Vai alla barra degli strumenti

La bella e la bestia (nera). I Tg di venerdì 18 dicembre

Schermata 2015-12-18 alle 23.38.35

***di Luca Baldazzi – Le tensioni e gli scambi “veraci” al vertice di Bruxelles tra Renzi e la Cancelliera tedesca Merkel sui temi dell’unione bancaria, dell’immigrazione e del gasdotto russo-tedesco, e la Camera che respinge la mozione di sfiducia rivolta alla ministra Boschi per un presunto conflitto d’interessi “grande come una banca” (definizione del Cinque Stelle Di Battista), occupano le aperture di tutte le testate eccetto Studio Aperto. Due donne, dunque, al centro dell’informazione di serata; la prima che guida la lista delle 100 donne più influenti del mondo secondo Forbes, la seconda che spicca tra le new entry del potere femminile italiano secondo l’ultimo libro di Bruno Vespa. La Cancelliera più odiata che amata in Europa e da ieri oggetto di critiche esplicite da parte dell’inquilino di Palazzo Chigi, la ministra delle Riforme al centro degli attacchi delle opposizioni per il salvataggio delle ex banche popolari.
Andando con ordine, Tg2, Tg3 e Tg La7 aprono sugli “scontri” a Bruxelles, con coperture che riprendendo le affermazioni odierne di Renzi “contro” la Merkel, entrano nel merito spiegando i molti contrasti tra l’Italia e gli interessi tedeschi. Tra i numerosi servizi quello di Tg La7 inquadra più chiaramente i maggiori punti di tensione, dedicando un titolo alla vicenda dei gasdotti e delle sanzioni alla Russia. Tg3 enfatizza le considerazioni del premier sul tema profughi, opponendo ai risultati “parziali” dell’Italia sulla questione registrazioni, le cifre insignificanti dei rifugiati accolti per ora dagli altri paesi. Tg1 affronta gli sviluppi del fondo europeo salva banche intervistando il ministro Padoan. Il giudizio di Mentana e’ che lo scambio e’ stato franco e diretto” ma al contempo inconcludente, prefigurando per il futuro una possibile “spaccatura”. I Tg Mediaset non possono “allargarsi”, ma certo apprezzano il Renzi che nega che la Germania si dissangui per l’Europa e che critica l’automatica riproposizione delle sanzioni alla Russia.
Sullo scontato esito del voto di sfiducia alla ministra Boschi (apertura per Tg1, Tg4 e Tg5), le coperture indugiano sul suo efficace intervento in Aula, con il contraltare di quello durissimo di Di Battista. I Tg Mediaset accentuano le parti dell’intervento in cui la ministra appare più “vulnerabile” e riprendono le parole del premier che parla di un “boomerang” per M5S, mentre sorvolano sulle ulteriori fratture tra Lega ed FI che si è’ uscita dall’Aula rifiutando di votare la sfiducia individuale. Divisioni che trovano spazio nei servizi Rai, mentre TgLa7 fin dai titoli, riprende l’aut-auto lanciato da Salvini al partito di Berlusconi: “O si vota assieme la sfiducia contro il governo o si corre separati alle amministrative”.
Nella giornata internazionale del migrante (Tg2), la copertina del Tg5 è molto critica verso le proposte della Danimarca di “incamerare” i beni dei profughi sul suo territorio che superano il valore sopra i 1.500 euro, allo scopo di garantirgli lo statuto di nullatenenti, e quindi un sussidio al pari dei nullatenenti. Tg3 e Tg2 continuano a segnalarci i naufragi di giornata nel Mare Egeo (8 le vittime). Stasera si parla anche di Siria, ma solo nei servizi di Tg1 e Tg3 che, riprendendo il ministro Gentiloni, evidenziano un possibile compromesso su Assad tra Mosca e Washington.
La visita di Papa Francesco al centro Caritas della Stazione Termini è titolo per i Tg Rai e Studio Aperto. Tutte le testate annunciano l’imminente canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta.
La Spagna al voto di domenica nella quale competono, per la prima volta, 4 partiti con analoghe possibilità di piazzamento, guadagna titolo su Tg1, Tg3 e Tg La7.

Molta stasera la cronaca criminale, con la svolta nelle indagini nel caso della scomparsa dell’imprenditore di Marcheno che ottiene titoli su tutte le testate eccetto Tg2. Il rinvio a giudizio dell’Ex sindaco Alemanno nel processo di Mafia Capitale ottiene un titolo su Tg3 e servizi anche su Tg2, TG1, Tg5 e TgLa7.
Interessante l’approfondimento del Tg2 sui ritardi dell’implementazione della banda larga e sugli effetti deleteri sull’economia. Sempre da Tg2 segnaliamo la lunga intervista al neo eletto Presidente della FNSI Giuseppe Giulietti, esempio assai raro di giornalismo che parla criticamente di se stesso.

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: