Charlie Hebdo, e la satira che potrebbe essere evitata

1451924314_Charlie-Hebdo

Se un Dio esistesse, non credo che potrebbe essere turbato da una caricatura e neppure da una bestemmia. Ma chi crede all’amore del prossimo o anche soltanto alla pace come a  valori da custodire e rispettare per il bene dell’umanità non può identificarsi (Je suis Charlie) con quanti di fatto li ostacolano, sia pure in nome di un altro valore importante come la libertà. Perché è vero che un dio inferocito che fugge con le vesti insanguinate e un fucile a tracolla potrebbe rappresentare, piuttosto che Allah o un Padreterno ebraico-cristiano, il fanatismo assassino dei suoi devoti. Ma chi lo accosta, senza distinzione alcuna, alla fede  dei credenti nelle tre religioni di Abramo, sa anche di urtare profondamente la sensibilità, se non di tutti, di buona parte tra loro. E mentre si affaccia nel Mediterraneo la tragica realtà di una guerra, tanto sanguinosa quanto assurda, condotta pretestuosamente “in nome di Dio”, non mi pare davvero intelligente, umanamente e politicamente, contrapporre un culto “religioso” della libertà a quella “verità” condivisa, giusto o sbagliato che sia, da miliardi di abitanti, per la maggioranza pacifici, di questo pianeta. Ecco perché, pur rinnovando la mia solidarietà alle vittime del massacro parigino, continuo oggi a ripetere: “Je ne suis pas Charlie”(nandocan).

***CHARLIE HEBDO E LA SATIRA CHE NON DEVE ESSERE MAI OSCURATA*

di , 6 gennaio 2016 – Tutti schierati contro l’ultima copertina di Charlie Hebdo, realizzata a un anno dall’attacco terroristico alla sede del giornale satirico francese in cui morirono 12 innocenti: un addetto alla portineria, otto giornalisti, due poliziotti e un invitato alla riunione di redazione.

Un dio con un Kalashnikov in spalla, le vesti intrise di sangue e una scritta che recita “L’assassino è sempre in fuga” ha tramutato i liberi pensatori in ” je ne suis pas Charlie”, eppure la linea del giornale è da sempre la stessa: Liberté, liberté, liberté.

“Si coglie il triste paradosso di un mondo sempre più attento al politicamente corretto al punto da sfiorare il ridicolo” così il commento dell’Osservatore Romano a proposito della copertina di Charlie Hebdo a cui si aggiunge la protesta della comunità islamica: “Colpisce tutti i credenti delle diverse religioni”

Irriverente, dissacrante, sconvolgente, feroce Charlie Hebdo sulla libertà di espressione e sui suoi limiti non ha mai nutrito alcun dubbio, neanche nell’istante delle più profonde ferite la poesia sconveniente delle matite francesi è rimasta silente, impensabile scegliere di farlo ora.

Il ricordo del cielo dimezzato in cui sopravvivono le ali di Cabu, Charb e Wolinski alla maniera aspra, impertinente e impenitente accende il mondo in cui la satira non può essere oscurata, liberté, liberté, liberté una volta, sempre.

*da articolo 21, il grassetto è di nandocan

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

0 pensieri riguardo “Charlie Hebdo, e la satira che potrebbe essere evitata

  1. Io invece continuo a essere per ‘Je suis Charlie’, Nando.
    Perché non è certo la religione quella contro cui punta il dito la vignetta, ma di certo condanna quei sacerdoti che in nome della stessa propugnano una soluzione cruenta e inumana di un confronto secolare.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
Vai alla barra degli strumenti