“Illuminare le periferie del mondo”, venerdì 18 dicembre la presentazione in Fnsi

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***da articolo 21, 11 dicembre 2015 – Venerdì prossimo, 18 dicembre, in concomitanza con la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, la sala “Walter Tobagi” della Fnsi ospita la presentazione del sito http://www.illuminareleperiferie.it, lo strumento scelto dalla rete delle associazioni che aderiscono al progetto “Illuminare le periferie del mondo” per dare luce e voce alle storie troppo spesso ignorate dall’informazione mainstream.
Il sito sarà il luogo dove descrivere la geografia degli oscuramenti, dove riflettere su nuovi modelli di società e di informazione e dove dare ai fatti, alle realtà, alle campagne e ai temi trascurati dei media generalisti la visibilità che meritano.
Il sito sarà dunque il contenitore delle iniziative promosse dalle associazioni che aderiscono al progetto, un progetto che si alimenterà del lavoro sul campo di ognuna delle organizzazioni promotrici.
Alla presentazione parteciperanno i rappresentanti delle diverse realtà che hanno dato vita a “Illuminare le periferie del mondo” e i testimoni di alcune storie che meritano di essere illuminate.
Saranno inoltre proiettati brevi video sul tema delle migrazioni e dell’accoglienza, a sostegno della campagna “#nohatespeech – contro i discorsi d’odio nei media” dell’associazione Carta di Roma, che sarà dunque la prima campagna che la rete si propone di illuminare.
Al termine dell’incontro verranno, infine, rilanciati gli eventi in programma per il 2016.
Appuntamento, dunque, venerdì 18 dicembre alle ore 15 presso la Federazione nazionale della stampa italiana, in corso Vittorio Emanuele II, 349 a Roma.
Aderiscono al progetto “Illuminare le periferie del mondo”: Adepp, Articolo21, Assoprovider, Atlante delle guerre, Carta di Roma, Casagit, Centro Pio La Torre, CIPSI, CISP, Comitato 3 ottobre, Confronti, COSPE, FCEI, FNSI, GIULIA, I Siciliani Giovani, Il mondo di Annibale, INPGI, Italians for Darfur, LasciateCIEntrare, Libera informazione, Libertà e giustizia, Medici senza frontiere, Migrare, Noi per i bimbi, Premio Luchetta, Associazione Amici di Roberto Morrione, Rivista San Francesco, Tam Tam, Tavola della pace, UCSI, UsigRai

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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