Vai alla barra degli strumenti

Lo stato delle unioni (civili). I Tg di lunedì 25 gennaio

Schermata 2016-01-25 alle 22.54.14

***di Alberto BaldazziA 3 giorni dall’arrivo del provvedimento al Senato le unioni civili sono titolo per tutte le testate. Mentre la politica annaspa ed è attraversata dalla logica delle divisioni tra “guelfi e ghibellini” – come efficacemente sintetizza Mentana -, si può affermare che l’informazione tv, specchio molto spesso deformato delle sensibilità diffuse nella società, almeno in questo caso è leggermente più avanti degli eletti dal popolo. Lasciando stare Studio Aperto e Tg4, che non fanno altro che tirare la giacchetta ai vescovi che non hanno bisogno di inviti in tal senso, gli altri Tg riprendono le odierne dichiarazioni di Bagnasco senza forzare. Che la Cei sia per la “famiglia naturale” ci sembra infatti un fatto scontato, ma come afferma TgLa7, le leggi le fa il Parlamento italiano. Anche a Cologno Monzese si respira qualche refolo di laicità, con l’intervista alla fondatrice dell’associazione Gay Diversity Francesca Vecchioni che con semplicità parla di affetti omosessuali e di senso della famiglia anche non tradizionale. Tg2, poi, nel suo approfondimento ci ricorda che di unioni civili si parla infruttuosamente dalla metà degli anni ’80: un implicito invito a far sì che questa volta non “salti” l’ennesimo appuntamento con l’ampliamento dei diritti individuali e sociali.

La riunione informale dei ministri a Bruxelles sul tema dei controlli e delle frontiere è stata per Mentana “inutile”, mentre Alfano – ripreso ampiamente soprattutto dai Tg Rai – afferma che per il momento “Schengen l’ha scampata”. Mentre l’Europa discute e la Germania sembra spingere la Grecia fuori dai suoi confini per “risolvere” il problema dei 400 mila profughi che lì albergano contro la loro volontà, Tg3 ci fa vedere il freddo che attanaglia le famiglie dei disperati accampati e le proteste della street art per lo sgombro forzato dei bivacchi di Calais. Tg4 tenta la classifica del “migrante più odiato” per chiedersi chi sia disposto a prendersi gli indesiderati. Dal tema profughi al terrorismo il passo, purtroppo, è breve. Attenzione per tutti alle minacce rilanciate da Europol all’arresto in Italia del marocchino presunto adepto dell’Isis. Tg5 offre un ampio reportage sulla guerra in Siria dalla parte del fronte russo. La difficile avanzata della pacificazione in Libia sotto un unico governo è ben rappresentata da Tg3.

I Tg delle 20 forzano sui 17 miliardi di “torta ricchissima” (Tg5) portati in dote da Rouhani nel primo viaggio europeo del leader iraniano, mentre TgLa7 segnali più volte che gli affari sono concreti mentre il tema dei diritti umani non è stato neanche sfiorato negli incontri ufficiali di giornata. 

Visto l’odierno andamento della borsa, ancora attenzione alle questioni bancarie soprattutto su TgLa7, mentre Tg3 ipotizza che l’inabissamento di Mps sia frutto di manovre sugli istituti bancari italiani da parte di compratori stranieri.

Le apprensioni Ue sul debito italiano sono assai alte su Mediaset e su La7, mentre la Rai ( soprattutto Tg3) sottolinea che sono ben 11 su 28 i paesi cui la Commissione ha tirato le orecchie.
L’odierna polemica di Grillo e dei Cinque Stelle contro il binomio Pd-Rai è ripresa fin dai titolo da TgLa7, ma anche Tg2 se ne occupa, seppur velocemente.

Sembra impossibile, ma i bisturi nelle nostre sale operatorio sarebbero di scarsa qualità secondo i chirurghi nostrani, perché chi li acquista tenderebbe al risparmio. Sembra vero, anche perché a occuparsene sono le 3 testate Mediaset, ma anche Tg1 e Tg3.

 

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: