Pistole in diretta Tv. Fuori Buonanno dal Parlamento Ue

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Io ho firmato perché dovrebbe esserci un limite alla competizione sugli ascolti e alle forme più oscene di populismo. Non so a voi, a me preoccupa la facilità con cui da parte di certi esponenti della destra (non ultima Giorgia Meloni a Ballarò) si allarga l’interpretazione delle norme sulla legittima difesa a chi spara (e uccide ) dalla finestra su chiunque cerchi di entrare in casa armato soltanto di una torcia. E non vorrei neppure che con esibizioni volgari come quella di Buonanno l’industria delle armi, così florida anche in Italia, avesse trovato surrettiziamente il modo di farsi pubblicità in televisione. Forse esagero, ma ora che perfino negli Stati Uniti il presidente Obama si è deciso ad aprire una campagna contro il commercio facile di armi più o meno leggere, non vorrei che il brutto vizio di andare in giro sparacchiando per scuole e supermercati prendesse piede anche nel nostro paese (nandocan)

***di , 23 ottobre 2015 – A neanche due mesi di distanza, l’europarlamentare leghista e sindaco di Borgosesia ne ha fatta un’altra. In diretta a SkyTg24, ha sventolato un’arma davanti alle telecamere per illustrare il suo “provvedimento”: un contributo di 250 euro per chi compra una pistola.
Buonanno è un rappresentante delle istituzioni, ci rappresenta in Europa e da 20 anni è sindaco del suo paese. Forse abbiamo sprecato troppe parole, articoli, petizioni per Buonanno, questo australopiteco della politica. Ma sarebbe il caso, da un lato, che i talk show e i programmi di informazione smettessero di invitare chi si presenta davanti alla telecamera impugnando una pistola per inneggiare alla difesa personale. Si perderà magari un punto (di ascolti) e se ne guadagneranno due (di etica e dignità).

In ogni caso, dopo l’ennesimo sconcertante episodio che lo ha visto protagonista è sempre più il caso di chiederne le dimissioni dal Parlamento Europeo.

Qualche settimana fa intervistato da Affaritaliani disse “Se e quando arriveranno dei clandestini dalle mie parti metterò il filo spinato carico di energia elettrica intorno al perimetro del territorio del mio Comune per non farli entrare. Esattamente come si fa con i cinghiali, filo spinato con l’energia elettrica“.

Non è la prima volta che il deputato europeo si lancia in dichiarazioni indegne e disonorevoli per un rappresentante delle istituzioni. Come quando ipotizzò di schedare i gay del Comune da lui amministrato.
Due anni fa raccogliemmo oltre 130mila firme su Change.org per chiedere le dimissioni di Mario Borghezio dal Parlamento europeo in seguito alle offese recate all’ex ministro Cecile Kyenge. Fummo ricevuti a Strasburgo dal presidente Martin Schultz e l’eurogruppo “Europa della libertà e della democrazia” (Efd) lo espulse. Ora Gianluca Buonanno è membro (con lo stesso Borghezio) del gruppo “Europa delle Nazioni e della Libertà” (Enf).Nella nuova petizione che lanciamo su Change.org (e che vi invitiamo a firmare e a far girare) chiediamo al presidente del gruppo di adoperarsi per espellere l’ennesimo europarlamentare istigatore di odio e razzismo.

Ma chiediamo anche ai vertici del Parlamento europeo, soprattutto in questa fase di emergenza internazionale per il dramma dei profughi, di individuare le opportune misure e sanzioni contro l’eurodeputato. Il razzismo e l’odio per le diversità non possono albergare tra i banchi della principale istituzione europea.

La petizione #buonannosetenevai 

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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