Giordano come Belpietro: dagli all’islamico!I Tg di giovedì 3 dicembre

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Le ragioni per cui il direttore di Tg4 rivaleggia con Belpietro nell’insultare l’Islam sono in definitiva le stesse per cui scompare dalle testate serali dei tg il vertice sul clima. Un giornalismo non abbastanza libero e adulto per scegliere e raccontare autonomamente fatti e notizie con criterio professionale.   Analogamente ai politici di riferimento, prima imboniscono il loro pubblico e poi lo accontentano offrendo loro solo quello che hanno imparato a sentirsi dire, in un circolo vizioso di omissioni e di falsità (nandocan)

***di Luca BaldazziLa strage di ieri in California si impone nelle aperture di tutte le testate che, tra collegamenti e servizi, dedicano anche più di un terzo delle edizioni (5 servizi per Tg3). Nulla è stato ancora chiarito, ma le notizie che filtrano di ora in ora portano i Tg delle 20 a non escludere l’ipotesi del movente terroristico islamista. Obama poco prima si era espresso negli stessi termini. Chi non ha dubbi ma solo certezze è, invece, Tg4, che titola letteralmente ” Strage in California: gli islamici festeggiano. E’ stato un inferno voluto da Allah”. La sicumera anti islamica conferisce, dunque, capacità divinatorie per una strage che (come ammette contraddicendosi il conduttore), al momento, non è stata ancora rivendicata da alcun gruppo estremista. Dopo “Bastardi islamici” di Libero, un altro titolo che, ci auguriamo, sarà “attenzionato” da Carta di Roma e dagli organismi della professione giornalistica, anche stasera si manifesta, dunque, la tendenza radicata nei servizi del Tg di Mario Giordano di equiparare gli islamici ai terroristi. Lo sfogo di Obama che in meno di un mese torna per la terza volta a denunciare la mancanza di adeguati controlli sulle armi in America, si accompagna sulle principali testate a schede che evidenziano come le armi da fuoco negli USA abbiano prodotto 355 “sparatorie di massa” nel solo 2015 (Tg1).

Scalzato dalle aperture occupate dall’inizio della settimana, il conflitto tra Mosca ed Ankara resta alto su tutte le testate (secondo o terzo titolo per Tg1, Tg3, Tg5 e Tg La7). Buone le coperture di Tg3 e Tg La7 che, oltre ad evidenziare che durante l’odierno discorso di Putin alla nazione il presidente russo ha comunque rassicurato che contro la Turchia non saranno “brandite le armi”, riprendono la risposta di Erdogan che accusa a sua volta la Russia di far affari con i terroristi, con tanto di nomi e complici (in parte identificati da Tg La7).

L’intervento di Draghi che terrà aperti fino al 2017 i rubinetti della Bce per favorire la ripresa, sembra interessare relativamente i Tg di serata, che se ne occupano a metà edizione (titoli solo per Tg1, Tg3 e Tg La7). Maggiore copertura ottengono i dati Bankitalia sui redditi delle famiglie non più in calo, e quelli dell’Inps sulle pensioni, definite “sempre più magre”. Buona la copertina di Tg5, che riprendendo le recenti valutazioni Ocse sull’altissima spesa pensionistica italiana, cerca di conciliarle con altri dati per nulla rassicuranti (un 40% dei pensionati che prende sotto i 1.000 euro). In controtendenza Mentana parla invece di “poveri pensionati, ma non pensionati poveri”, spiegando che se la fascia di popolazione tra i 18 ed i 35 anni ha perduto il 50% della sua ricchezza, quella degli over 65 sembrerebbe invece averla conservata per intero.

La giornata mondiale della disabilità, con l’intervento del Presidente Mattarella che ribadisce il dovere delle istituzioni di abbattere qualunque barriera sia architettonica che culturale che impoverisce la vita degli oltre 3 milioni di disabili italiani, trova spazio soltanto sui Tg Rai, e produce un buon approfondimento su Tg2.

L’ennesima votazione a vuoto per l’elezione dei componenti a nomina parlamentare della Consulta è presente sui Tg delle 20, tutti concordi a vario titolo nel definire questa vicenda “una vergogna”. Analogo spazio ricevono stasera gli aggiornamenti sullo scandalo doping che solo ieri sembrava aver travolto l’elite dell’atletica italiana, ma che stando agli interventi dei massimi dirigenti dello sport nazionale sarebbe semplicemente frutto di irregolarità solo formali e malfunzionamenti dei sistemi di controllo.

Lo avevamo temuto, e così è stato: al quarto giorno dalla sua apertura, il vertice sul clima a Parigi è quasi completamente scomparso dall’informazione televisiva serale, con l’eccezione di un servizio del Tg2.

Sempre Tg2 merita un plauso anche per un approfondimento molto interessante sulle difficoltà di una Francia che, a 20 giorni dagli attentati di Parigi, si interroga sulle ragioni endogene che hanno provocato lo sviluppo di cellule di fondamentalismo islamico nelle periferie delle sue città. Buone interviste e, una volta tanto, “ragionamenti” non prodotti dall’ansia e dalla pancia.

 

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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