La crisi non c’è più? I Tg di 28 ottobre

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  ***di Luca Baldazzi – A volte “crederci” e’ importante. I confortanti dati Istat sulla fiducia di imprese e consumatori tornata a livelli pre-crisi sono apertura per i Tg Rai, Tg5 e Tg La7. Gli interventi in merito del Presidente della Repubblica Mattarella e del presidente del Consiglio Renzi, nel giorno della prima visita ufficiale di un capo di governo italiano sul suolo cubano, sono presenti sin dai titoli. Stasera è il Tg5 che, a nostro giudizio, offre la migliore sintesi di questi interventi accomunati dalla parola “fiducia”. Segnaliamo questi dettagli perché nei giorni scorsi il Tg di Clemente Mimun aveva, a tutti gli effetti, adottato la linea delle testate sorelle limitando lo spazio delle good news, tra cui le risorse per tagliare l’Ires forse in arrivo con la maggiore flessibilità UE. L’altra faccia del pianeta Mediaset, con Studio Aperto e Tg4 intenti negli scorsi giorni a montare una “emergenza sicurezza” (testuale), anche oggi continua con titoli e servizi dedicati alle periferie pericolose della Capitale (apertura per Studio Aperto), aggressioni in villa e dibattito sulla giustizia “fai da te”. Per questo l’apertura “istituzionale” di Tg5 ci dimostra che si può “dare di più” e fare meglio anche a Cologno Monzese.

La “marineide” continua a trovare spazio ovunque, con Tg4 che vi dedica l’apertura parlando di una vicenda “triste e comica”, cui segue un servizio scanzonato sul “balletto” offerto dal sindaco dimissionario che “mette in crisi il suo stesso partito, che lo osteggia”. Titoli per tutte le testate. Le dichiarazioni di Raffaele Cantone che restituisce a Milano il titolo di “capitale morale” denunciando l’assenza di anticorpi nella Capitale per debellare malaffare e corruzione, divengono ulteriore legna sul fuoco per tutte le testate. Sempre in tema di dissensi interni alla maggioranza, l’uscita del senatore Mineo dalle fila del gruppo Pd è seguita con maggiore attenzione da Tg5 e Tg La7. Mentana è il solo a riprendere le polemiche sugli attacchi di De Luca a Rosi Bindi.

Il passaggio alla Camera delle legge che istituisce il reato di omicidio stradale è titolo per Tg2 e presente sugli altri.

L’attenzione alle tematiche dell’immigrazione si mantiene alta, con Tg4 che titola sull’ennesima “beffa” nel processo di ricollocazione dei 40.000 profughi da distribuirsi nei paesi del nord Europa e che, dopo solo 90 trasferimenti, sembrerebbe destinato a sfarinarsi. Tg5 e Tg La7 riprendono la notizia con gli stessi toni, occupandosi della situazione slovena.
La repressione condotta dal governo Erdogan contro la stampa con la chiusura manu militari di 2 emittenti televisive a pochi giorni dalle elezioni in Turchia, trova spazio solo su Tg3 e Tg2.

Buoni i servizi di Tg1, che si occupa degli ospedali psichiatrici giudiziari chiusi o in via di chiusura, e di Tg5 che ci fa incontrare i preti di strada nominati vescovi da Papa Francesco.

Il Parlamento Europeo ha approvato le procedure semplificate per l’autorizzazione alla circolazione di nuovi alimenti (insetti, nuovi ogm e nanomateriali) sul mercato. La notizia è titolo per Tg4 e Tg5, ma sia i servizi Mediaset che quelli delle altre testate scelgono la facile equazione “l’Europa ci obbliga a sostituire le salsicce con blatte e cavallette fritte”. Copertura meno lacunosa ricevono gli effetti che l’allarme sulle carni cancerogene lanciato dall’Oms sta già registrando nei consumi.

L’approfondimento di Tg2 rifà la storia dei 30 anni di battaglia globale contro l’AIDS.

 

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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