Il banco piange. I Tg di mercoledì 3 febbraio

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Certo che non è facile, come giustamente osserva Baldazzi, trattare temi come le oscillazioni della finanza con le sue conseguenze sui bilanci pubblici e privati in un servizio da un minuto e mezzo. Ma lo stesso vale per altri argomenti seguiti quotidianamente dalla cronaca, come i grandi eventi giudiziari o i grandi conflitti. Per questo si potrebbe ripensare l’impaginazione prevedendo la possibilità di fare di tanto in tanto, magari in coda al giornale, il punto su questo o quell’ avvenimento ricorrente. Illuminandone i precedenti e chiarendone la portata al di là dell’impatto emotivo immediato, così da renderlo più comprensibile e valutabile dal telespettatore. E’ una strada tentata più volte in passato ma seguita oggi soltanto occasionalmente, non so se perché  non sufficientemente premiata dall’auditel o per l’impegno e la competenza richiesti al singolo giornalista (nandocan).

***di Luca Baldazzi – Aperture stasera in ordine sparso. Tg2, Tg3 e Tg La7 esordiscono con titoli allarmati ed allarmanti sull’ennesima giornata nera delle borse, con Milano (-3%) nuovamente inabissata dai titoli bancari. Tanti i dati ma anche le incertezze sia per la mancanza di risposte che per la difficoltà di trattare di questi temi nell’ambito di un servizio. Tra le diverse analisi Tg La7 segnala che il valore dei titoli bancari italiani è oggi crollato sotto il livello che solo lo scorso mese aveva mandato in tilt l’intero mondo finanziario, mentre per Mentana la politica sta facendo poco per assicurare stabilità al sistema bancario.

All’odierno scambio a distanza tra Junker ed il ministro Padoan va l’apertura di Tg5, che parla di “disgelo” dopo le forte tensioni dei giorni scorsi. Titoli e servizi per tutte le testate che segnalando il “cambio di toni”. Ma se per i Tg Rai gli apprezzamenti all’impegno dell’Italia da parte del presidente della Commissione sono “segnali di distensione ” (Tg2), Mediaset non li prende sul serio, riprendendo piuttosto (Tg5) le affermazioni assai critiche di Schauble; Tg La7 chiarisce che il ministro Padoan non sta chiedendo ulteriore flessibilità, ma un più veloce pronunciamento su quella già ottenute. Noi segnaliamo la “novita’” di una giornata non condita da male parole e reciproca irrisione.

Il dibattito parlamentare sulle unioni civili è la prima scelta per Tg4 e Tg1, che forniscono letture assai diverse. Per Mediaset il Pd è lacerato tra M5S, che non vuole si modifichi il testo sulla stepchild adoption, e l’NCD, che con Alfano – intervistato lungamente su Tg5 – “lamenta” gravi rischi per il futuro della maggioranza, anche se non per il governo (!?). Per i Tg Rai il clima sarebbe meno tempestoso, e il ddl procede sorretto da una “maggioranza trasversale” che oggi ha “raggiunto molte intese” (Tg1). A tenere banco su tutte le testate sono le dichiarazioni di Rosario Corsello, Presidente della Società Italiana di Pediatria, che ha parlato dei “problemi” cui andrebbero incontro i bambini adottati da una famiglia omosessuale: per Tg4 è una “notiziona” (titolo), ma per le altre testate (Tg1 intervista Corsello) si tratta di un’opinione come un’altra ed espressa a titolo personale.

I temi dell’accoglienza e degli sbarchi affiorano stasera solamente su Tg3 (2 titoli) e Studio Aperto, che con le immagini di un salvataggio della marina italiana ci ricorda come i barconi non abbiamo disertato anche in pieno inverno il Canale di Sicilia. Interessanti gli approfondimenti di Tg3 dai punti di raccolta greci e tedeschi, da cui emergono le medesime difficoltà nella gestione degli arrivi da parte di 2 paesi che occupano ruoli ben diversi nell’establishment europeo. Sul fronte libico, è solo Tg La7 (titolo e lungo servizio) a tenerci aggiornati sulle difficoltà di controbattere le milizie dell’Isis, saldamente in controllo di Sirte e in aumento di effettivi.

L’attenzione ai pericoli del virus Zika sale sia nei titoli che nelle impaginazione. Il servizio più completo stasera è del Tg5.

L’ affittopoli capitolina, con danni erariali per oltre 100 milioni di euro l’anno, ottiene titoli e servizi su tutte le testate. Per Tg La7 si tratta di un “nuovo filone polemico” che inciderà indubbiamente sulle elezioni.

Chiudiamo con Beppe Grillo che, indossati di nuovo i panni del comico, è ritornato ad occupare spazio sui Tg con il suo nuovo spettacolo di varietà. Ampio spazio su tutte le testate.

 

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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