Corruzione per induzione? I Tg di mercoledì 11 novembre

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Se le testate mediaset tacciono per abitudine sulle dichiarazioni del presidente Mattarella, la cui elezione ha posto fine al patto del nazareno, qualcuno potrebbe sospettare che il proprietario editore abbia diramato una circolare in proposito. (nandocan) 

***di Luca BaldazziL’ inchiesta che coinvolge il Presidente della Regione Campania De Luca, accusato di un reato difficile quasi da pronunciare, “corruzione per induzione”, per aver ceduto ad un ricatto del marito della giudice responsabile della sospensione della sua “sospensione” mediante legge Severino, è l’apertura per Tg1, Tg3 e Tg La7. Una vicenda complessa e difficile da sintetizzare, e che si traduce in coperture molto diverse; TgLa7 dà il maggior spazio alle repliche di De Luca, che nella conferenza stampa molto tesa ma non scevra da accenti “alla Crozza”, si professa parte lesa, ma è anche quello più “duro” con Il Governatore; più neutrali i Tg Rai, che raccolgono le reazioni di maggioranza ed opposizioni; i Tg Mediaset gongolano per la nuova “tegola” caduta sul Pd, con Tg4 che confeziona il consueto servizio dissacrante sul governatore campano, tirando poi in ballo Renzi e i nomi (Marino, De Girolamo, Lupi) di quanti, a differenza di De Luca, non sarebbero stati difesi dal premier.

Con l’apertura del vertice euro-africano di più di 60 paesi a Malta e la nuova tragedia davanti alle isole greche, riaffiora nei Tg l’attenzione per i disperati della rotta balcanica, che da alcuni giorni non compariva nell’informazione di serata. Apertura per Tg2, titoli per i Tg Rai e La7. Tra le coperture offerte da segnalare quelle di Tg3 e Tg La7; la prima inquadra le difficoltà della Merkel all’interno del suo stesso governo rispetto alle forti aperture nelle politiche d’accoglienza; la seconda indaga le (molte) contraddizioni della politica europea verso l’Africa: quasi nessun paese vuole mettere sul piatto soldi veri. Sempre Mentana da studio ci informa che la Corte costituzionale spagnola ha rigettato la mozione con la quale il parlamento di Barcellona aveva avviato il processo di secessione.

Le critiche di Renzi alla sinistra ex Pd contenute in un’intervista al quotidiano Die Welt, sono nei titoli di Tg3 e Tg La7. Più interessante per il Tg5 il giudizio critico del presidente del Consiglio sulle politiche di austerità propugnate da Berlino. Tg1 sceglie invece di titolare sulla lettera inviata dal premier ai professori neoassunti nella seconda tranche del piano Buona Scuola.

L’ultima tappa della trasferta asiatica del Presidente Mattarella che, in visita alle nostre forze armate impegnate in azioni di antipirateria nell’Oceano Indiano, ha ricordato i nostri maro’ è – come di consueto – appannaggio esclusivo delle testate Rai. Lo stesso vale per l’odierna sentenza della Consulta che demolisce un ulteriore frammento della legge 40, autorizzando la selezione degli embrioni pre-inpianto in caso di serie patologie.

La Chiesa ottiene come (quasi) ogni sera ampio spazio grazie alle odierne parole di Francesco (questa volta sul desco familiare e contro il consumismo più sfrenato), ma anche all’ex Abate di Monte Cassino cui è stato sequestrato più di mezzo milione di euro proveniente dai fondi dell’Abbazia e da quelli per le opere di carità. Si aggiunge poi, ripresa dai Tg delle 20, la notizia di Nuzzi e Fittipaldi indagati dalla giustizia vaticana per la pubblicazione di “atti riservati”. Mentana si schiera nettamente: i giornalisti devono pubblicare ciò di cui vengono a conoscenza.

La campagna securitaria di Mediaset prosegue alla grande, e non è appannaggio esclusivo di Tg4 e Studio Aperto. Alla morte dell’anziana a seguito delle percosse da parte di “2 ventenni romeni” il Tg5 dedica la copertina, così come ai dati sull’aumento dei furti negli appartamenti e ai caroselli con i cittadini spaventati che si dicono “pronti a sparare”.

 

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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