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A proposito di attentati veri o per burla. I Tg di martedì 15 dicembre

Caro Alberto, non darei affatto per scontata la “stramberia” della segnalazione di un attentato alle scuole di Los Angeles. Forse è solo una burla, ma potrebbe non esserlo, questa volta come in altre occasioni. Dopo aver “investito” energie e risorse umane in un attacco terroristico perfettamente riuscito, perché gli stessi autori o i loro complici, più o meno consapevoli, non vorrebbero moltiplicarne il trauma psicologico e mediatico sulla gente anche con falsi annunci o rivendicazioni? Per il motivo opposto, polizia e istituzioni avrebbero interesse, una volta cessato l’allarme, di farla passare per “stramba”. E’ quanto suggerisce anche l’incipit dell’articolo di Federico Rampini sulla Repubblica di oggi:”Ormai i jihadisti non hanno più neppure bisogno di fare attentati. Basta l’annuncio, vero o falso, lanciato da chissà chi. E’ questo il triste bilancio di una giornata di panico, caos e paralisi nella seconda maggiore metropoli d’America”.(nandocan)

Osservatorio tg Baldazzi***di Alberto Baldazzi –  Le opposizioni marciano unite contro il governo, anche se le mozioni di sfiducia diventano 2: una “ad personam” contro la ministra Boschi, l’altra sull’intero esecutivo. I Tg registrano come è ovvio con diverse sfumature: “Centro destra all’attacco del Governo” (Tg3), primo titolo per Tg5. TgLa7 e Tg4 “indagano” con esiti opposti o quantomeno divergenti il conflitto d’interessi “sul campo” della famiglia Boschi. Mediaset dà molto spazio al dipendente di una delle 4 banche rimasta buggerata per le stesse obbligazioni secondarie propinate ai risparmiatori. Lo scambio molto duro tra Salvini e Renzi sulla pelle del pensionato suicida appare su Rai e La7, ma su Mediaset il capo della Lega è meno inquadrato del solito: indifendibilità delle sue ultime posizioni, o ordine di scuderia nell’avvicinarsi delle amministrative?
Tg3, Studio Aperto e Tg4 “aprono” sulle scuole rimaste serrate a Los Angeles per la stramba segnalazione di un attacco terroristico, la stessa giunta ad altri stati Usa che, però, non hanno ”abboccato”. Le altre testate hanno quella mezz’ora di tempo in più che permette di ridimensionare l’evento.
Tg3 propone la vittoria in grande stile della Merkel al congresso del suo partito malgrado i malumori interni sul tema immigrazione. La Cancelliera è andata avanti come un treno, difendendo l’apertura “senza se e senza ma” ai profughi: una bella immagine che almeno in parte riconcilia con l’idea di Europa. Sui titoli di Tg1 si affaccia l’ipotesi avanzata a Bruxelles per la costruzione di una polizia di frontiera europea.
Dobbiamo parlare ancora di Tg3, l’unico a seguire dappresso la vicenda Cucchi nelle ore che precedono la sentenza della Cassazione; lo stesso vale per attenzione dedicata alla chiusura solo parziale degli Ospedali Psichiatrici giudiziari, con il persistere in molte regioni di condizioni inumane di segregazione.
La vicenda giudiziaria di Minzolini compare su Tg5 in un servizio che dovrebbe essere ironico e divertente, senza riuscirvi. Un esempio del circo dell’informazione che si occupa dei suoi maggiorenti e/o amici, mentre nelle stesse ore la presentazione del rapporto di Carta di Roma su informazione immigrazione non compare in nessuna edizione.
Lo sciopero dei medici delle strutture pubbliche di domani compare anche in alcuni titoli, ma per capire qualcosa di concreto ci si deve rivolgere al servizio di Tg La7.
Armando Cossutta se ne è andato ieri pomeriggio ad 89 anni. Rai e La7 propongono ricordi e servizi corretti e rispettosi, che emanano un intenso sapore di ‘900.

 

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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