Tutti insieme, cautamente. I Tg di giovedì 26 novembre

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***di Lorenzo ColettaL’allargarsi della coalizione anti-Isis che oggi registra l’adesione della Germania, dopo quella del Regno Unito (data in diretta dal Tg La7) occupa le aperture di quasi tutte le testate. L’appoggio del Bundenstag che s’impegna ad offrire “supporto logistico” alle operazioni franco-russe rafforza l’idea di un fronte anti-terrorismo che non si esprime esclusivamente nell’intervento militare. Le parole del presidente del Consiglio Renzi, pronunciate nell’incontro con Hollande a Parigi, ribadiscono questa linea “cauta” e sono meglio approfondite dai Tg Rai, che inoltre ricordano come il naturale fronte italiano della guerra all’Isis sarebbe la Libia. Le nuove misure sulla sicurezza annunciate dal Ministro Orlando trovano maggior spazio sulle testate del servizio pubblico. Ma a pesare maggiormente su quella che Mentana ha chiamato “una difficile giornata di diplomazia internazionale” resta la tensione tra Russia e Turchia, con le “aperture” velate di Erdogan che vengono nettamente rifiutate dal silenzio del Cremlino.

Le azioni antiterrorismo condotte in mezza Europa (gli arresti in Germania, l’allarme antrace in una moschea di Bruxelles) restano molto alte su tutte testate. Non mancano, stasera, anche alcune riflessioni sugli effetti prodotti da questo prolungato clima d’apprensione: Tg2, Tg3 e Tg5 (che vi dedica la copertina) si soffermano sulle piazze svuotate e sulla generale inquietudine dei cittadini metropolitani nel trascorrere le proprie giornate in luoghi pubblici; sempre Tg5 riporta le segnalazioni del Presidente degli Industriali Squinzi che denuncia gli effetti negativi già percepibili sulla ripresa economica in conseguenza delle tensioni Internazionali.

Prosegue indefessa la campagna con cui Tg4 “illumina” le comunità islamiche italiane, i cui esponenti vengono presentati come “estremisti” anche quando appaiono palesemente moderati. Quasi assente dall’informazione serale un altro tipo di estremismo: le minacce xenofobe e gli attacchi vandalici condotti da alcuni gruppi skinheads veneti contro le sedi della Caritas e del PD “ree”di aver favorito “un’invasione pianificata di orde di immigrati extracomunitari” (servizio solo per il Tg1). Tg La7, invece, è l’unico a titolare sulla notizia di una legge comunale in via di approvazione a Varese che, vieta alle donne musulmane di portare il velo integrale in luoghi pubblici. A commento del servizio Mentana parla di “islamofobia” e “scontro di civiltà contro molte ruggini”, ricordando però anche come un divieto simile sia, a tutti gli effetti, in vigore vigore in Italia dal 1975.

Le coperture del viaggio di Papa Francesco in Kenya sono titolo per i Tg Rai e per Tg5. Gli appelli del Pontefice finiscono, tuttavia, con l’essere messi in secondo piano dalle intercettazioni “piccanti” nell’ambito dell’inchiesta sul nuovo Vatileaks (Tg4 e Studio Aperto) e, paradossalmente, dalla pubblicità al film sulla vita di Papa Bergoglio (Mediaset e Tg1).

La notizia delle indagini per “sequestro di persona” che coinvolgono 7 ufficiali nell’ambito dell’inchiesta sull’espulsione nel 2013 di Alma Shalabayeva, moglie del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov, compare solo sul Tg1 come breve da studio.

Il “lifting della Capitale” – così Mentana si riferisce all’ordinanza del Commissario Tronca che ha vietato la presenza di centurioni ed ambulanti davanti al Colosseo – riporta in auge tra i Tg l’attenzione per la Capitale a dieci giorni dal Giubileo. Per Tg3 e Tg5 si tratta di un intervento apprezzabile, anche se rappresenta comunque una goccia nel mare. Più dissacrante Tg4, che la butta “in caciara”, parlando di provvedimenti ridicoli, che non serviranno, certo, a fermare i terroristi dell’Isis.

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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