Per una legge sui partiti. Lunedì 1° febbraio a Roma

Fondazione Basso

Lunedì 1° febbraio 2016, ore 14,30 – 19,00

Roma, Sala conferenze della Fondazione Basso, Via della Dogana Vecchia, 5

Un progetto della Fondazione Basso per l’attuazione dell’art.49 della Costituzione

“….la riforma a nostro parere più decisiva ai fini di una rifondazione democratica dei partiti, riguarda il mutamento del loro rapporto da un lato con la società e dall’altro con le istituzioni pubbliche, che potrebbe essere realizzato mediante l’introduzione nella legge del principio della separazione tra cariche di partito e funzioni pubbliche, anche elettive. Si tratta di una riforma radicale, perché radicale è la crisi dei partiti, e solo da una rifondazione del loro rapporto con lo Stato e con la società dipende il loro stesso futuro….”

 

Programma

Ore 14,30  Separare i partiti dallo Stato

Relatore: Luigi Ferrajoli

Discussant: Piero Ignazi

Ore 15,30 La democrazia nel partito

Relatore: Fabrizio Barca

Discussant: Valentina Pazé

Ore 16,30  Pausa caffè

Ore 17 – 19 Interventi e discussione generale

Sono invitati a partecipare alla discussione: Maria Roma Allegri, Gaetano Azzariti, Piero Bevilacqua, Fabio Bordignon, Giuseppe Cotturri, Cecilia D’Elia, Mattia Diletti, Alessandro Ferrara, Anna Finocchiaro, Nicola Genga, Miguel Gotor, Massimo Luciani,  Giulio Marcon, Giacomo Marramao,  Giancarlo Monina, Giovanni Orsina, Gianluca Passarelli, Cesare Pinelli, Michele Prospero, Stefano Quaranta, Stefano Rodotà, Mariuccia Salvati, Ugo Sposetti, Walter Tocci, Giorgio Tonini, Luigi Zanda

Coordina: Elena Paciotti

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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