I numeri del silenzio. I Tg di mercoledì 9 dicembre

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Mentre in tutto il mondo si celebra la Giornata dei diritti umani, un sondaggio di Bloomberg ci avverte che il 65% dell’elettorato repubblicano sarebbe d’accordo con le pazzesche proposte del candidato alla Presidenza degli Stati Uniti, Donald Trump: chiudere internet e vietare l’ingresso negli USA ai mussulmani. Se il Washington Post lo paragona a Benito Mussolini, lui, il re del mattone, continua a insistere, appoggiato anche da un altro miliardario, il guru dei media (Fox, Sky) Rupert Murdoch. “Ho grande rispetto e amore per i musulmani, ripete, ma dobbiamo fare la cosa giusta” (nandocan).

***di Luca BaldazziLa strage silenziosa sulla tratta del Mare Egeo, con le sei vittime di ieri e le 11 di oggi, riaffiora nei Tg di serata guadagnando titoli su tutte le testate e l’apertura su Tg1 e Tg3. A spiccare nei servizi i dati odierni della Fondazione Migrantes, che denunciano come i morti nelle traversate del Mediterraneo siano raddoppiati dal 2014: 3.200 annegati, tra i quali 700 bambini; una “strage degli innocenti” (Tg4) capace almeno oggi di imporsi anche su testate che, nelle settimane precedenti, avevano completamente ignorato le notizie sul fronte degli sbarchi. Le avvisaglie di una possibile procedura contro l’Italia avviata dall’UE per il mancato rispetto delle procedure di registrazione viene affrontata con più accuratezza dal Tg1, che riprende la risposta irata (e scontenta) del ministro Alfano.

Rimanendo in tema, segnaliamo il titolo dedicato da Tg La7 (servizio per Tg5) allo sconcertante sondaggio che attesterebbe come gli slogan del candidato repubblicano Donald Trump – “Chiudiamo le porte agli islamici. Internet va chiusa” – abbiano incontrato il consenso della maggioranza assoluta degli intervistati, tra lo sconcerto dei suoi stessi colleghi di partito.

Ad un giorno dall’aperture del Giubileo della Misericordia, i Tg Rai titolano sulle dichiarazioni odierne di Papa Francesco (servizio per il Tg5), che ribadisce che la Chiesa ha “bisogno” di misurarsi e riflettere sul tema della “misericordia”: un bisogno condivisibile per credenti e laici, ma anche espressione della solitudine del Papa . Di rilievo il commento di Massimo Cacciari, ospite al Tg3, che riflette come l’apparentemente “banale” invito del Pontefice sia rivolto tanto verso un’Europa che si mostra tuttora incapace, o forse indifferente, verso i bisognosi (leggi l’odierna tragedia del mare) ma anche prevenuta verso il mondo islamico moderato che rifiuta l’estremismo radicale e il terrorismo stragista.

Grande spazio tra le scalette di stasera alle polemiche sulle misure attuate dal governo per venire incontro agli oltre 130.000 risparmiatori lesi a seguito del salvataggio delle 4 banche operato con un intervento del governo: apertura per Tg4 e Tg La7, titoli per Tg1 e Tg3. Tra le analisi e le testimonianze di correntisti invitati (o indotti) a sottoscrivere obbligazioni “pericolose” e che hanno perso i propri risparmi, i servizi di La7 sono i soli ad inquadrare le similitudini tra la vicenda presente e lo scandalo Parmalat, osservando come “La storia ha – evidentemente – insegnato poco”. Da segnalare la copertura del Tg4, incentrata su di un risparmiatore 70enne suicida che si sarebbe tolto la vita perché “beffato dal salva-banche”. Le opposizioni di Bruxelles alle misure proposte dal ministro Padoan per venire incontro ai correntisti figurano sui Tg Rai mentre rimangono sotto traccia su quelli Mediaset.

“La realtà è che siamo in guerra”: le dichiarazioni dal capo del Pentagono Ash Carter ed i commenti “sfuggiti” al Presidente Putin che nel corso di un colloquio ha ricordato che i missili con cui le forze russe stanno bombardano le basi Isis a Raqqa potrebbero, potenzialmente, venir armati anche con testate nucleari, ottengono ampie coperture e l’apertura per Tg2 e Tg5.

Tra i tanti temi di una giornata amica di notizie fa di nuovo capolino anche la politica interna. Tutte le testate documentano la possibile ripartenza di un improbabile cantiere del centrosinistra, dove prevalgono però gli scontri pre-primarie e, quindi, gli inviti dei sindaci di Milano, Cagliari e Genova per una sinistra unita contro la destra estremista e i populismi sembrano cadere nel vuoto. Le posizioni di un Salvini “al comando” che rivendica la guida del centrodestra figurano sui Tg Rai e La7, mentre non casualmente latitano sulle testate di Cologno Monzese.

Gli appelli del Presidente della Repubblica Mattarella durante la Giornata Mondiale Onu contro la corruzione figurano nell’informazione di serata esclusivamente a fine edizione nelle testate Rai.

Riportiamo in chiusura come, stasera, molti telegiornali abbiamo dedicato titoli e servizi sull’emergenza smog che si prefigura nel milanese. Per converso, gli sviluppi del vertice di Parigi che si concluderà questo venerdì sono oggetto d’approfondimento solo su Tg2, che vi dedica due ampli servizi.

 

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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