Dal nostro inviato in Vaticano…I Tg del 21 ottobre

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D’accordo con Alberto sul falso scoop del Quotidiano nazionale, tanto più che “l’intento manipolatorio”, considerati i precedenti di Curia e l’ormai provata ostilità verso un Papa “scomodo” di tanti prelati che lo circondano, è assolutamente credibile. Per penitenza il “loro inviato in Vaticano” potrebbe eventualmente darsi da fare per smascherare i medesimi . Ancor più d’accordo sull’elogio del Tg2 per l’approfondimento di ieri, che sottolineava tra l’altro la complicità interessata delle democrazie occidentali con dittature sanguinarie e “stati canaglia” quando ci garantiscono petrolio e ci comprano armi. Peccato che queste verità vengano rimosse così facilmente nelle cronache e nelle analisi quotidiane di politica estera (nandocan)  

***di Alberto BaldazziL’esclusiva del Quotidiano Nazionale sul tumore benigno di Papa Francesco fa il giro del mondo ed è apertura per Tg2, Tg4, Tg5 e TgLa7. Nei servizi delle testate Rai in primo piano le smentite arrivate dal Vaticano, con i riferimenti all’ “intento manipolatorio”. Tg5 intervista il direttore del Quotidiano Andrea Cangini che conferma il tutto. Mentana presenta la notizia senza alcun commento e con una certa equidistanza tra le affermazioni giornalistiche e le smentite. La notizia è destinata in poche ore a sparire, o a divenire materia per dietrologi. Noi ci permettiamo una valutazione di tipo professionale. E’ vero che il rispetto per la privacy vale meno per le personalità di pubblica rilevanza, ma almeno nella sfera sanitaria ci vorrebbe maggiore rispetto, e non solo per il Papa. Oltretutto lo scoop risulta sgonfiato per ammissione stessa del Quotidiano Nazionale, che stamane ci ha assicurato che comunque Francesco non rischierebbe nulla di grave. E, allora, a prescindere dalla veridicità, perché pubblicare?

La legge di stabilità è apertura per il Tg1, che segnala il paradosso di una manovra tanto discussa e contestata anche se non ancora messa su carta e presentata alle Camere. Anche Mentana ironizza sulla manovra “che non c’è”. L’apprezzamento da parte della minoranza Pd per l’Imu e la Tasi di castelli e case di lusso non rasserena completamente il clima interno, mentre le opposizioni legittimamente picconano la manovra.

Le dimissioni della sottosegretaria Barracciu, rinviata a giudizio per le “spese pazze” da consigliera regionale in Sardegna, sono apertura per Tg3 e secondo titolo per Tg1 e Tg2, e un po’ più in basso per TgLa7 e Tg4 (ma sempre nei titoli).

Ieri avevamo parlato di più di qualche eccesso nello spazio e nei toni dei Tg sulla vicenda del pensionato che ha ucciso un rapinatore nel milanese. Ci eravamo augurati che la Magistratura venisse lasciata lavorare in tranquillità, pur di fronte all’accusa di omicidio volontario che a primo acchitto “stona”. Stasera tutti i Tg riprendono le polemiche che già da ore popolano i talk – sempre alla ricerca di riempire spazi vuoti di buon senso, cultura e vera informazione – , ma i dubbi sulla dinamica della sparatoria si fanno evidenti. Da segnalare che la notizia “tira” fino al punto di essere titolo per tutte le testate. Tg4 vi dedica più di dieci minuti che non celano le novità degli inquirenti, ma si concentrano sulla necessità di arrestare i delinquenti, buttare la chiave, e espellerli se non italiani.

Il maltempo sparisce dai titoli ma resta alto nei servizi. I Tg Rai e La7 ritornano alle zone industriali di Benevento dove l’economia si è fisicamente impantanata.

Per il secondo giorno consecutivo il sindaco De Magistris è nei titoli e nei servizi: ieri la doccia fredda della Consulta che ha respinto il suo ricorso sulla Severino, questa sera la sua assoluzione in appello per il processo sull’inchiesta Why Not.

Su profughi e immigrazione troviamo impegnati solamente Tg2 e Tg3, con quest’ultimo che presenta un toccante servizio su un altro bambino felicemente partorito dopo il soccorso in mare e che ha rischiato di nascere a bordo del gommone.

Il rosso Ferrari campeggia a Wall street, nel giorno della quotazione. L’orgoglio nazionale si accresce per i tricolore che lo accompagna. Marchionne e Elkan gongolano per il più 20% rispetto al prezzo di apertura. Gongolano anche i Tg: titoli pert tutti, con l’eccezione di Tg2.

Chiudiamo proprio con Tg2 che nell’approfondimento propone un inquietante analisi della retrocessione della democrazia in molti paesi. Lunghi servizi, analisi documentate e interlocutori preparati (Amnesty International). E’ raro vedere questo livello di approfondimento e di apertura in un Tg. Grazie, anche se il quadro offerto risulta tutt’altro che consolante.

Alberto Baldazzi

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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