“Nemo propheta in patria”: Renzi o Bersani? I Tg di lunedì 19 ottobre

Schermata 2015-10-20 alle 00.00.26

“Nemo propheta in patria”, scrive Coletta (anche Mentana?) alludendo, a mio avviso con troppa leggerezza,  alla politica economica di un governo che si autodefinisce di centro sinistra ma piace alla confindustria e alla destra, non solo a qualche burocrate di Bruxelles. Altri autorevoli commentatori, perfino sui giornali moderati, preferiscono parlarne di riedizione, a cura dell’ex rottamatore, di uno “storico” trasformismo della classe dirigente italiana, da Giolitti a Mussolini, a Berlusconi. Per cui forse quel detto latino potrebbe applicarsi a Bersani, piuttosto che a Renzi (nandocan).

***di Lorenzo Coletta“Stabilità:Europa sì, Bersani no” è il  titolo efficace con cui Studio Aperto coglie stasera il senso della giornata politica: Il probabile, tranquillo (e forse inatteso) via libera alla legge di stabilità da parte della Commissione Europea, mentre sul fronte interno la stabilità incontra forti critiche da destra e, soprattutto da manca, ovvero proprio dalla minoranza dello stesso partito del premier. Tutte le testate propongono questa chiave di lettura (apertura per i Tg Rai, LA7 e Tg5) offrendo buone sintesi di giornata; il Tg di Clemente Mimun intervista il presidente del Consiglio Renzi che, sulle divisioni interne, minimizza dicendo di “aspettarsi divisioni persino sul colore delle cravatte”; Tg1, più istituzionale, ospita l’intervento del ministro Padoan; per Mentana le difficoltà della manovra sono da risolversi dentro le mura del Nazareno e non altrove: nemo propheta in patria. Complimenti a tutti, specialmente a Studio Aperto il cui inviato, che ha offerto oggi questa felice sintesi giornalistica, aveva, solo lo scorso giovedì, convintamente affermato come questa legge di stabilità non avrebbe mai potuto incontrare il plauso di Bruxelles. Quasi a contrappasso, segnaliamo come Tg4, che normalmente uno spazio alla politica lo riserva sempre, oggi la ignora del tutto, perché “non in linea” con i suoi desiderata.

Sempre sul fronte delle divisioni in parlamento, il tema delle unioni civili, con l’intervento della Cei di ieri e quello odierno del Vicario di Roma, trova ampio spazio nelle scalette pur non godendo di titoli. Secondo Tg La7 le polemiche inaspritesi in questi giorni si risolveranno tranquillamente grazie al voto segreto, che metterà d’accordo tutti evitando imbarazzi nella maggioranza come nelle opposizioni.

Resta alta sui Tg l’attenzione verso le aree alluvionate, con la provincia di Benevento finita in pochi giorni due volte sott’acqua; molti i collegamenti in diretta ed i servizi dagli impianti industriali della zona danneggiati dal maltempo.

La piena assoluzione dello scrittore Erri del Luca, a processo per il reato di “istigazione al sabotaggio” nell’ambito delle proteste no-tav, è titolo per i Tg Rai e alta su tutti. Una sentenza – a giudizio di Mentana – “importantissima” perché riafferma il rispetto della libertà d’opinione in questo Paese, qualunque essa sia. Sulla stessa linea si pongono le altre testate, fatta eccezione per Tg4 che polemicamente condanna tanto lo scrittore che il tribunale. Al di là del giudizio sulla vicenda in sè, alcuni Tg riflettono sulle conseguenze che questa sentenza porterà nella delicata questione delle proteste contro la Tav in Val di Susa.

La Marineide rimane un must per i Tg di serata, con molti che titolano sulle dichiarazioni spontanee rilasciate questo pomeriggio dal sindaco dimissionario alla procura di Roma. Studio Aperto e Tg4 non perdono l’occasione per tirare una stilettata a Marino, finendo però col far intendere che si sia trattato più di un interrogatorio che di una deposizione volontaria, per altro richiesta dal sindaco stesso.

L’ennesima giornata di sangue in Palestina, con gli appelli di Hamas e l’intifada dei coltelli che sta sempre più diventando “delle pistole”, raccoglie titoli tra i Tg delle 20. Mediaset rilancia l’appello di Berlusconi in favore che schiera l’Italia “comunque” a fianco dello stato israeliano. Sempre sul fronte esteri, buoni i servizi di Tg1 e Tg2 sulle migliaia di migranti che, seguendo la rotta balcanica, sono da giorni bloccati al confine croato. La morte di una cooperante inglese ex giornalista BBC in territorio turco, presentata dai media del posto come suicidio e che mina ulteriormente i rapporti tra Turchia e Regno Unito, è titolo per le testate Mediaset e presente sulle altre.

Segnaliamo in chiusura un buon servizio del Tg3 e il consueto approfondimento del Tg2. Il primo sulla situazione del caporalato in Puglia, con interviste ai lavoratori ricattati e ricattabili che sudano per arricchire gli intermediari, e rischiano la vita, come accaduto 3 mesi fa ad una bracciante. il secondo sulla situazione delle adozioni in Italia, quest’anno in forte calo, e che illumina le difficoltà estreme che incontrano i bambini down nel trovare una famiglia adottiva.

 

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
Vai alla barra degli strumenti