Il fumo saliva lento. I Tg di mercoledì 27 gennaio

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Il “piatto forte” della giornata è, scrive Baldazzi, lo “scarica barile” tra Palazzo Chigi e Sovrintendenza ai Beni Culturali per la copertura di alcune statue  nei Musei Capitolini durante la visita del presidente iraniano Rouhani. Dove l’eccesso di zelo mi pare motivato più dall’ignoranza o dall’insipienza di chi l’ha avuto che da un improbabile “scontro di civiltà” (nandocan).

***di Luca Baldazzi – Il 71esimo anniversario della liberazione del campo di sterminio di Aushwitz Birkenau, Giornata della Memoria per le vittime dell’olocausto nazista, viene celebrato da tutte le testate. Primo titolo e copertina per Tg2, Tg4, Tg5 e Studio Aperto. Come ogni anno molte le testimonianze (Tg La7 rimanda la vecchia intervista al compianto Enzo Camerino), i ricordi e le atroci immagini volutamente riprese in quei giorni come monito alla posterità (servizio del Tg3). Testimonianze forse ripetute, ma che non per questo perdono della loro drammatica verità; una realtà, quella della persecuzione etnica e religiosa, che Tg5 più di altri trasferisce nel presente accompagnando al ricordo le dichiarazioni del premier israeliano Netanyahu, le immagini dai campi profughi in Macedonia e le minacce dell’Isis. Sempre Tg5 torna a riferire della campagna in favore della cultura ebraica condotta dal quotidiano Il Foglio, mentre Tg2 evidenzia nel suo approfondimento come e quanto questa giornata abbia valore per le tante “minoranze” (rom, zingari, omosessuali, disabili) perseguitate ed uccise nei campi di sterminio.
La bocciatura del doppio voto di sfiducia al Senato contro il Governo per la gestione dello scandalo Banca Etruria, che in dicembre aveva scosso il mondo politico e riempito per giorni prime pagine e scalette, oggi non ha entusiasmato più di tanto nessuno. Apertura solo per il Tg1, titoli un po’ per tutti, ma servizi da metà edizione in giù. Alcune testate si sono soffermate (Tg3, Tg La7) sul ruolo determinante nella votazione del senatori verdianiani e tosiani, mentre quelle Mediaset enfatizzano l’odierno intervento di Brunetta. Minore attenzione, forse per la complessità della vicenda – difficile da trattare in un minuto di servizio – ha avuto la “vittoria ai punti” del ministro Padoan nelle trattative con Bruxelles sull’istituzione della “Bad Bank”: titolo solo per Tg La7, servizio per Tg3, Tg1 e Tg5. Intanto su tutte le testate le tensioni sulle unioni civili, la cui votazione slitta ai primi di febbraio, appaiono placarsi.
Ma il piatto forte della giornata è, senza dubbio, lo “scarica barile” tra Palazzo Chigi e Sovrintendenza ai Beni Culturali sulla responsabilità dell’ “operazione di copertura” di alcune statue classiche nei Musei Capitolini durante la visita del presidente iraniano Rouhani. Una vicenda, anche grazie alla stampa estera, gonfiatasi in un baleno e che rischia di finire fagocitata nell’agone della politica. Tante le accuse di un’inappropriata deferenza. Alcuni commenti sono più taglienti, con Tg4 e Tg5 che ripropongono quello di Vittorio Sgarbi (furente verso l’ignoranza nostrana palesata da tali misure) ed un Tg La7 che nega in toto lo “scontro tra civiltà” a cui altri media hanno fatto riferimento mostrandoci come nei musei pubblici di Teheran trovino posto opere d’arte occidentali alquanto più “discinte” delle statue greche.
Dopo tante polemiche gli odierni richiami della Commissione Europea alla Grecia con la minaccia di sospendere per la penisola gli accordi di Schengen ottengono nel complesso scarso interesse ad eccezione del Tg3 (titolo), che ripropone due servizi sulla situazione dei profughi lungo la rotta balcanica; buona copertura anche dall’inviato del Tg5 in un accampamento di fortuna in Macedonia.
L’esito delle proteste degli operai dell’Ilva di Genova, che al terzo giorno di piazza hanno conquistato un tavolo di confronto con il governo e l’azienda, sono titolo per Tg La7 e Tg3. Tutte le testate riportano nei servizi il gesto di solidarietà compiuto da una poliziotta verso i manifestanti (l’ufficiale è stata intervistata dal Tg1). Tg La7 affianca fin dai titoli a questo bell’esempio l’opposta vicenda del carabiniere ucciso per vendetta nel cagliaritano (titoli per Mediaset, servizi per tutti).
I nuovi dati Istat sulla fiducia dei consumatori, ai massimi dal 1995, trovano spazio solo in un servizio del Tg1. Più attenzione ottengono invece le classifiche internazionali sulla corruzione nelle pubbliche amministrazioni che vedono l’Italia ancora al penultimo posto in Europa (titolo Tg1, servizi per Tg5 e Tg3).
Segnaliamo in chiusura un servizio del Tg3 che, nel promuovere un film autobiografico sull’inventrice italoamericana del mocho, trova lo spunto per una riflessione non banale sulle molte donne inventrici, negli ultimi decenni, di elettrodomestici o strumenti che hanno fortemente migliorato la qualità della vita familiare.

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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