Vai alla barra degli strumenti

Cambio di clima? I Tg di lunedì 30 novembre

Schermata 2015-12-01 a 00.31.25

 ***di Lorenzo Coletta“Una giornata di alta diplomazia, nel bene e nel male”: così Mentana presenta l’inizio del vertice dei 150 paesi a Parigi sul clima; l’incontro è inevitabilmente in apertura per sei dei sette Tg, e sempre secondo il direttore di Tg La7 è servito da cornice – almeno oggi – per parlare, paradossalmente, di tutto fuorché del clima. Per i Tg non è andata così, perché agli interventi degli “inquinatori pentiti” (così Obama ha definito alcuni rappresentanti dei paesi partecipanti) hanno affiancato numerose coperture ed approfondimenti. Molte le schede riguardanti la situazione italiana, con i dati allarmanti che vedono la Pianura Padana la regione più inquinata d’Europa. Segnaliamo come il Tg5, oltre a definire il summit “ultima chiamata per salvare il Pianeta”, dedichi anche un titolo sulla catastrofe ambientale tutt’ora in corso in Brasile (lo sversamento di milioni di litri di fango tossico nell’Atlantico), della quale il resto dell’informazione televisiva non fa menzione alcuna.

Come accennavamo, a rubare la scena alle tematiche ambientali stasera è il vis a vis, stavolta a porte chiuse, tra Putin ed Obama sul destino della Siria (secondo e terzo titolo per tutte le edizioni). Per Obama Assad deve lasciare. TgLa7 indica nell’abbandono del leader siriano la condizione indispensabile per la formazione di una vera coalizione insieme alla Russia contro l’Isis. Il mancato incontro tra Erdogan e Putin, e le accuse del presidente Russo alla Turchia di aver abbattuto il jet per coprire i propri traffici di petrolio con il Daesh, sono secondo il Tg3 un duro colpo alla credibilità internazionale appena riguadagnata da Ankara dopo l’incontro di domenica sui profughi. Segnaliamo un buon servizio del Tg4 che, senza troppo allarmismo, evidenzia fin dai titoli che i centri di comando dell’Isis stanno abbandonando le zone siriane bombardate per convergere sulle coste libiche nei pressi di Sirte, a soli 300 km da Lampedusa (notizia ripresa anche dal Tg3).

La chiusura dello storico viaggio di Papa Francesco che ha ufficialmente dato inizio al Giubileo presso la basilica di Bangui in Centrafrica, è titolo per tutte le testate. I Tg Rai dedicano ampio spazio agli incontri del Pontefice e alle sue preghiere comuni con l’imam di Bangui all’interno di una moschea, mentre su Mediaset prevalgono le coperture da studio.

Molta l’attenzione anche per la seconda udienza del nuovo caso Vatileaks: servizi discreti per tutte le testate, con il solo Tg4 che si perde nei risvolti pruriginosi di una vicenda dal carattere assai diverso.

I dati Istat sulla deflazione compaiono solo su Tg La7 (titolo) accompagnati dalle preoccupazioni di Mentana, che li presenta come il fallimento delle politiche monetarie di Draghi. Su Tg1, invece, il ministro Padoan conferma che la crescita dello 0,9% sarà mantenuta a fine anno, nonostante il clima di paura dovuto agli attentati. Tg4 titola di un dicembre “delle tasse”, parlando di una “stangata da 12 miliardi” e presentando un servizio sul paventato “bollo di circolazione per le biciclette” (ovviamente voluto dal Pd).

Lo “scandalo” dell’istituto comprensivo di Rozzano (Ml), esploso lo scorso venerdì, continua anche stasera a raccogliere titoli (Tg1 e Tg La7) e servizi su tutte le testate, sostanzialmente concordi nel definire l’evento (Tg4) una “ressa di telecamere e passerelle di politici” (leggi Salvini, Gelmini e La Russa). I Tg Rai e La7 presentano anche la lettera del dirigente scolastico dimissionario che parla di “polemiche ingigantite dalla stampa”. L’emergenza rifiuti a Livorno, con la giunta M5S sotto attacco da esponenti Pd, è invece titolo per Tg1, Tg5, Tg6 e Tg La7.

I dati allarmati delle morti sul lavoro, cresciute di oltre 100 unità dal 2014 al 2015 (729 sino ad ottobre) a dispetto di un minor numero di incidenti, sono trattati solo dal Tg2. Sempre il Tg2 affronta con Tg5, che vi dedica la sua copertina, l’annuncio del Giappone di voler riprendere la caccia alle balene in Antartide.

 

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: