Poveri e faraoni. I Tg di venerdì 6 novembre

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***di Luca BaldazziLe odierne dichiarazioni del Papa sono lanciate alte dai Tg Mediaset e presenti su tutti. Tg5 interpella nuovamente lo scrittore Nuzzi che ritorna sulle malefatte dello Ior. Tg2 propone invece un’intervista al Cardinal Bagnasco che assicura che il Papa non è lasciato solo e privo di sostegno. Il cristiano che vive come un faraone non è un buon cristiano. Una cosa pare certa: le rivelazioni di Nuzzi e Fittipaldi non sembrano disturbare Francesco.

Apertura per i Tg Rai sulla tragedia aerea in Sinai, con Mosca che avvalora dopo giorni di incertezza l’ipotesi dell’attentato e blocca i voli delle compagnie russe sopra ai cieli egiziani. Grande spazio ed attenzione alle decine di migliaia di stranieri tuttora bloccati nell’aeroporto di Sharm. Tg4 titola su di “un mondo in ostaggio del terrorismo”, parlando di “turisti nel mirino” e riepilogando i tanti luoghi vacanzieri (le spiagge di Tunisi, il museo del Bardo) “violati” dalla mano dell’Isis e di Al Qaeda. La7 riflette in un servizio sui tre gravi disastri aerei dell’ultimo anno.

Il varo del decreto Salva Regioni, che sembra mettere una pietra sopra alle polemiche con il governo degli scorsi giorni, viene registrato dai Tg di serata senza eccessivi clamori; Tg La7 offre il miglior riepilogo della vicenda; polemico Tg4, che se fino all’altro ieri si era fatto alfiere delle esigenze delle regioni del nord, stasera attacca il privilegio di poter spalmare in 30 anni il loro debito, di cui i cittadini privati “non potrebbero mai godere”. Sempre riguardo alla legge di stabilità, Tg5 ci assicura che le proposte avanzate nei giorni scorsi dal presidente Inps Boeri non piacciono a nessuno, ed azzarda una sua prossima rimozione dall’incarico. La trasferta asiatica del presidente della Repubblica Mattarella trova titoli e servizi solamente sui Tg Rai.

La nuova emergenza idrica per la città di Messina, la terza in 10 giorni, guadagna l’apertura di Tg La7 mentre rimane a mezza edizione per gli altri. Mentana parla dalla conduzione di “un vero scandalo”, rimarcando come l’annuncio dello stato d’emergenza, giunto solo oggi, suoni alquanto tardivo. Sempre il direttore/conduttore affianca alla gravissima situazione del capoluogo siciliano le odierne dichiarazioni del premier Renzi sul Ponte sullo Stretto, riprese brevemente dagli altri Tg. Per Mentana (primo titolo) parlare in questi giorni del Ponte “stride assai”, avvalorando le posizioni di chi accusa Renzi di un “berlusconismo galoppante”.

Segnaliamo la copertina di Tg5, dedicata alla morte di Ermes Mattielli, 62enne vicentino 
condannato per aver sparato 14 colpi e gravemente ferito 2 nomadi che stavano rubando nel suo deposito rottami. Condannato a più di 5 anni, era diventato un’icona della destra (politica e nell’informazione) e una bandiera di Salvini. La notizia è tragica ed è stata presente anche ieri sui Tg Mediaset, che da giorni inquadravano il caso, elevato a simbolo di una ingiusta persecuzione. “I giudici lo hanno fatto morire”, “giustizia malata”: questo il messaggio rilanciato stasera in apertura dall’Ammiraglia Mediaset, che sembra così “accompagnare” il processo che ha portato Berlusconi a decidere l’abbraccio con la Lega di domenica a Bologna. L’abdicazione dell’ex leader del centro destra a vantaggio di Salvini è ben illuminata dai Tg Rai, e ovviamente assente per Cologno Monzese.

La sconfitta della disoccupazione negli USA , con il tasso che scende al 5%, è titolo solo per Tg La7 e servizio per Tg2.

Segnaliamo stasera un buon approfondimento del Tg1 da Taormina, luogo di storia, sogno e cultura minacciato da processi di erosione, il cui sindaco ha chiesto l’aiuto dello Stato perché con i suoi poteri e le sue risorse non può fare nulla per scongiurare queste emergenze sul nascere.

 

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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