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“No bavaglio in Turchia”. Fnsi, Usigrai e Articolo21 il 21 gennaio davanti all’ambasciata 

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***Dopo la lettera dal carcere di Can Dundar, direttore del quotidiano turco Cumhuriyet agli arresti da oltre 40 giorni, la Federazione nazionale della stampa italiana e Usigrai, insieme ad Articolo 21,  Reporter Senza Frontiere e Amnesty International Italia, organizzano per giovedì 21 gennaio 2016, dalle 11 alle 13, un presidio davanti all’ambasciata di Turchia a Roma per manifestare contro i ripetuti tentativi del governo del premier Recep Tayyip Erdoğan di limitare la libertà di espressione dei cittadini turchi e imporre il bavaglio alla stampa nazionale e ai corrispondenti dei media internazionali che operano nel Paese.

La manifestazione si terrà in concomitanza con la nuova udienza del processo che vede imputata ad Ankara la giornalista del quotidiano Cumhuriyet Ceyda Karan, “rea” di aver ripubblicato le vignette di Charlie Hebdo sul suo giornale. Nel pomeriggio i rappresentanti dei giornalisti italiani saranno ricevuti dalla segreteria del ministero degli Esteri per illustrare le ragioni dell’iniziativa e chiedere al governo italiano una risposta al grido di allarme lanciato da Can Dundar.

Al presidio hanno già aderito l’Associazione Stampa Romana e le Associazioni regionali di stampa. L’elenco delle nuove adesioni sarà disponibile sul sito internet della Federazione nazionale della stampa all’indirizzo www.fnsi.it.

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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