottengono servizi su tutte le testate, ma sono i Tg Rai e La7 a riflettere sulle divisioni interne alla sinistra che hanno impedito ai candidati non renziani di trionfare sull‘ex direttore generale di Expo. Interessante Tg5 che affianca a Sala il “probabile candidato” milanese del centrodestra, Parisi, mentre per Roma la situazione è in alto mare e Marchini è tramontato per l’opposizione delle destre estreme.

Grande attenzione su tutte le testate al nuovo caso di violenze su disabili mentali da parte di operatori di un istituto convenzionato di Grottaferrata. Tra i molti servizi (buone coperture di Tg4 e Tg1) segnaliamo la copertina di Tg5, che, ricollegandosi ai più recenti casi di maltrattamenti su anziani, disabili e minori, rivendica la necessità di maggiori tutele e sorveglianza.
In chiusura, segnaliamo il buon servizio del Tg3, che nell’anniversario della morte di un giovane lavoratore perito nel crollo di un palcoscenico, riporta l’appello della madre perché sia riesca in via giudiziaria a determinare la responsabilità dell’incidente in cui è morto suo figlio. Uno spaccato di molte altre storie di morti bianche, un’espressione di cui, tra crisi, terrorismo e sbarchi, non sentivamo più da molto tempo parlare.

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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