Sintonizzati su Parigi. I Tg di lunedì 14 dicembre

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***di Luca BaldazziLe riflessioni sul voto francese, con nessuna delle 13 regioni che vedranno la guida del Fronte Nazionale di Marine Le Pen, sono in apertura per Tg3 e nei titoli per tutti, eccetto Tg4. Sostanzialmente il giudizio coincide: “la paura dei francesi non basta a far vincere la destra estrema” (Studio Aperto); Tg2 e Tg5 rimarcano comunque la forte crescita del Forte Nazionale, che ha triplicato le sue rappresentanze nei consigli regionali; una crescita che per il Tg3 è da attribuirsi, più che alla paura del terrorismo, agli effetti prolungati della crisi economica. Per i riflessi interni se i Tg Rai riprendono gli interventi di esponenti Fi che giudicano l’esito francese un motivo in più per non lasciare le redini del centrodestra ad un Salvini (che commenta positivamente la sostanziosa crescita del Fronte Nazionale augurandosi lo stesso per la Lega), nessuna di queste dichiarazioni trova posto sulle testate Mediaset. 

“Limitare gli ambiti della libertà equivale a cedere al terrorismo”.

L’intervento del Presidente della Repubblica Mattarella, fortemente critico verso la gestione dei fenomeni migratori da parte dell’Europa e l’insorgere dei populismi, è in apertura per il Tg2 e nei titolo per gli altri Rai e Tg5. Analogo spazio ottengono le indicazioni di un rapporto europeo di prossima emanazione che imporrebbe all’Italia di “prendere le impronte digitali anche con la forza” agli ospiti nei centri di identificazione.

L’odierno intervento di Obama mirato a “rinfrancare” la sua opinione pubblica traumatizzata dal terrorismo dell’Isis è apertura per Tg1 e titolo per Tg2, Tg5 e Tg La7. Le nuove tensioni nelle acque del Mar Nero tra Mosca ed Ankara sono riprese da tutti i Tg delle 20. Buono il servizio del Tg3 che analizza la strategia dei bombardamenti russi.

Al pressing trasversale delle opposizioni sulla ministra Boschi ed alla creazione del fondo a sostegno degli obbligazionisti delle quattro banche disastrate, vanno le aperture di Tg5 e Tg La7. Per il Tg2 si cominciano ad avere “cifre più chiare” (12.500 i risparmiatori colpiti rispetto ai 130.000 di cui si parlava nei giorni scorsi). Per Mentana si tratta di una partita difficile che può ammettere solo due esiti: le dimissioni di tutto il governo (se la Boschi avesse operato con il favore del premier) o un nulla di fatto, dato come la ministra non può (né deve) pagare per le eventuali responsabilità del padre.

Da segnalare la copertina del Tg5 dedicata ai molti fallimenti dell’amministrazione americana sul tema delle armi, partendo dall’ennesimo omicidio di un cittadino di colore da parte della polizia (video presente su tutti i Tg Mediaset, mentre gli eccessi e i crimini dei poliziotti americani ritornano sui Tg Rai (titolo per Tg3).

Mentre l’arresto di un profugo siriano a Catania permette a Tg4 di proseguire dell’ormai nota campagna contro gli immigrati, Tg2 e Tg3 prendono un’altra strada: il primo segue la cerimonia inter-religiosa a cui centinaia di richiedenti asilo hanno pacificamente presenziato nel di Castelnuovo di Porto, mentre il secondo ci parla dell’omicidio, avvenuto il 4 agosto, di un migrante siriano avvenuto in un piccolo centro del bergamasco, Cologno Al Serio, ad opera di un contadino del posto che lo ha preso a roncolate, ottenendo plauso esplicito da tanti compaesani ed esponenti della politica locale.
Chiudiamo sul vertice di Parigi sul clima conclusosi nel weekend, e di cui torna a parlare soltanto il Tg2, affrontando in diversi servizi gli ultimi anni di politiche italiane sulle rinnovabili, con risultati in chiaroscuro e la paradossale diminuzione, nell’ultima fase, degli incentivi per l’elio o per il fotovoltaico.

 

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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