La dama nera e un paese in mutande. I Tg di giovedì 22 ottobre

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A proposito dei 195 dipendenti del Comune di Sanremo, Luca Baldazzi scrive di “una radicata politica di assenteismo”. Optando per un uso più appropriato della parola politica, si potrebbe dire che quest’ultima avrebbe il compito di intervenire sulle cause di un fenomeno che si accompagna tradizionalmente all’inefficienza della pubblica amministrazione. E se è vero che l’assenteismo produce inefficienza, è anche vero che una burocrazia spesso ai limiti dell’assurdo, aggiungendosi allo scarso senso del dovere e al cattivo esempio di una classe dirigente corrotta e incapace, contribuisce non poco a demotivare chi è pagato per servire i cittadini e non solo, genericamente, lo Stato.  “‘O pesce fète d’ ‘a capa” dicono i napoletani. Da troppo tempo, in Italia, la disciplina non è più una virtù (nandocan).

***di Luca BaldazziI 10 arresti nell’ambito dell’indagine sulla corruzione all’Anas sono apertura per Tg1, Tg3 e Tg4 e nei titoli per tutti. Nei servizi abbondano le dichiarazioni di uno sconfortato Procuratore Pignatore che parla di “deprimente quotidianità della corruzione”; parimenti inquietanti le riprese della “Dama Nera” Antonella Accroglianò, la dirigente il cui principale lavoro sarebbe stato quello di gestire l’ “ufficio mazzette”, con le reprimende a quei colleghi ugualmente corrotti incapaci di riscuotere per tempo le “ciliegie”, vale a dire le mazzette. Di fronte a questo quadro avvilente i Tg Rai riportano fin dai titoli le dichiarazioni del Presidente Mattarella, rilasciante durante la cerimonia di premiazione dei Cavalieri del Lavoro, e del premier Renzi, presente con un intervista ad ampio spettro sul Tg2 anticipata anche dal Tg3: “lotta alla corruzione” e “tolleranza zero verso i corrotti” per Renzi, e lo stesso secondo Mattarella per assicurare un futuro al Paese.

Le testate Mediaset, che “bucano” nuovamente l’intervento del Capo dello Stato, accomunano sin dai titoli gli arresti ANAS con l’altra clamorosa notizia di malcostume della giornata: i 195 indagati (di cui 35 agli arresti domiciliari) tra i dipendenti del comune di Sanremo, protagonisti di una radicata politica di assenteismo. Tutte le testate riportano i filmati della procura di Imperia che mostrano situazioni al limite dell’assurdo (come le immagini del vigile urbano in mutande che timbra il cartellino per poi andarsene frettolosamente) in un clima di complicità e connivenze diffusissime. Tornando al caso ANAS, Angelo Macchiavello del Tg4 ci offre stasera la battuta più dura di serata a cui, questa volta, ci associamo in pieno: “Ecco perché i ponti non stanno in piedi: perché poggiano su ciliegie e non sul calcestruzzo” .

L’attesa al Quirinale per la legge di Stabilità è apertura per TgLa7 e primo servizio per Tg1, con Mentana che sin dal titolo parla di “manovra lumaca”. Tra le novità di giornata seguono le richieste della Conferenza delle Regioni per una precisazione sugli oneri aggiuntivi derivanti alla sanità regionale dal rinnovo del contratto dei medici. In un clima di generale attesa per un testo che ancora non c’è la Ministra Boschi, intervistata dal Tg5, assicura che la manovra riceverà apprezzamenti generali. 

Lo “scoop” del tumore benigno di cui soffrirebbe Papa Francesco sembra aver avuto la vita di una falena ed i Tg di serata parlano di “complotto mediatico”. Dai servizi del Tg3 e TgLa7 emerge chiaramente che le ultime provocazioni prodotte da ambienti vaticani siano dovute ad un tentativo di marcamento stretto del Papa, tanto più nei giorni caldi della chiusura del Sinodo sulla famiglia. Efficacissimo in questo senso l’intervento di Massimo Cacciari, in diretta sul Tg3.

Non accenna a smorzarsi il caso del pensionato milanese indagato per omicidio volontario. Stasera le accorate ma scomposte dichiarazioni dell’uomo, la cui posizione sembra complicarsi, sono primo titolo per Tg5 e nei servizi per tutti gli altri. Continuano su Mediaset servizi a sostegno dello sparatore, con ampio spazio al presidio leghista sotto la casa teatro della drammatica sparatoria. Tg3 parla esplicitamente di dichiarazioni provocatorie di Salvini, che non fanno fare al leader della destra una bella figura proprio perché riprese integralmente.

Il ritorno di Berlusconi sullo “scenario europeo”, ovvero alla conferenza di Madrid del Ppe, è acclamato in pompa magna dai Tg Mediaset (servizi per tutti i Tg). Sempre i Tg di Cologno Monzese ci assicurano che l’ex premier andrà alla kermesse della Lega e che i rapporti con la Cancelliera tedesca Merkel si sono rasserenati.

Per gli esteri spazio alla strage in Svezia ad opera di uno studente 21enne mascherato. Tg5 dedica l’apertura ai nuovi controlli su ulteriori centinaia di migliaia di veicoli Volkswagen. Su alcuni Tg c’è tempo e spazio per parlare di Israele, con un doppio servizio del Tg3 dalla Palestina che fa toccare con mano la situazione reale a Gerusalemme est, dove vivono 55mila palestinesi e 400 ebrei che progressivamente occupano case presidiate dall’esercito israeliano.

Ieri avevamo fatto i complimenti per un ottimo approfondimento del Tg2. Oggi ci tocca parlare bene dell’informazione Rai per due servizi niente affatto scontati. Tg1 racconta dei 130.000 stranieri “solo di nome” che vivono sul nostro territorio da decenni e a cui la legge rende tutt’ora estenuante acquisire la cittadinanza italiana; Tg2 tratta ancora di immigrazione accostando al consueto aggiornamento sulla situazione della rotta balcanica una servizio sugli oltre 5 milioni di stranieri regolari sul territorio italiano che producono l’8,6% del pil e che contribuiscono a pagare le pensioni degli italiani.

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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