Il sultano e lo zar. I Tg di mercoledì 2 dicembre

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Noto che Baldazzi junior insiste molto nel rilevare la “singolarità” del tg4, che si dimostra vicino alle posizioni della Lega così come altre testate simpatizzano con quelle del governo. In attesa che si compia il miracolo di una doverosa autonomia da parte di tutti, debbo dire che nel caso delle rilevazioni statistiche e soprattutto del significato e dell’enfasi che vengono loro assegnate un po’ di scetticismo è ampiamente giustificato dai precedenti, che nel caso dell’occupazione hanno a volte sfiorato la falsificazione (nandocan).

***di Luca BaldazziLe gravissime accuse lanciate dal ministero della difesa russo che denunciano traffici di petrolio tra la Turchia e lo Stato Islamico gestiti da parenti dello stesso presidente turco Erdogan, sono l’apertura per tutte le testate (eccetto Studio Aperto). Diversi gli atteggiamenti dell’informazione di serata verso una conferenza stampa dai toni d’altri tempi che contrappongono due recenti super alleati, il Sultano e lo Zar (come li definisce Tg3). Tg4 è lapidario nel preannunciare un’escalation inevitabile. Posizioni più sfumate vengono assunte dalle ammiraglie Rai e Mediaset, che riportano il sostegno del Pentagono alla linea di Erdogan, che respinge tutte le accuse. Tg3 e Tg La7 presentano degli approfondimenti che non mancano di illuminare le evidenti ambiguità di Ankara nei territori di poco oltre i suoi confini.

L’invito della Nato alla piccola Repubblica balcanica del Montenegro per un ingresso nell’Alleanza Atlantica viene registrato dai Tg Rai e Tg5 come una sorta di “provocazione” alla Russia, cui seguiranno, senza dubbio, ulteriori reazioni. 

Le tensioni tra Mosca ed Ankara vengono inquadrate da tutte le testate come il maggior ostacolo alla lotta contro l’Isis. Tg1 e Tg La7 documentano fin dai titoli l’adesione ufficiale della Germania e del Regno Unito alla coalizione militare anti-califfato. Alto sui Tg Mediaset l’appello a tutto campo dell’ex premier Berlusconi che ribadisce come una risposta comune contro il terrorismo dovrà includere necessariamente anche la Russia.
Schiacciate in secondo piano, come di consueto in queste giornate di grandi manovre internazionali, le notizie di politica. La 29esima votazione per l’elezione dei 3 giudici costituzionali dopo 17 mesi di stallo (e che già prefigura l’ennesima fumata nera) compare a fine edizione su tutte le testate. Maggior spazio ottiene il dibattito nel centro sinistra sulle eventuali primarie per le elezioni dei sindaci in primavera, mentre le divisioni interne al gruppo parlamentare di Forza Italia, con la leadership di Brunetta alla Camera, trovano menzione solo su Tg3 e Tg La7.

I dati Istat sulla maggiore fiducia nella ripresa e le previsioni di Confcommercio che annunciano un aumento dei consumi (il primo dopo 7 anni) in vista delle feste natalizie, sono ripresi da tutte le testate. Singolare la copertura di Tg4 che, sin dal titolo, accompagna le rilevazioni statistiche con uno scettico “ma sarà vero?”. Sempre su Tg4 continuano le attenzioni alle moschee “estremiste” nel nostro Paese: stasera il terrorismo si nasconderebbe a Trieste, dove una associazione islamica avrebbe, “nel silenzio”, acquistato un palazzo nel centro della città per farne una moschea, provocando l’inquietudine della cittadinanza. Non vanno bene, quindi, ne’ le moschee “abusive”, ne’ quelle “ufficiali”.
Segnaliamo l’attenzione delle tre testate Mediaset alla tematica del cyberbullismo, con la notizia dell’iniziativa di un preside di una scuola media di Parma che ha deciso di rendere pubblici ai genitori i post aggressivi scritti da alcuni dei loro figli contro diversi compagni “vittime”.
La notizia di un nuovo, pesantissimo scandalo doping in vista delle Olimpiadi di Rio 2016 che questa volta vedrebbe coinvolti 26 atleti italiani per aver omesso i controlli, occupa i titoli di Tg2, Tg3 e Tg La7, con Mentana che parla apertamente di una “mazzata” per l’atletica leggera italiana.
La conferenza per il Clima è ancora in corso a Parigi, ma risulta già praticamente scomparsa dalle scalette dei Tg. Questa sera ad occuparsene è il solo Tg3 che ci presenta un interessante servizio sugli effetti a lungo termine dell’aumento delle temperature oceaniche e sul progressivo shift dei consumi energetici globali negli ultimi e nei prossimi decenni.
Chiudiamo con la segnalazione che il Tg2 riesce a dare in extremis della sparatoria in California, dopo aver dedicato un buon approfondimento al tema della “sanità difensiva” e della crisi delle specializzazioni in chirurgia causate dai rischi legali che molti medici incontrano.

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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