L’informazione al tempo dell’ISIS. I Tg di martedì 12 gennaio

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***di Alberto Baldazzi – Apertura obbligata per tutti sull’attentato in Turchia. Tg3 ricostruisce la storia degli attacchi in un paese che ne ha subiti già tanti nel recente passato. “Prova di forza” dello stato islamico che sta perdendo terreno su tutti i fronti per TgLa7, mentre in un servizio Tg5 segnala il primo bombardamento di una banca nei territori occupati dall’Isis. Tg3 riporta una testimonianza dalla città siriana di Madaya, per mesi isolata e ridotta alla fame, dove finalmente in queste ore sono arrivati gli aiuti umanitari.

Le violenze di San Silvestro a Colonia rimangono al centro dell’attenzione di alcune testate, producendo risultati assai diversi. Tg4 prosegue con la sua campagna che assimila immigrati, islamici, teppisti e terroristi e che pesca a piene mani anche oltre confine, presentando estratti da Quinta Colonna con il sottotitolo “Mestre come Colonia”. Siccome non tutte le ciambelle riescono con il buco, vengono proposte anche le immagini di un centro di accoglienza nel milanese che ospita 500 migranti in condizioni talmente precarie da risultare “a carico” della mala accoglienza e in grado di generare un “involontario” senso di solidarietà. Su di un altro pianeta l’atteggiamento di TgLa7 con Mentana che si scusa per un video dalla notte di Colonia trasmesso ieri (anche da molte altre testate) e risultato farlocco. Il tutto a testimonianza delle psicosi e della grande confusione che regna anche nella serissima Germania. Una considerazione: se il Viminale o Palazzo Chigi avessero mostrato una farraginosità analoga a quella delle autorità tedesche, si sarebbero fatti i processi nelle pubbliche piazze della politica. A 12 giorni dagli attacchi alle donne, ancora non si conoscono le reali dimensioni, i responsabili e le dinamiche della notte brava.

Per la politica interna, “repetita iuvant” e tutte le testate riportano le conferme odierne di un Renzi che ribadisce che il suo destino politico è legato all’esito del referendum d’autunno sulla riforma costituzionale. Anche Salvini ripropone se stesso, e annuncia di essere pronto a sfrattare l’inquilino di palazzo Chigi. Altro piatto di portata presente su tutte le tavole le convulsioni tra i Cinque Stelle per il caso Quarto – infiltrazioni camorristiche. Di Maio, Di Battista e Fico rispondono con un video trasmesso da tutti in cui negano di essere stati a conoscenza dei ricatti contro la sindaca, nel frattempo espulsa dal Movimento.

Tg5 riprende la mobilitazione dei cittadini delle Tremiti contro le trivellazioni petrolifere (ieri se ne era occupato Tg4). Tg5 e TgLa7 segnalano il marasma generato dalle quotazioni del petrolio intorno a quota 30 dollari, ai minimi dal 2004.

Lo show di Benigni alla presentazione del libro-intervista a Papa Francesco è presente su tutti e conferisce una nota di profonda gradevolezza all’informazione di serata.

In conclusione segnaliamo Tg1 che propone un’amara riflessione su Cinisi, la città in cui Peppino Impastato è nato ed è stato ammazzato 37 anni fa dalla mafia, in cui si è celebrato in un clima di festa paesana il compleanno di un boss centenario.

 

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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