Difesa preventiva? I Tg di venerdì 16 ottobre

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 Caro Luca, purtroppo (in questo caso lo dico sinceramente) l’Europa sa bene che le “sfide” di Matteo Renzi, come ieri quelle di Berlusconi, non vanno prese troppo sul serio (nandocan) 

***di Luca Baldazzi – La miglior difesa è, talvolta, l’attacco. Le dichiarazioni “preventive” del presidente del Consiglio Renzi che difende la neonata legge di stabilità dai giudizi di un’Europa troppo fiscale e affezionata a ricette che nessuno oramai sposa fino in fondo, è apertura per i Tg Rai, Tg4 e La7. Tra i molti commenti a queste posizioni “forti”, venate quasi di tonalità nazionalistiche, Mentana parla apertamente di un pressing anticipato da parte del premier per sbloccare i 3,3 miliardi della clausola immigrazione a vantaggio della stessa manovra. Certo è che, qualunque critica potrà giungere alla legge di stabilità, le cui misure sono al momento solo abbozzate, l’Europa ora sa che dovrà comunque mostrare cautela. 

Sempre a proposito di legge di stabilità, le critiche di opposizioni e parti sociali sono abbondantemente presenti nei Tg, con la Segretaria Generale Cgil Susanna Camusso intervistata su Tg5 e rappresentanti Cisl e Uil presenti sui Tg Rai. Molto spazio alle dichiarazioni di Silvio Berlusconi (titoli per Tg2, Tg3, Tg4, Tg5 e Studio Aperto) che ribadisce come la manovra sia una farsa, e che le uniche misure decenti sono le voci che Renzi ha copiato dal programma di FI, per altro male. Sulla stessa linea,e per opposti motivi, la minoranza Pd che con Bersani torna sulla polemica per l’innalzamento della soglia per l’uso del contante. M5S parla invece di “solo slogan e balle”, mentre il day before della kermesse Cinque Stelle di Imola figura su Rai e La7, ma non su Mediaset. L’augurio di Fassina che i 300 milioni di tagli ai comuni balenati oggi nelle bozze possano scomparire nel testo definitivo compare in molti servizi.

La visita del Presidente della Repubblica Mattarella e di Ban ki Moon all’Expo nella giornata mondiale dell’alimentazione, è titolo per Tg1 e Tg2 mentre è assente sulle testate di Cologno Monzese.

Le odierne dichiarazioni del Commissario Cantone sugli appalti Atac per il valore di 2 miliardi assegnati negli ultimi 5 anni senza gare, vengono riportate riportate da Tg1 e TgLa7 e, in breve, da Tg5, che le “accenna” nel corso di un altro servizio sull’ennesima “tegola” (un potenziale buco da 30 milioni nel bilancio) piovuta sul Campidoglio.

La “giornata dell’odio” in Palestina è alta nei titoli e nelle impaginazioni dei Tg, con buone coperture da parte di Tg1, Tg5 e Tg La7 sui morti e i feriti di giornata. Spazio sostanzialmente limitato, ed esclusivamente sui Tg delle 20, per l’esito positivo del Consiglio Europeo che dovrebbe vedere la Turchia maggiormente coinvolta nella gestione profughi. Le notizie sui sanguinosi respingimenti in Bulgaria, costati la vita ad un profugo afghano, sono titolo per Tg3 e servizio per quelli delle 20; buona la copertura del Tg5.

Il nubifragio che ha colpito il centrosud resta presente nei titoli un po’ per tutti con diversi collegamenti dalle aree colpite, ieri Benevento, oggi Taranto.

L’Osservatorio è solito criticare le notizie di cronaca nera e criminale che troppo spesso si impongono oltre il dovuto nei Tg, e non solo su Mediaset. Segnaliamo stasera un buon servizio del Tg3 che, riportando la notizia data alcuni giorni fa dai Tg Mediaset di una donna romana aggredita e ridotta in fin di vita da un poliziotto del suo condominio, ci spiega come la vittima sia stata probabilmente massacrata non per futili motivi condominiali, ma per aver denunciato un giro di spaccio di stupefacenti nel suo quartiere. Il servizio, che mostra uno spaccato allucinante, non ci dice di più ma, proprio per questo, sembra alludere a collusioni tra malavita e chi sarebbe tenuto a reprimere le attività criminali.

 

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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