Tensione tra Roma e Bruxelles. I Tg di venerdì 15 gennaio

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  ***di Luca Baldazzi – Le tensioni tra Roma e Bruxelles a seguito durissimo intervento del presidente Junker contro Renzi ed il governo italiano, occupano le aperture dei Tg Rai, Tg4 e Tg5. Quest’ultimo ospita la risposta del premier (ripresa da Tg La7 e Tg2): “l’Italia merita rispetto”. Se sulle testate Rai i toni del confronto vengono in qualche misura attenuati, su quelle Mediaset a trionfare è la critica verso le istituzioni europee; Tg4 dedica un servizio all’ennesimo “viaggio degli sprechi” made in Bruxelles, ma è Tg5, con la sua copertina, a mettere il dito nella piaga: “Che cosa è questa l’Unione Europea, pronta a stigmatizzare puntigliosamente i nostri comportamenti, ma invece latitante quanto bisogna affrontare questioni difficili e storiche?”. Anche per Tg La7 l’intervento di Junker risulta un attacco quanto mai diretto nei confronti del Paese, una “reazione di nervi” alle diverse richieste e critiche sollevate dall’Italia in tema di bilancio (e non solo), e che certamente – rimarca Mentana – non sarebbe stato rivolto verso Francia o Germania. È’ difficile ipotizzare che l’incidente rientri senza lasciar tracce.
Presente su tutte le testate lo spazio sulle divisioni politiche dentro e fuori il Pd. Se i Tg Mediaset enfatizzano i dissapori interni sulle unioni civili, quelli Rai riportano le dichiarazioni in favore del provvedimento di alcune esponenti di FI. Lo scontro PD-M5S, con l’offensiva dei grillini tanto sul web che davanti ai municipi dei sindaci Pd indagati, scompare invece dai titoli mentre è presente nei servizi di Tg5 e Tg3.
Il venerdì nero delle borse, imputato in larga parte al costante calo del prezzo del petrolio, è apertura per Tg La7 e titolo per tutte le testate accetto Studio Aperto. La copertura più chiara è quella del Tg5, che imputa parte della responsabilità di questo panorama ai Paesi Arabi che, mantenendo costanti le loro produzioni, mirerebbero a destabilizzare il mercato USA e quello del vicino Iran.
Largo spazio per tutte le testate alle depenalizzazioni che vedranno diversi reati derubricati a illeciti amministrativi. Tg4 ci confeziona sopra un servizio ironico mentre il Tg3 osserva come il tanto dibattuto uso della cannabis a scopi terapeutici sia stato oggi approvato senza alcuna levata di scudi.
Gli immancabili naufragi nell’Egeo, con il bilancio dei morti di giornata – ancora una volta diversi bambini -, compaiono solo nei servizi dei Tg Rai. Tg3 e Tg4 dedicano entrambi servizi a Manaya, città siriana da mesi sotto assedio, nella quale lo scorso mese si sono registrate 30 morti per fame. Sempre Tg3 offre la testimonianza di un italiano ritornato da Kobane dopo aver combattuto per tre mesi contro l’Isis assieme alle milizie curde, mentre Tg1 propone la terza parte della sua inchiesta sui traffici delle organizzazioni jihadiste in Albania. Le odierne repressioni del governo turco su di un gruppo di 20 accademici, arrestati dopo aver firmato una petizione per ottenere la pace con il popolo curdo, trovano spazio sul solo Tg3.
Una svolta dopo 30 anni in un caso d’omicidio fa notizia, ed anche per questo l’arresto di Stefano Binda per l’omicidio di Lidia Macchi, ottiene titoli e servizi anche su quelle testate meno votate alla cronaca. Grande entusiasmo tra le redazioni Mediaset per il ruolo che avrebbe avuto la trasmissione Quarto Grado nel far circolare in televisione la lettera pubblicata da un giornale che avrebbe, a distanza di 29 anni, permesso l’identificazione del sospetto (Studio Aperto vi dedica ben 2 servizi).
Segnaliamo in chiusura l’interessante approfondimento del Tg2 sul processo di fusione delle realtà amministrative sotto i 5.000 abitanti. Considerando che impatta con moltissimi concittadini, non è male occuparsene.

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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