Merkel, Renzi (e Juncker). I Tg di venerdì 29 gennaio

Schermata 2016-01-29 alle 22.39.46

 Insomma, sarà più modestamente per rubare un po’ di elettori al populismo di Salvini , sarà più ambiziosamente per imporsi alla Merkel come unico interprete della “sinistra europea in cerca d’autore”, come pare intenda Andrea Bonanni sulla Repubblica, fatto sta che Matteo Renzi è parso anche ieri determinato ad arruolarsi tra i picconatori dell’Unione europea. D’altronde, niente oggi assicura maggiore popolarità che farsi paladino di un’Europa dei popoli contro l’Europa dei tecnocrati. Dove, attenzione però, il paladino vorrebbe minore e non maggiore sovranità per l’Unione,  minore e non maggiore federalismo. Se la prende furbescamente con i tecnocrati della Commissione pur sapendo che se questi non hanno una visione strategica è anche perché sono inevitabilmente schiacciati tra il peso del potere finanziario globale e l’egoismo miope degli stati nazionali. Niente, ma proprio niente a che vedere con la democrazia europea sognata nel manifesto di Ventotene, che si allontana invece sempre di più (nandocan)

***di Luca BaldazziL’incontro berlinese tra il premier Renzi e la cancelliera tedesca Merkel s’impone sulle aperture di (quasi) tutte le testate. Molte e diverse le letture di un faccia a faccia a lungo atteso, svoltosi in un clima tranquillo. Al centro dei servizi Rai la proposta del premier che concederebbe lo sblocco dei fondi italiani alla Turchia (decisive per la Germania per arginare la rotta balcanica) per la gestione profughi, ma solo in cambio di una maggiore flessibilità sui conti (ampia l’analisi del Tg3); per Tg4 si è trattato, invece, di semplici “sorrisi di facciata”, con forti distanze di fondo (Anche se non motiva questa lettura, offrendo piuttosto un “collage” sul lato mondano del summit, con battute e commenti su vestiti e menù del pranzo). Di diversa opinione Tg5, che rileva nel sostegno espresso dalla cancelliera al jobs act un riavvicinamento tra i due paesi. Tg La7 offre il quadro più completo che non si esaurisce nella cronaca, e spiegata la posizione traballante in casa della Merkel sui temi dell’accoglienza e del rigore, coglie nelle dichiarazioni di Renzi un tentativo di indirizzare le critiche alle politiche dell’austerity scaricandone la responsabilità non più sulla Cancelliera, ma sul “cattivo Juncker” (titolo). Un premier che, come sottolinea La7, non considera finito lo scontro con il presidente Della Commissione e lo minaccia esplicitamente di un ritiro di fiducia da parte del gruppo socialista a Strasburgo. Il nemico comune di premier e Cancelliera è comunque il dilagare delle destre populiste, e tutte le testate riportano la consonanza. L’accesa risposta di Salvini e Le Pen, al secondo giorno di incontro milanese, figura nei titoli di Tg3 e Tg La7: “Schengen è finito. Renzi chiede l’elemosina alla Merkel”. 

Il rimbalzo del venerdì delle borse europee, con Milano e gli indici bancari in testa, trova titoli e servizi su tutte le testate. Le dichiarazioni di Standard&Poors che annunciano un’accelerazione della ripresa italiana nel 2016 fanno sorridere Padoan e compaiono nei servizi dei Tg Rai e Tg5.
Poca e scarsa attenzione al cosiddetto “rimpastino” di governo, che ha visto avvicendarsi un ministro e 12 nuovi sottosegretari. Servizi solo per i Tg delle venti in fondo alle edizioni. Ben più spazio ottiene la vigilia del family day (addirittura apertura per il Tg5), con le dichiarazioni di Bagnasco che, per Mentana, “si intromette” nuovamente nella questione.

Titoli ed ampio spazio sui Tg Rai al viaggio del Presidente Mattarella a Catanzaro ad un anno dalla sua elezione. L’accorato appello contro le mafie della prima carica dello Stato si accompagna nei servizi all’arresto di due super-latitanti della ‘ndrangheta nascosti ritrovati dopo più di 17 anni in un bunker (ottima copertura del Tg5).

Segnaliamo, in ordine sparso, alcuni buoni servizi, partendo da quello del Tg5 sugli oltre 5.500 borghi “fantasma” d’Italia, comunità evaporate negli ultimi 50 anni a seguito della massiccia urbanizzazione e le cui strutture, spesso di epoca medievale, sono lasciati al degrado. Tg1 ci presenta un servizio simile sulle condizioni dello storico carcere borbonico di Ventotene che, tra gli altri, “ospitò” Altiero Spinelli ed un giovane Sandro Pertini. Di diverso registro il pezzo del Tg3 che ci presenta la storia di “Toti e Ibraim”, non due calciatori ma due ragazzi (un disabile italiano ed un profugo magrebino) che hanno stretto amicizia all’interno di una comunità di assistenza.
Stasera ci tocca nuovamente chiudere sui rigurgiti di infotainment che, da un mese a questa parte, cominciano a riaffiorare in fondo alle scalette di Tg4. A colpirci è il titolo sulle “Scuse più assurde del mondo” ed il servizio sulla “ecografia in diretta” , offerta da Michelle Hunziker per smentire le malelingue su di una sua possibile gravidanza.

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
Vai alla barra degli strumenti