– 130. I Tg di giovedì 5 novembre

Schermata 2015-11-05 alle 22.53.21

 ***di Luca BaldazziSono 130 le udienze già programmate da qui al prossimo luglio nel processo “Mafia-Capitale”, cominciato oggi a Roma. I Tg si mostrano agguerriti e pronti a gestire l’evento di cronaca giudiziaria dell’anno (aperture per i Tg Rai, nei titoli per tutti), con Tg La7 che annota come nell’aula si contassero più giornalisti che imputati, avvocati e magistrati.

Quasi tutte le testate offrono efficaci ricostruzioni di un anno di indagini; sempre Tg La7 e Tg2 si soffermano sulla presenza in aula di Luca Odevaine, uno dei maggiori imputati che, ad appena 48 ore dalla concessione degli arresti domiciliari, ha voluto rimarcare che “la mafia a Roma non esiste”. Odevaine, che (ndr) sembra essere uscito dal paese delle meraviglie, per Mentana non è’ escluso che possa, a questo punto, rientrare presto in carcere per violazione degli obblighi di un imputato appena rilasciato. Non banale il servizio di Tg4 che ci fa vedere come i campi rom capitolini, oggetto degli appalti manipolati da Buzzi e Carminati e tra le loro prime fonti di lucro, continuano ad essere abbandonati al degrado.

“Non per cassa, ma per equità”: questo il nome della proposta di riforma delle pensioni presentata dal presidente Inps Boeri il 5 giugno al governo e di cui oggi è stata resa noto il testo. Le molte misure suggerite, tra cui l’ipotesi di un taglio alle pensioni d’oro (sopra 5.000 euro) per finanziare un reddito minimo per gli ultra 55enni senza reddito, sono apertura per Tg5 e Tg La7. Mentre i Tg Mediaset si mostrano preoccupati che i tagli possano estendersi ad altre categorie di pensionati, solo Tg La7 afferma esplicitamente che siamo alla rottura tra Boeri e Palazzo Chigi, che di fatto ne “boccia” l’intraprendenza e non intende dar corso a quanto prospettato.

I dati Istat che prospettano una crescita superiore a quanto previsto solo qualche mese fa, vengono rilanciati con un certo entusiasmo dai Tg Rai e Tg La7, che riprendono gli interventi di Matteo Renzi e del Presidente Mattarella, dalla sua prima visita in Vietnam. Più restii a trattarne i Tg Mediaset: per Studio Aperto e Tg4 la notizia è non pervenuta; per Tg5, che comunque gli dedica un titolo, è l’odierno intervento di Draghi, che parla di tragica disoccupazione per i giovani, a rubare la scena ai numeri e alle prospettive di crescita.

Il centrodestra che si riunifica sotto la bandiera leghista a Bologna è titolo per 5 Tg su 7. Per Mediaset l’adesione di Berlusconi alla manifestazione “Blocca Italia” rappresenta, come da nota di Arcore, “la svolta per vincere le elezioni”; gli altri Tg parlano invece di tentennamenti nel cerchio magico e tra i residui maggiorenti di Forza Italia, che temono che l’ incontro abbia piuttosto il sapore di una consegna dello scettro del centrodestra a Salvini. Le dichiarazioni odierne di Grillo sul candidato M5S per la guida della Capitale sono appannaggio delle sole testate Rai.

Le ombre sulla tragedia aerea in Sinai, con gli aerei di molte compagnie occidentali bloccati nell’aeroporto di Sharm e le ipotesi sempre più accreditate di un attentato terroristico da parte dell’Isis, sono apertura per Tg4 e restano per gli altri Tg a metà edizione.

Segnaliamo stasera come Tg3 e Tg1 continuino ad occuparsi dell’emergenza profughi che sta interessando le isole greche e in particolare Lesbo, visitata oggi da Schulz e dal premier greco Tsipras.

Tg1 ci racconta del coraggio di una suora palermitana che, oggetto di minacce e violenze, continua a gestire un centro per donne e bambini bisognosi. Rimanendo in Sicilia, Tg2 dedica il suo approfondimento alle condizioni disastrose delle linee di comunicazione (ferrovie, autostrade e strade provinciali) dell’isola. 5 ore per raggiungere Palermo da Trapani. No comment.

 

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
Vai alla barra degli strumenti