Maghi e Draghi. I Tg di giovedì 21 gennaio

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Gran parte della magia scompare quando, anziché sorprendersi per l’alternanza giornaliera di crolli e recuperi “prodigiosi”, si vanno a leggere le performance a un mese (-9,59%), sei mesi(-19,55%) o a un anno(-4,53%), cosa facilissima cliccando sul sito di FTSE MIB. Sono quelli i dati che contano per chi è interessato a misurare l’andamento dell’economia attraverso gli indici delle borse. Lo stupore per i picchi giornalieri lasciamolo agli speculatori (nandocan) 

Max Oggi 19.102,96 Primo Valore 19.074,14
Min Oggi 18.890,89 Performance 1 mese -9,59%
Chiusura precedente 18.723,22 Performance 6 mesi -19,55%
Max Anno – Data 21.194,17 – 04/01/16 Performance 1 anno -4,53%
Min Anno – Data 17.836,03 – 21/01/16 Performance 2 Anni -4,60%
Max Anno Prima 24.157,39 TR Ultima Chiusura 33.468,62
Min Anno Prima 17.991,76 TR Var % +4,20
Chiusura Anno Prima 21.418,37 TR Data Chiusura 21/01/16

***di Lorenzo Coletta“A Draghi è riuscita la magia”: con questo giudizio Tg3 interpreta la profonda inversione sui mercati europei prodotta dalle parole del Presidente della BCE, che ha confermato come i tassi resteranno invariati, che l’inflazione non scenderà oltre e che gli istituti italiani sono stabili. Aperture per I Tg Rai, Tg5 e Tg La7. Sono quindi bastate poche parole e i toni d’allarme dei giorni scorsi sembrano già dimenticati, con la borsa italiana che quasi recupera le perdite di ieri (+4,2%) e gli indici bancari che tornano in auge con le azioni MPS che, dopo 3 giorni in caduta libera, “resuscita” (Tg La7) guadagnano oltre il 43% (metà delle perdite degli scorsi giorni). Ma, nei fatti, cosa sia successo realmente nessuna testata si azzarda a spiegarcelo, lasciando nell’ombra ciò che, ad avviso di Mentana, “è stato un attacco speculativo” di incerta provenienza. Tg2 fa intervenire il presidente Abi Patuelli, che però inquadra il problema “a monte” – calo prezzo del petrolio – senza riferimenti specifici ai crolli di ieri. Una cosa è certa: quando si tratta di mercati finanziari, oggettività e credibilità non sono di casa.

Il secondo o terzo titolo di tutte le testate è dedicato alla conferenza stampa con cui oggi il governo ha presentato la legge sui licenziamenti facilitati per la Pubblica Amministrazione ed il nuovo concorso per l’assunzione di 63.700 insegnanti della scuola pubblica. Le polemiche dell’altro ieri sembrano anche qui “dimenticate”, con Renzi che commenta in modo quasi bonario (Tg5) le dichiarazioni di Juncker. Molto spazio sulle testate Mediaset, ma attenzione anche per Tg La7 e Tg1, all’inciampo della maggioranza alla Camera su un emendamento alla legge sull’omicidio stradale. Tg3, Tg2 e i Tg delle 20 (buon servizio Tg1) riflettono sulle nomine di tre senatori verdiniani alle vicepresidenze di commissione che suscitano polemiche e sospetti sia fuori che dentro la maggioranza.

Le dimissioni di Rosa Capuozzo dalla carica di sindaco di Quarto, presenti nei titoli su tutti i Tg, sono per Tg La7 “la conclusione” di una vicenda imbarazzante che ha visto protagonista, suo malgrado, l’incerta linea di comando di M5S. Le dichiarazioni dell’ex prima cittadina “Così perde la politica e vince la camorra” vengono gravemente riprese da tutte le testate, segnali di una richiesta di responsabilità che va ancora soddisfatta.

Tornando sui fatti di Colonia (Apertura per Tg4), dove le denunce per molestie sessuali sono arrivate ad oltre 800, i Tg Mediaset producono servizi fortemente critici verso le dichiarazioni di un imam salafita ultraconservatore di Colonia che, in sostanza, ha dato la “colpa” delle aggressioni alle donne “per come vestivano e profumavano”. Ci ha fatto piacere come, questa volta, le critiche di Tg4 siano state rivolte alla singola persona senza attacchi generalisti alle comunità o alla fede islamica.

Rimanendo agli esteri, tutti i tg riportano le dichiarazioni della magistratura inglese che individua nel presidente Russo Putin il mandante dell’omicidio dell’ex spia sovietica rifugiata a Londra Litvinenko. Buono il servizio del Tg3 che parla di “venti di guerra fredda” tra Russia e Regno Unito.

I nuovi morti nel Mare Egeo (11, di cui 3 bambini) trovano spazio sui titoli e nei servizi dei soli Tg Rai. Da segnalare il buon approfondimento del Tg2 sui “migranti di ritorno”, ossia quelle migliaia di profughi che, respinti dai paesi del Nord Europa a cui hanno chiesto asilo, convergono di nuovo verso l’Italia. I nuovi attacchi dell’Isis in Libia e le proteste che montano in Tunisia vengono coperte, rispettivamente, da Tg1 e Tg5.

Segnaliamo, in chiusura, l’intervista “esclusiva” a Piersilvio Berlusconi andata in onda su Tg5, dove il presidente Mediaset rivendica i meriti della sua azienda non solo per i contributi dati all’economia italiana, ma anche per la capacità di esportare la cultura italiana nel mondo attraverso il cinema e la fiction. Tre minuti di un auto-elogio che, almeno a noi, non è sembrata una notizia.

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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