Lezioncine e polemicucce. I Tg di martedì 2 febbraio

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Ormai è lui contro tutti. Matteo Renzi prova a supplire con l’arroganza pre-elettorale ai suoi insuccessi di premier. Non sopporta dagli altri “lezioncine” come le sue e “polemicucce” che fa di tutto per provocare.  Forse mi illudo, ma dallo scetticismo che si diffonde fra i commentatori sembra che questi battibecchi conditi di retorica stiano diventando stucchevoli anche per i palati più grossolani (nandocan).

***di Alberto BaldazziUnioni civili in apertura su Tg1, Tg3e Tg4. Tutte le testate segnalando i primi passaggi al Senato e le battaglie che si annuncia a base di voti segreti. Sul tema della step child adoption, Tg1 intervista il ministro Alfano che propone al Pd un “patto”: il voto alla legge dopo lo stralcio delle adozioni che vedrebbero “contro l’80% del popolo”. Il Pd non accetta, e I Tg Mediaset, ma anche TgLa7, ipotizzano sfraceli. Tutt’altro clima, sempre nel Tg1, nel lungo e bel servizio su di una coppia lesbica con bambina. Tg4 enfatizza e giustamente esecra gli attacchi subiti da Giorgia Meloni sul web, dopo aver annunciato la sua prossima maternità in occasione del Family day.

Si intensifica, se possibile, lo scontro tra Renzi e Bruxelles. Apertura per Tg2 e La7. Il duro intervento del capo dei popolari a Strasburgo è per Tg3 “un affondo pesante dopo una settimana di guerra di nervi”. La risposta di Renzi viene ripresa ampiamente dai Tg Rai, ma anche da Tg5 e TgLa7: “l’Italia dà più di quanto riceve. Non accettiamo lezioncine e siamo stanchi di polemicucce”. Sempre Tg3 interpreta la strategia del premier, che vorrebbe portare il confronto in Europa dal piano tecnico a quello politico. Mentana segnala e teme un “forte clima d’isolamento in italia”. Noi segnaliamo che i diminutivi-vezzeggiativi-dispregiativi utilizzati da Renzi gli impedirebbero di condividere con Weber anche solo un caffè.

Il fronte unito contro l’Isis – con il summit dei ministri della difesa europei che si incontrano a Roma con Kerry – trova poco spazio. La Rai e La7 riprendono i riconoscimenti del segretario di stato Usa all’impegno italiano sul quadrante internazionale. Tg2 con un buon servizio ci parla del viaggio di una famiglia siriana arrivata da noi grazie un corridoio umanitario. Su fronte immigrazione, solo Tg5 segnala il nuovo naufragio nell’Egeo. Tg1 continua a seguire la situazione dei migranti siriani in Svezia in vista delle espulsioni, mentre Tg3 propone una interessante intervista con il ministro degli esteri greco che cerca, tra molti imbarazzi, di spiegare come mai nell’Egeo non si riescono a salvage le vite dei disperati.

Grande spazio su tutte le testate, con apertura di Studio Aperto e copertina per Tg5, per i 3 femminicidi in meno di 24 ore (titoli e servizi alti per tutti). Tg5 ci ricorda il caso della donna francese condannata per aver uccido il marito dopo anni di violenze, che è stata graziata da Hollande.

L’ulteriore crollo delle borse, addebitabile alla discesa del petrolio, è in evidenza soprattutto su TgLa7. I Tg Rai danno spazio a Padoan che nega l’esistenza di attacchi speculative contro le banche italiane.

Con le primarie in Iowa – facili titoli per tutti – si inaugura una stagione in cui l’informazione tv con poco sforzo – e poco costrutto – riempira’ le scalette “evadendo” dai sentieri angusti della politica di casa. Peccato che non si stagli all’orizzonte una figura comparable a quella di Obama.

In chiusura segnaliamo l’attenzione cheTg2 presta ai giornalisti di “periferia “, minacciati ed impediti di lavorare, soprattutto al sud.

 

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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