Si chiude la vicenda Marino, autogoal del PD. I Tg di venerdì 30 ottobre

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***di Alberto Baldazzi – Mattarella ha affermato oggi, parlando alla platea dei sindaci, che l’Italia non è un malato incurabile, e concordiamo con lui. Ma, certo, nelle stesse ore a Roma l’epilogo della vicenda Marino ha dimostrato che i problemi non mancano e che la salute è quantomeno compromessa. Ancora per una sera tutti i Tg aprono sulla Capitale, a poche ore dalla consegna delle dimissioni dei 26 consiglieri che hanno decretato la fine della giunta Marino e della Consigliatura. La presunta “pugnalata” ricevuta dal partito e le risposte a caldo di Renzi (il mandante), mettono d’accordo tutti i Tg: una volta tanto una cronaca politica condivisa tra Rai, La7 e Mediaset. Tg4 non rinuncia nemmeno stasera alla facile satira “marinata”.

Mentana arriva all’edizione dopo la consueta maratona che ha seguito gli sviluppi del pomeriggio, per cui La7 sembra essere diventata una all news. Tutte le opposizioni, ampiamente e trasversalmente riprese dai Tg, concordano nell’attacco al Pd, solidarizzando con Marino che dopo essere stato trattato come uno zimbello per mesi, per una sera diviene una vittima. Il capolavoro dell’abbinata Pd-Marino, ne siano certi, entrerà nella storia dei più grandi auto goal della politica.

Citavamo Mattarella, autore di un discorso tutt’altro che banale e retorico sulle prospettive del Paese che viene ripreso dalle testate Rai. Va sottolineato che ancora una volta il Presidente della Repubblica “scompare” su Mediaset, quasi che il Quirinale risultasse al momento senza inquilino. Unica citazione quella di Tg5, ma relativa solo alle sue parole sul dramma dei migranti nell’Egeo. A proposito della questione profughi, fa piacere notare che flussi dei Balcani e le vittime dei barconi orientali hanno conquistato spazio. Questa sera se ne occupano tutti i Tg. Non paia maliziosa la notazione secondo cui quando ci si allontana dai confini e dalla polemiche politiche domestiche l’informazione ne guadagna in oggettività e umanità. Mentana ricorda che l’immagine del corpo inanimato del bambino su una spiaggia turca che nel recente passato ha contribuito a scuotere la coscienza europea, è drammaticamente superata dal numero dei tanti minori e neonati scomparsi tra i flutti solo negli ultimi giorni.

Le good news dell’Istat sul (piccolo) calo della disoccupazione sono ampiamente presenti su Rai, La7 ma anche Tg5, mentre si conferma il loro pratico embargo sulle testate minori di Mediaset.
L’attenzione agli esteri è presente solo su La7, Tg2 e Tg3, con le elezioni in Turchia che appaiono decisive per l’evoluzione del quadro mediorientale e l’incontro di Vienna sulla Siria che rappresenta l’inizio di un possibile, tardivo e faticoso percorso di intervento coordinato.

Domane chiude l’Expo. Sono passati 6 medi tondi tondi e, comunque la si voglia vedere, tutto è filato liscio. Ottimi numeri, buona presenza di stranieri, rilevante proiezione internazionale. Se ne ricordano Tg 1 e Tg2 che ospitano in diretta rispettivamente Sala e il ministro Martina. Il tutto condito da buoni servizi.

 

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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