L’Europa, i profughi e il 2101. I Tg di giovedì 12 novembre

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Mentre il PD appare scosso dallo scandalo in cui affonda il governatore De Luca e in imbarazzo per una nuova accusa di tradimento del patto del nazareno rivolta da Berlusconi a Renzi nello studio di Vespa, il segretario premier moltiplica le ostentazioni di un ottimismo che appare sempre più di maniera (nandocan).

***di Lorenzo Coletta – La chiusura del vertice di Malta, che rende evidente come finora le politiche di gestione dei migranti sono state un fallimento, è alta per le testate Rai e La7, mentre è completamente assente su Mediaset. Tutti i Tg rilanciano la frustrazione di Junker per gli enormi ritardi nei piani di ricollocamento dei profughi, che se mantenessero questo ritmo “si concluderebbero nel 2101”. L’ammiraglia Rai raccoglie le dichiarazioni di Renzi che parla, invece, di un “bicchiere più che mezzo pieno”. Sono Tg3 e Tg La7 a presentare le migliori coperture, trattando della nuova emergenza alle frontiere di Slovenia, Croazia e Svezia.

I 17 arresti compiuti in diversi paesi europei nell’ambito di un’inchiesta che ha sgominato una cellula jihadista con sede a Merano, sono apertura per 4 dei 7 Tg. Tg1 vi dedica 3 servizi, mentre Tg5 riflette sulla condizione che vede l’Italia ospitare “campi d’allenamento” per cellule terroristiche pronte a colpire in altre parti del mondo. Tg La7 snobba la notizia, mentre è l’unico tra i Tg delle 20 a dedicare un ampio servizio al grave attentato a Beirut, ripreso da Tg2 e lanciato dal Tg3 da studio alle 19.20.

Gli sviluppi dello scandalo che coinvolge il Governatore della Campania De Luca sono anche oggi titolo per quasi tutti e occupano più di mezza edizione del TgLa7, che propone in esclusiva i testi delle intercettazioni che vedrebbero coinvolti il braccio destro di De Luca e il marito del magistrato Scognamiglio. Mentana sottolinea la gravità della vicenda e le possibili responsabilità di De Luca, mentre Tg2 si dimostra decisamente più “garantista”. Ampio spazio alle polemiche politiche scaturite a seguito dello scandalo – definite da Mentana “Il bagno di sangue” – con un Pd scosso all’interno e un’opposizione all’attacco.

Il ritorno di Berlusconi nel salotto di Bruno Vespa trova spazio soprattutto sui Tg Rai, che possono contare sulle immagini in esclusiva. Tra le molte dichiarazioni dell’ex premier, la notizia di un presunto “tradimento” di Renzi sul patto del Nazareno in merito alla promessa modifica della legge Severino, non trova molta eco sui Tg Mediaset, mentre il Tg2 gli dedica un titolo. La risposta del Pd, che nega ogni accusa è invece lanciata da Tg La7, con Mentana che legge in diretta la dichiarazione del vicesegretario Guerini.

La “gettonopoli” dei consiglieri comunali messinesi, rei di aver sottratto oltre un milione di euro in gettoni di presenza per riunioni a cui partecipavano nel migliore dei casi per pochi minuti, è l’ennesimo scandalo che si abbatte sulla città, da 18 giorni senza acqua. Massima l’attenzione per i Tg Mediaset, che si indignano ancora di più per le rivelazioni sui soldi della questua rubati dall’ex abate di Montecassino e spesi tra viaggi e droga (doppio servizio per tutte le reti).

Il dodicesimo anniversario della strage di Nassirya in cui morirono 19 militari italiani è ricordato da quasi tutti i Tg e titolo per Tg5.

Vogliamo chiudere questa sera sull’accorato editoriale di Paolo Liguori che, a commento della vicenda assai “stravagante” di una scolaresca fiorentina elementare a cui è stata vietata la visita di una mostra di arte sacra dal preside per “non urtare la suscettibilità delle famiglie non cattoliche” per la presenza dei crocifissi (secondo titolo per Tg4), ha sparato a zero sia sul dirigente scolastico, definito “ testa di… formica”, sia in generale su tutti “i laici, specie quelli di sinistra, che sono malati”.
Lorenzo Coletta

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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